Gioco d’azzardo: Bisogna applicare il buonsenso

gioco azzardo serve avere buonsenso

Negli scorsi giorni, come accade settimanalmente, l’Esecutivo ed il Premier “prendono le misure” per le varie riaperture cercando di “dare un colpo al cerchio ed uno alla botte” anche se è un proverbio che proprio “non ci piace” ricordare perché dà la netta sensazione di “stare nel mezzo” senza far prendere decisioni definite cercando solo di accontentare un po’ tutti. Questo è ciò che si percepisce nelle riaperture delle attività all’aperto ed al chiuso e negli orari del coprifuoco: tutto ciò che comprende il panorama attuale delle attività che si vogliono riaffacciare sempre più urgentemente sul mercato per cercare di mettere una pezza ai mancati guadagni del periodo emergenziale. Periodo senz’altro lunghissimo di chiusura per le attività ludiche nei confronti delle quali il buon senso decisionale sinora non è stato applicato nella valutazione di rischio imposte dal “vecchio Esecutivo Giallo-Rosso” che il “nuovo Esecutivo” non ha voluto rivedere né aggiornare con i nuovi dati della curva epidemiologica e neppure con il protocollo “personale” del settore ancora più stringente di quello istituzionale.

Almeno sinora, considerato che si è affacciata la data del 1° luglio per la riapertura. Infatti, purtroppo, le diverse attività ludiche ed i nuovi casino si troveranno nuovamente a confrontarsi con le Leggi Regionali “capestro” che impongono i famigerati distanziometri dai luoghi sensibili che costringeranno tante piccole e medie imprese a chiudere i battenti perché non in regola, e ciò a prescindere dalla pandemìa. Così, dopo l’emergenza sanitaria e quella economica il mondo dei giochi, special modo quello che si occupa delle apparecchiature da intrattenimento, dovrà rimettersi a lottare con i vari TAR dislocati lungo lo Stivale per vedersi acclarare il diritto di esistere quali rappresentanti, non se ne deve dimenticare, della legalità sull’italico territorio.

Attività lecite che con la loro presenza avrebbero contrastato l’illegalità che invece ha potuto acquisire tanto spazio e presenza a seguito della costante chiusura dei punti di gioco legali: e qui, di buon senso non c’è stata traccia. Anche se indiscutibilmente riaprire appare l’unica strada utile per non far morire il settore del gioco d’azzardo con le sue imprese ed i suoi lavoratori: ma servirà alzare le saracinesche senza ritrovarsi di fronte nell’immediatezza ad un’eventuale nuova chiusura che sarebbe del tutto controproducente. Qui dovrebbe apparire, ma per restarci definitivamente, il buon senso che si potrebbe intravedere soltanto se l’Esecutivo Epoca-Nuova, per rendere onore al nome con il quale chi scrive ha voluto interpretarlo, dovesse finalmente mettere mano alla stesura del riordino dell’intero settore ludico “che aspetta questo momento” dal 2017. E cioè dalla conclusione della Conferenza Unificata tra Stato-Regioni ed Enti Locali nella quale si erano poste basi anche discusse ed accordi ben studiati anche se parecchio combattuti.

Solo con il riordino “sparirebbe”, come per incanto, l’annosa Questione Territoriale che tiene in ostaggio le attività di gioco con i distanziometri di varia metratura che incombono come macigni sulle teste degli addetti ai lavori. Pare che in questi giorni, ma sempre a mezzo delle consuete voci di corridoio e quindi senza alcuna certezza, in politica si sia parlato “sottovoce” oltre che della riapertura del gioco, tipo sale slot machine, anche della normativa che ha causato le espulsioni dell’offerta legale del gioco dai territori, come accade in Piemonte, nel Lazio ed a Bolzano. E da queste Leggi Regionali, purtroppo, sono già discesi tanti ricorsi ai vari TAR per confutare l’esistenza dei distanziometri. Però, per la riapertura delle attività bisognerà aspettare ancora un mese e mezzo, lunghissima tempistica, e per il riordino nazionale non ci sono certezze: servirà attendere ancora per la rinascita del gioco e le sue attività rimarranno così ancora ferme al palo aspettando e preparandosi ulteriormente per la tanto agognata “riapertura al pubblico”. C’è ancora troppa incertezza nel mondo ludico, che sinceramente si comprende ben poco.

E se poi non bastava avere inquietudini per le leggi espulsive, a loro successivamente si sono aggiunte le restrizioni a contrasto della pandemìa… che hanno fatto il resto, affossando sempre di più la situazione economica di tutte le imprese ludiche con grande preoccupazione per i posti di lavoro che il gioco racchiude e che, come si sa, sono tanti davvero. Quindi a volte ci si può trovare nell’assurda situazione che una sala giochi potrebbe tenere aperto, secondo il parere del TAR di riferimento, ma purtroppo deve rimanere chiusa per le restrizioni imposte per il periodo pandemico. Paradosso su paradosso, ma il gioco deve andare avanti così, senza buon senso logico. Sta diventando, in un prossimo futuro, un serpente che si morde la coda e quindi una questione che si interseca nell’altra e l’unico risultato sono le perdite economiche in una situazione o nell’altra. E dalla chiusura imposta dall’emergenza sanitaria si dovrà passare inevitabilmente alle chiusure da “Questione Territoriale”.

Si è anche sentito che la chiusura del gioco, casino con bonus compresi, durante la pandemìa sia stato “un bene” sociale, poiché tante persone che usualmente giocavano con il gioco terrestre, non trovandolo si sono “dimenticati” di giocare. Ed ovviamente mai cosa può risultare più sbagliata dato che, in ogni caso il gioco online è perennemente disponibile in qualsiasi posto ci si trovi. E poi che dire della “fioritura” del gioco illegale, fisico od online, che si è messo a completa disposizione dei giocatori orfani del proprio gioco terrestre che teneva loro compagnia nelle ore di svago? Quanto ha perso il gioco pubblico in questi 300 giorni di chiusura forzata? E le casse dell’Erario quante risorse si sono viste “scivolare da sotto il naso” ed andare a depositarsi sui conti correnti, già piuttosto floridi, della criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo? Quante scommesse illegali sono state effettuate su qualsiasi cosa: corse di cani, di cavalli ed anche sportive sul calcio? Anche se gli stadi sono chiusi le scommesse continuano, illegali naturalmente: A rigor di logica, quindi, senz’altro il buon senso avrebbe suggerito di riaprire molto prima il gioco legale, sarebbe bastato applicarlo.

Pubblicazione: 5 Giugno 2021 ore 18:00

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