Il mondo dei giochi ha notevole fiducia per il futuro

grande fiducia del mondo del gioco azzardo legale per il futuro prossimo

In questo periodo autunnale si stanno rincorrendo gli innumerevoli impegni del Governo e del Premier Draghi che, povero lui, “appare ovunque” ma dove sta raccogliendo rassicurazioni sul suo fare oltre che, ovviamente, per gli interventi che sta sottoponendo ai diversi colleghi che seguono l’autorevolezza del Premier ed il carisma che riesce ad imporre ogni volta che si esprime in un discorso pubblico intervallato anche da qualche “battuta” piacevole per stemperare certe situazioni a volte complicate e scomode. Il G20 ne è stato un pratico esempio, ma il Premier si è districato assai bene sempre facendo leva sulla sua esperienza europea e sulla considerazione che la sua persona suscita nonché per l’immagine di alto profilo che Draghi riesce a far emergere sempre ed in qualunque luogo si trovi. Ma, indipendentemente dai tanti ed importanti impegni, il Presidente del Consiglio ed il suo Governo sono sopratutto alle prese con le manovre economiche per il 2022 per il nostro Paese.

Manovre nelle quali, evidentemente, tutta l’industria del gioco spera si riesca ad inserire anche l’intervento per il settore ludico: prima di tutto l’impegno per il riordino nazionale dell’intero settore. La speranza che questo strumento possa finalmente vedere la luce è anche sostenuta dalle esternazioni del neo sottosegretario con delega ai giochi, Federico Freni che, pubblicamente, ha affermato che è interesse del Governo che il gioco trovi una sua collocazione normale tra i vari settori e che proprio per questo, si impegnerà a concretizzare il riordino dell’intero settore per dare a quest’ultimo la possibilità di continuare a rappresentare i prodotti dello Stato e, quindi, la legalità sul territorio. Quindi anche se politicamente l’autunno, e questo mese in modo particolare, risultano essere di certo “caldi” e ricchi di eventi politici si spera che insieme a tutto questo davvero “venga alla luce” la riforma del gioco che darebbe un notevole impulso per il futuro di tutte le sue imprese ed una rassicurazione forte per i suoi lavoratori che, al momento, non si sentono affatto al sicuro.

D’altra parte, è innegabile che il gioco pubblico sia alle prese, da quando sono ripartite le sue attività commerciali, con parecchie insidie che spaziano tra le Leggi Regionali “capestro” e l’applicazione del Green Pass che, però, non hanno scoraggiato l’intera industria. Anzi, forse, hanno contribuito a dare ancora più forza psicologica alle sue imprese ed ai suoi operatori che vogliono continuare a vedere “il bicchiere mezzo pieno” anche di fronte a situazioni di difficile gestione come quella che stanno affrontando alcuni territori in relazione alla “Questione Territoriale”, incubo di quasi tutte le attività di gioco legale e di casino con slot, purtroppo. È fin troppo evidente, però, che per ottenere un impulso ulteriore sarà indispensabile che il settore ludico veda realizzarsi il sogno del riordino nazionale anche se, come sottolineato dal sottosegretario Federico Freni, su questo argomento è il Parlamento ad essere sovrano e che, quindi, per arrivarci dovrà esserci decisamente un’estesa volontà all’interno delle Camere e delle forze di maggioranza: missione estremamente difficoltosa, ma non impossibile.

Infatti oggi, diversamente da qualche tempo fa, e sempre secondo il dire del sottosegretario Freni, il Governo centrale ha proprio la volontà di intervenire per il riordino e non valuta soltanto l’esigenza di questo strumento: e ciò, senza ombra di dubbio, “giustifica” il vedere il bicchiere mezzo pieno. Altra notizia estremamente positiva è l’inizio dei lavori della Commissione d’Inchiesta sul gioco d’azzardo che tra le prime operazioni vedrà un confronto sia con lo stesso sottosegretario che con il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in altre faccende affaccendato per l’imprevisto licenziamento in tronco del suo vice, Alessandro Canali, che lo ha portato dinanzi il Tribunale del Lavoro. Questione a parte questa, certamente, ma che potrebbe anche ritardare l’inizio di diversi processi relativi al comparto ludico: ne sanno qualcosa gli operatori dell’intrattenimento che si sono visti slittare due incontri con ADM proprio per l’assenza del Direttore Generale: il ruolo di quest’ultimo è determinante per portare avanti alcuni progetti nei quali è parecchio impegnato.

Uno per tutti, per esempio, l’apertura di un tavolo con ABI in virtù del pessimo rapporto che con la lunga emergenza pandemica è andato ulteriormente a deteriorarsi tra il mondo del gioco ed i suoi operatori da una parte, e gli Istituti di Credito dall’altra. Istituti che si sono “sentiti in dovere”, anche se apparentemente assurdo, di chiudere tanti conti correnti alle imprese del settore ludico. E ciò in forza di un non meglio identificato “rapporto etico” ritenendo tali aziende “a rischio” per gli affari delle stesse Banche: oltre tutto, interventi messi in atto proprio durante la pandemìa che, come ben si sa, ha coinvolto gli interessi economici di tantissimi comparti, compreso il gioco, anche le scommesse sportive, che ha dovuto subire una chiusura di più di 300 giorni. È evidente quindi, che questo rapporto tra gioco e gli Istituti di Credito vada rivisto ed indirizzato diversamente e da qui l’intervento del Direttore Generale di ADM che sta difendendo il mondo dei giochi veramente “a spada tratta” e che ha trovato l’atteggiamento degli Istituti di Credito a dir poco “sproporzionato” al rischio effettivo che le “Riserve di Stato” potrebbero portare con sé.

Proprio per questo, sarà indispensabile un “migliore coordinamento con il sistema bancario” organo indispensabile sopratutto per le imprese di gioco che per loro natura devono far passare ogni e qualsiasi transazione nello svolgimento del loro operato a mezzo degli Istituti di Credito. Quindi, un tavolo di confronto con ABI dovrà portare ad un percorso di razionalizzazione e semplificazione dei rapporti tra utente e banca dove ADM intende fare la sua parte, cioè quella di organo tecnico, contribuendo alla stesura di un Testo Unico sui giochi che risulta essere sempre più indispensabile e improcrastinabile. Ma non è solo questo intervento che ha proposto ADM, ma sta suggerendo diversi percorsi da affrontare di cui l’intera filiera sente la assoluta necessità: soltanto che se gli impegni del suo Direttore Generale si sovrappongono e lo tengono lontano dai tavoli che appaiono indispensabili per poter proseguire ad appianare le criticità del gioco, diventa ingestibile qualsiasi confronto.

Data Pubblicazione: 25 Novembre 2021 ore 12:23

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