Green Pass: Si a tutti i settori compreso il gioco

tutti i settori ed il gioco azzardo vogliono il green pass

Si vuole anche un po’ scherzare in questo periodo che ci ha travolto con tantissime esperienze e sicuramente non tutte positive: ma si può senz’altro dire che non ci si annoia in questo lungo periodo di “strascico di emergenza sanitaria”. L’avvento della certificazione verde diventato da giorni obbligatorio sta sollevando discussioni, riflessioni e persino diatribe per il suo impiego perché non ancora accompagnato da norme uniformi ed anche perché difficile nella sua “applicazione pratica”. È proprio per questo che si richiama il vecchio detto “la legge è uguale per tutti”, e che si vuole ricollegare senza alcuna reticenza all’uso del Green Pass che in linea generale viene accettato nel suo percorso, ma da quello che traspare non verrà applicato in egual misura nei vari settori che ne determinano l’obbligo in caso di accesso. Ed è evidente che la prima cosa che viene in mente è l’applicazione di tale certificazione verde nelle sale da gioco, nelle agenzie di scommesse, nelle sale VLT e bingo, tutto gioco con vincita in danaro, dove viene richiesto poiché le stesse attività di gioco vengono sottoposte a vincolo come i ristoranti e bar al chiuso, palestre, così come i parchi tematici e di divertimento.

Eppure il Green Pass richiesto al gioco con vincita in danaro non viene ritenuto necessario per le attività destinate al puro intrattenimento ed i parchi a tema dove la situazione apparentemente, od almeno per ora, è diversa. Probabilmente perché chi ha meno di 12 anni non ha l’obbligo della certificazione vaccinale e non dovrà esibire nulla, come i bambini al di sotto dei 6 anni di età che possono non tenere la mascherina. Così nelle sale da gioco dedicate alle famiglie ci sarà un miscuglio di situazioni da gestire e tenere in considerazione poiché ovviamente ai genitori dei minori il Green Pass dovrebbe venire richiesto. L’esenzione della certificazione verde scatta anche per alcuni soggetti sulla base di una certificazione medica secondo le modalità che saranno definite a mezzo del Ministero della Salute. Un ulteriore Dpcm indicherà le specifiche tecniche per trattare le certificazioni, consentendo da un lato la verifica del documento e dall’altro salvaguardando la privacy di chi lo esibisce.

In attesa che tutti abbiano il Green Pass digitale, ovviamente potrà essere utilizzata la certificazione su carta: le sanzioni per chi viola le regole o non effettua i controlli si attestano da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Se le violazioni si ripetono in tre giornate diverse si può incorrere nella chiusura dell’esercizio da 1 a 10 giorni. Pare questo lo scenario che accompagnerà l’obbligo di Green Pass per le attività stimate di possibile assembramento e sicuramente tutti faranno il possibile per favorire i controlli di chi vorrà accedere agli spazi al chiuso. Forse si potrebbe anche pensare alla possibilità di utilizzare un’autocertificazione per responsabilizzare la clientela: è un suggerimento che propone la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, sottolineando che anche in questa fase di contrasto al virus gli esercenti si applicheranno con responsabilità ed anche con sacrificio al rispetto delle norme in essere dallo scorso 6 agosto.

A questo punto nasce, però, anche la consapevolezza che questo strumento rischia di impedire l’accesso ai locali, particolarmente a quelli di gioco, da parte dei giovani e giovanissimi che ancora sono in attesa di ricevere la prima dose di vaccino poiché come si sa la campagna vaccinale non si è ancora conclusa. Ciò che indiscutibilmente andrebbe evitato è che questa nuova ed ulteriore norma decisa dal Governo per impedire una maggiore circolazione del virus non dovrebbe essere soggetta a deroghe dall’obbligo di esibizione per entrare negli esercizi “prescelti e sorteggiati”. Altrimenti si alimenterebbe la consueta discriminazione che sinceramente non piace proprio a nessuno dei settori, in modo particolare al mondo dei giochi e dei casino che di “discriminazione se ne intende e pure parecchio”. Non piacerebbe vedere applicate eccezioni che andrebbero a penalizzare alcune imprese favorendone invece altre, anche se questo a volte è stato applicato ed, ovviamente, discusso e rifiutato. Infatti, non si ritiene debba essere consentita alcuna strada “alternativa di comodo”.

Obbiettivamente ed onestamente nello stesso mercato dovrebbero venire applicate le stesse regole, senza “alcuno sconto”. E se l’obbiettivo del Green Pass è quello di “salvare l’economia del Paese”, tenere aperte le attività, contrastare il cammino delle varianti del Coronavirus ed è un concetto unico, sul suo uso la politica è ampiamente divisa ed espone i propri punti di vista diametralmente opposti e che creano, forse, ancora più confusione di quella che si è creata nella somministrazione dei vaccini e sulla loro validità. Troppe menti che esternavano il proprio pensiero che a volte esprimeva una cosa ed a volte un’altra spingendo così l’opinione pubblica verso un’ambiguità non foriera di certezze ma di continue domande alle quali non si riusciva a dare una risposta. Ecco quindi, cosa ne pensa la nostra politica dell’applicazione del Green Pass per accedere ai servizi pubblici: una parte, precisamente il M5S, chiede al Ministro dell’Interno se e quali iniziative si intendano stabilire per contrastare gli attacchi organizzati tramite piattaforme nei confronti degli esercenti che applicano le norme nel loro pieno rispetto.

Per sostenere questo, si richiamano due fatti di cronaca svoltisi a Roma e Milano, attività entrambi oggetto di forti intimidazioni e di una serie di recensioni negative soltanto per essersi adeguati alle nuove disposizioni in relazione all’uso del Green Pass. Un’altra parte politica, il Gruppo Misto, chiede al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute se non abbiano valutato la negatività dell’uso del Green Pass e la discriminazione che l’uso di questo strumento applica nei confronti dei diritti garantiti ai cittadini e se non sia più congegnale puntare invece sui controlli di sicurezza per contrastare le varianti del virus anziché limitare la circolazione di cittadini che seppur sani, anche se non si sono sottoposti alla vaccinazione, non avendo appunto il Green Pass risultano essere interdetti dall’entrare in qualsiasi attività commerciale.

Data Pubblicazione: 30 Agosto 2021 ore 18:00

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