Veneto: Il gioco illegale comincia a diventare pesante

gioco illegale arriva in veneto

Da più di un anno, da queste righe, si continua a sollecitare l’attenzione sul “rientro sul mercato” del gioco illecito che sta prendendo il posto reso vacante dalla presenza di quello che invece è legale e che, purtroppo, trova così tante difficoltà a proporsi, viste le troppe norme restrittive che continuano ad ostacolare il suo percorso commerciale. Non vi è dubbio che i distanziometri e le fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento siano due strumenti che hanno “veramente dato il colpo di grazia” al gioco pubblico ed ai casino on line che non può fare altro che “ritirarsi in buon ordine” e… morire di morte naturale, voluta e messa in atto dallo Stato. In tutta la Penisola si sono verificate inchieste su questo espandersi dell’illegalità nel gioco che si accoppia, purtroppo, anche all’usura con la quale va felicemente a braccetto e tocca quelle persone che volendo continuare a giocare, ed ovviamente magari a perdere, si rivolgono agli strozzini per una maggiore disponibilità di contanti per soddisfare il proprio intimo desiderio di gioco.

Purtroppo, quello che si evidenzia è concretamente lo sviluppo di questo fenomeno del gioco illecito: forse, non se lo aspettava neppure chi ha consentito a queste norme restrittive di essere attive sul mercato: ma questa è la realtà e questo è ciò con cui il giocatore, oggi, si deve confrontare. Ecco il motivo che spinge chi scrive a rendere noto a quella parte dell’opinione pubblica che non conosce il settore del gioco, ciò che si sta materializzando, malauguratamente, sul territorio veneto: quindi, gioco d’azzardo illegale organizzato con un sistema malavitoso ben strutturato con la presenza di alcuni esponenti della ‘ndrangheta e della camorra, affiliati al clan dei Casalesi. Le ultime inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia ha portato in meno di una settimana all’arresto di più di 50 persone coinvolte in una “bella” varietà di reati: dall’estorsione, all’usura, al riciclaggio, alla rapina, allo spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, scommesse e sub-appalti illegali.

Ancora una volta questo tipo di criminalità viene ad accompagnarsi al mondo del gioco e questo non può che angustiare chi continua a scrivere queste righe e che non vorrebbe mai vedere concretizzarsi questo connubio che “disturba” quella parte onesta e legale del gioco che si comporta seriamente e, sopratutto, che rispetta la legge. Ancor più grave è il fatto che questa organizzazione criminale sia penetrata nel sistema economico bancario, imprenditoriale e sociale del territorio veneto, sfruttando la collaborazione di imprese, società, professionisti, avvocati e commercialisti: si agisce evidentemente ad alto livello ed a vasto raggio! Tanto è il potere acquisito da questa compagine: ed appunto per questo motivo, bisognerebbe chiedere al Ministro della Giustizia quali iniziative si potrebbero mai adottare e mettere in campo nel modo più veloce possibile per risolvere queste criticità. Servirebbero strategie e soluzioni “importanti” per poter consentire di arrivare ad un efficiente funzionamento della Corte di Appello di Venezia, in particolare, e del sistema giudiziario veneto, più in generale.

Quasi certamente una soluzione ottimale potrebbe essere un potenziamento delle persone destinate alla garanzia dello Stato ed alla sicurezza dei cittadini. Infatti, per quantificare almeno in parte la situazione e sopratutto per spiegarla meglio, bisogna sottolineare che sono presenti quattromila procedimenti da smaltire e la carenza di personale, in modo particolare di magistrati e amministrativi, rende poco efficiente la macchina della Giustizia veneta e non si può, per questo, che dolersene. E questo racchiude e spiega la situazione sia del gioco illecito che di altri reati legati ad una forte organizzazione criminale che imperversa su quel territorio: anche a fronte di questa particolare situazione vi è in corso una procedura di revisione delle piante organiche dei magistrati e di quelle altre figure che sono preposte ad affrontare “un’ondata così importante” di fatti criminosi che purtroppo, coinvolgono anche il mondo del gioco d’azzardo che continua ad essere uno dei settori preferiti dalla criminalità che a suo tramite mette in atto le forme più strategiche per il riciclaggio di danaro.

Non si hanno quasi più parole per denunciare quanto ci dispiace che il “nostro gioco (lecito)” venga accostato sempre di più all’illegalità: anche perché, in modo particolare in questo ultimo periodo, si continua ad insistere che la carenza del gioco legale sul territorio, e quindi anche su quello veneto, dà troppo spazio al reinserimento di quello che lecito certamente non è, ma che purtroppo ha sempre ed in ogni caso “presa sulla voglia di giocare” che tanti utenti ricercano.

É un po’ come il “gatto che si morde la coda”: sembra di non riuscire a trovare soluzioni rapide ed utili per vedere uno sbocco che possa portare risultati positivi. Le norme sul gioco pubblico ci sono e bisogna rispettarle anche se, purtroppo, da queste discende lo smantellamento del baluardo della legalità che lo stesso, a mezzo dei suoi punti di gioco protetti dalla concessione statale, vorrebbe continuare a rappresentare. Oggi, sta diventando impossibile: i punti di gioco pubblico non riescono a restare aperti a causa dei vari “distanziometri” e da quello che ne discende relativamente agli spostamenti in altre zone, con annessi e connessi spesso di difficile realizzazione.

Situazioni che certo non hanno i punti illeciti che aprono ed agiscono “senza problemi” e raccolgono tutto ciò che il gioco lecito lascia per strada! Il Veneto, attualmente, sembrerebbe il territorio più tartassato o, quanto meno, quello che sta subendo i peggiori assalti da parte della criminalità organizzata ed è ovvio che le sue strutture istituzionali cerchino di farvi fronte. Senza dubbio, è un’impresa titanica ma è probabilmente similare a quella che si rappresenta in altre Regioni consorelle dove il gioco illecito “la fa da padrone” e dove purtroppo, si vede morire il segmento legale che continua ad annaspare per restare a galla, ma che spesso proprio non ci riesce. La Legge Nazionale sul Gioco, da tempo invocata, è divenuta indispensabile, improrogabile, insostituibile: quanto ci vorrà all’Esecutivo Giallo-Verde per rendersene finalmente conto? Ammesso che abbia “voglia o forza di farlo”!

Giugno 7, 2019 Autore: : •
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