Sottosegretario con delega ai giochi: Dimissioni di Durigon

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Insieme alle mille problematiche e criticità del gioco pubblico e dei casino online con slot machine, dai risvolti della pandemia, il riordino nazionale dell’intero settore che non arriva mai per finire con il controllo dei Green Pass ci mancavano le dimissioni di Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, proprio la cigliegina sulla torta! Così, dopo tante promesse sia dell’Esecutivo che dello stesso Durigon per il futuro del mondo dei giochi ed i diversi colloqui che apparivano forieri di notizie positive per il settore, si cambia referente e… bisognerà ricominciare da capo per instaurare un nuovo ed altrettanto positivo colloquio. Durigon sinteticamente è stato “costretto” a dare le dimissioni dalla squadra di Governo per le pressioni esercitate dal M5S, Pd e da Sinistra Italiana a seguito della sua intenzione di voler intitolare il parco comunale di Latina ad Arnaldo Mussolini, cosa che lo aveva fatto bersaglio di polemiche a non finire e ad attribuirgli la qualifica di “fascista”.

Posizione che lo stesso Claudio Durigon smentisce fermamente contrapponendo i suoi interventi politici espletati nel contrastare qualsiasi forma di dittatura oppure di ideologia totalitaria di ogni colore essendo cresciuto in una famiglia con alti valori cristiani che spera di essere riuscito a trasmettere nel suo percorso politico. E qualifica di “fascista” nella quale non si riconosce assolutamente, aggiungendo che queste asserzioni legate ad un passato che di certo non tornerà, impediscono di interessarsi ad un futuro che invece ci sta aspettando e che non può essere coinvolto in diatribe di questo genere. Purtroppo per il mondo ludico questi “giochetti politici” saranno deleteri e non faranno altro che allungare le procedure per il riordino nazionale del gioco d’azzardo e per tutti gli interventi che erano stati impostati tra lo stesso settore ed il sottosegretario che si era dimostrato estremamente sensibile alle criticità degli operatori del gioco, delle loro imprese e, sopratutto, dei suoi lavoratori.

Un insieme questo del settore ludico che durante la pandemia, lo si ricorda spesso, ha dovuto subire una chiusura inverosimile che lo ha quasi azzerato, mettendolo senza dubbio in situazioni critiche a livello economico anche perché non è stato sostenuto, se non in una parte veramente esigua ed irrisorio nei contenuti dai vari interventi economici intervenuti a livello istituzionale. Quindi, anche e proprio per questo tra il gioco, compreso le scommesse sportive, ed il suo sottosegretario erano stati impostati programmi per rimettere in sesto tutto il settore, mettendo davanti a tutto il possibile avvento del riordino nazionale dell’intero settore che è stato più volte promesso sia dal nuovo Esecutivo, al momento del suo insediamento, e dallo stesso Durigon che aveva dimostrato di avere molto a cuore il gioco pubblico che ha il compito di rappresentare sia i prodotti di Stato sul territorio essendo una “sua Riserva” ma sopratutto la legalità, combattendo con la sua presenza l’illegalità che durante la pandemìa ha “rialzato la testa” ed invaso il Paese.

Queste dimissioni del sottosegretario all’Economia non faranno bene all’attuale momento politico e tutto ciò che è accaduto prima, purtroppo, non si accompagna agli interessi del Paese. Certamente, le mozioni di censura non hanno mantenuto affatto i toni bassi che avrebbero dovuto essere mantenuti da chi ha responsabilità di Governo, in modo particolare in un momento così delicato della ripresa del Paese e dove si sta ancora lottando con il Coronavirus e le sue varianti: infatti, oltre la Delta ora si parla anche della variante Iota che si sta manifestando paurosamente anche in Italia proveniente pare dagli Stati Uniti dove si è già estesa e dove sta creando preoccupazione. Quindi, questo non era e non è il momento più adatto per creare il “caso Durigon” che poteva essere messo a tacere per il ”quieto vivere del Paese” e discusso con più attenzione dalla politica che sembra essere diventata una polveriera: tutti stanno attenti a qualsivoglia passo falso e non si riesce a mantenere vivo soltanto l’interesse del Paese che non può venire sconvolto dall’intestazione di un parco, pur essendo stata senza dubbio un’esternazione infelice.

Gli interessi italici devono essere più importanti di tutto ma il mondo dei giochi non può evitare di essere preoccupato per quelli diretti del proprio settore che sono impellenti e che speravano di trovare uno sbocco ed una soluzione con l’intervento del sottosegretario Durigon, ritenuto un valido referente. Ma questo è accaduto ed è con questo che il gioco, poker compreso, si dovrà confrontare, sperando che la nomina del successivo personaggio che si interessi ai problemi ludici sia persona che conosca almeno un po’ le criticità dell’intero settore e quello che si potrebbe fare per ridurne almeno una parte. Ma che, sopratutto, sia politico al quale interessa il bene di tutte le sue imprese e dei suoi 150mila lavoratori che aspettano il riordino nazionale dell’intero settore per poter guardare ad un futuro certo e non in bilico come quello che purtroppo oggi si rappresenta. E di certo le dimissioni di Durigon stanno assestando un notevole ed ulteriore “colpo allo stomaco” del settore che credeva di aver messo delle buone basi per poter proseguire nel proprio cammino di tutori della legalità sul territorio italico: cosa veramente importante ed imprescindibile.

D’altra parte, lo stesso Durigon nelle dichiarazioni per motivare le dimissioni ha assicurato che anche se non avrà un incarico di Governo continuerà ad occuparsi della criminalità e dell’illegalità che percorrono il Paese in modo così sfrontato come è accaduto in piena pandemìa, dichiarandosi veramente disgustato da talune dichiarazioni che lo hanno accostato ai clan mafiosi “rovistando nella spazzatura al solo scopo di infangare” la sua persona. Il sottosegretario ha anche aggiunto che alcune sue frasi sono state interpretate troppo frettolosamente ed in modo estremamente superficiale poiché la legalità ed il contrasto alle organizzazioni criminali sono valori che lo seguono da sempre e nei quali crede fermamente. Proprio per questo nel dimettersi chiede scusa alle vittime o parenti di vittime di mafia che possono essere state ferite da quelle interpretazioni erroneamente fatte di alcune sue parole che non rappresentano assolutamente il suo pensiero personale, ma rimangono cattive interpretazioni forse fatte anche per destabilizzare il Governo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Settembre 2021 ore 11:45
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