Lotta alla corruzione nell’ambito delle scommesse sportive

lottare per togliere la corruzione dalle scommesse sportive

Scommesse sportive e gioco: un rapporto “che piace” e che viene inseguito e se ne è avuto riscontro nei “gloriosi” europei appena conclusi con la vincita della Nazionale di calcio di Mancini che ci ha fatto sognare, divertire, gioire: cosa della quale si aveva quasi un bisogno “fisico”, poiché la pandemìa è stata senz’altro avara di belle sensazioni. Ma gli stessi Europei hanno fatto risalire l’attenzione nei confronti del calcio e, di conseguenza purtroppo, alla problematica della corruzione nell’ambito sportivo e delle scommesse, anche se il nostro ordinamento ludico, seppur denigrato dagli oppositori di questo settore, è ancora capace di ricoprire a livello internazionale un ruolo importante e di tutto rispetto. In modo particolare per la diffusione “delle buone pratiche” da mettere in campo per contrastare il match fixing croce di tutti gli sport, ma sopratutto per il calcio che risulta quello più bersagliato dalle scommesse illecite e dagli illeciti sportivi che si stanno espandendo, purtroppo, anche nelle serie minori.

Categorie che non dovrebbero neppure essere sfiorate dal pensiero di queste combine, poiché campionati frequentati e combattuti da giovani e giovanissimi da tenere lontano anni luce da queste frodi. E con questo non è che si giustifichino gli “inghippi sportivi” nelle serie “dei grandi”, poiché sono ugualmente affari disprezzabili e sporchi che nello sport non dovrebbero proprio esistere. In ogni caso, la nostra regolamentazione, il nostro modello di gioco e di casino italiani, è davvero un esempio per le altre realtà territoriali e questo un po’ riempie d’orgoglio anche perché significa e dimostra che dietro le precise norme espressamente studiate per il contrasto degli incontri sportivi truccati esiste un importante e profondo lavoro portato a termine da un insieme di persone che si applicano a questo con estrema professionalità e senso dell’onore. Il fenomeno del match fixing è argomento che richiama tanta attenzione sia da parte dello sport, Coni, sia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sia del Servizio Analisi Criminale della Direzione centrale di Polizia del Ministero degli Interni.

Ma anche quello dei grandi protagonisti delle scommesse, uno per tutti Lottomatica che di certo non ha bisogno di alcuna presentazione, che ne sono direttamente coinvolti e vogliono difendere il loro operato che non vogliono vedere avvicinato ad operazioni disdicevoli. Questo elenco di istituzioni coinvolte ed anche dell’indicazione di uno tra i più importanti e conosciuti “scommettitori” sta a significare quante sono le menti concentrate per evitare che lo sport dei giovani e dei grandi non si faccia trascinare da questa “cattiva pratica” ed anche dalle scommesse illecite che, come sempre, possono accattivare gli interessi degli scommettitori visti i “tornaconti delle puntate” che possono essere più accattivanti del gioco legale, purtroppo. Il fenomeno del match fixing è importantissimo ma non solo nel nostro Paese e si deve considerare che da sempre le sfide che pone l’ordinamento giudiziario rispetto a quello sportivo, almeno nel nostro Paese, sono state spesso oggetto di agguerrite discussioni, ma appianate.

Servirebbe, però, studiare una linea di azione comune estensibile a tutti gli Stati poiché gli incontri che vengono coinvolti interessano anche altre realtà e non soltanto la nostra. A contrasto del match fixing operano due “strumenti” del Ministero degli Interni, l’UISS Unità Informativa sulle Scommesse Sportive, ed il GISS Gruppo Investigativo Scommesse Sportive: entrambi stanno raccogliendo grosse soddisfazioni dal loro operato proprio per la capacità dello scambio di informazioni su questo significativo fenomeno che collaborando a “stretto contatto di gomito” riescono ad affrontare con una forza più importante e con le quali si riesce addirittura a prevenire episodi di frode sportiva. Tutto nasce dal lontano nel 1989 quando una Legge di quell’anno ha codificato i rapporti tra l’ordinamento sportivo e quello giudiziario, però nel pieno rispetto dell’autonomia dello sport, ma sottolineando la collaborazione tra i due ordinamenti.

E non solo: infatti, i risultati che si stanno raggiungendo proprio durante e dopo la pandemìa sono da attribuirsi ad un protocollo di collaborazione studiato, stilato e sottoscritto recentemente, ma del quale si parlava già da un bel po’ di tempo, tra il Coni ed ADM che sta portando ad ottimi e più che soddisfacenti risultati. “Ci piace” sottolineare che il ruolo dell’Italia nella lotta alla corruzione dell’ambito sportivo è “importante ed è quello di un Paese impegnato” al massimo: impegno che vuole sottolineare quanto siano importanti gli interventi mirati nell’ambito della lotta alla corruzione nello sport. E proprio perché l’Italia ha una capacità eccelsa come mediatore, è riuscita a convincere tanti Paesi ad adottare principi di alto livello per mantenere l’integrità dello sport e per rendere tutti gli incontri trasparenti e non corruttibili. Ciò servirà, senza ombra di dubbio, per migliorare l’attuale situazione e per costruire qualcosa di nuovo e di diverso in quei rapporti che oggi “circolano” tra i vari Paesi, ma rapporti che se maggiormente “uniti e con gli stessi obbiettivi” porteranno indiscutibilmente ad uno sport meno coinvolto in “cattive pratiche”: quindi sport sano e trasparente. Per spiegare maggiormente il modello italiano di gioco “ci piace” ricordare la Convenzione del 2014.

Documento frutto di un grande e comune lavoro che allora aveva fatto comprendere che senza collaborazione tra le varie istituzioni non si sarebbe riusciti a proteggere né gli scommettitori né tanto meno gli operatori del mercato legale. Collaborazione che è stata messa in campo con maestria anche dall’Interpol che con le sue strategie dà la possibilità di diffondere a tutte le Forze di Polizia informazioni su particolari tipi di frode sportiva. Questo porta ad essere spesso “un passo avanti” alla truffa, consentendo di sviluppare casi investigativi in relazione a diversi sport: la raccolta di una grande mole di informazioni e “girarle” ai Paesi Membri è un grande supporto per tutti. Non bisogna dimenticare che la pandemìa ha cambiato tutti gli equilibri e tutti i mercati anche quello illegale che si è spostato inevitabilmente dal terrestre verso la rete: infatti, si sonno moltiplicate le frodi online e proprio questo segmento ha dato un nuovo impulso alle frodi sportive che prima erano di appannaggio del gioco terrestre.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 20 Agosto 2021 ore 15:58
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