Le mafie ed il loro operato nel settore del gioco d’azzardo

gli operati delle mafie italiani nel settore redditizio del gioc azzardo illegale

La ricerca delle attività illegali, particolarmente quelle che sono collegate al mondo del gioco, dei casino online slot ed a quello dell’usura, che come detto spesso viaggiano davvero “abbracciati”, è diventata un’operazione importante per il nostro Paese quasi una vera e propria “missione” anche perché soltanto riuscendo ad individuare la loro presenza si riesce a rapportare quanto quest’ultima possa incidere sul territorio e sul suo sociale.

Tutte le Forze dell’Ordine, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si stanno impegnando tantissimo per rintracciare l’illegalità che sta rovinando il territorio da Nord a Sud dello Stivale: ed illegalità che sta imponendo il suo decalogo, le proprie idee ed il proprio fare e che riesce, purtroppo, anche ad acquistare o ad infiltrarsi in tante attività legali che non sono riuscite a reggere gli strascichi dell’emergenza pandemica. Infatti, talune si sono esposte troppo a livello finanziario anche perché i sostegni istituzionali disposti non sono arrivati a tutte le imprese in difficoltà.

Ma sopratutto gli importi che sono invece arrivati, e dispiace sottolinearlo ancora una volta, sono stati irrisori di fronte a due anni di emergenza. Sicuramente, questi ultimi due anni hanno giocato a favore non degli operatori rispettosi delle leggi, ma purtroppo hanno dato una forte mano alla criminalità: e non solo per quello che riguarda il mondo del gioco d’azzardo, ma anche in tanti altri settori che si sono visti portar via le proprie aziende proprio dalla stessa criminalità che sta rialzando troppo la testa, dopo che lo Stato era riuscito, quanto meno nel mondo del gioco d’azzardo, a respingere al mittente tutte quelle offerte illegali che sino a vent’anni fa avevano una grossa voce ed importanza sul mercato.

La pandemìa decisamente è stato un buon alleato della criminalità e questo oggi sta comportando un intervento massiccio di tutte le Forze dell’Ordine per riuscire a contrastare questa “rifioritura dell’illegalità” che sta preoccupando e non poco le istituzioni.

Ma, nonostante questa più che giustificata preoccupazione che sta mettendo a rischio i territori ed anche il sociale, sono stati confiscati alle mafie beni immobili in una certa quantità: un 70% è stato affidato ai Comuni, un 20% torna allo Stato ed il residuo viene posto in vendita.

Tutto ciò che proviene dalla confisca viene usato per finalità sociali come, per esempio, centri per convegni, campi estivi per studenti, ma anche affidati alla Protezione Civile od alla Polizia Locale, oppure nel caso di tratti di appartamenti vengono affidati a famiglie in difficoltà.

I territori stanno attivando dei nuclei di supporto presso le Prefetture per conoscere i beni che stanno andando verso la confisca per pianificare le strategie da mettere in atto da parte delle Regioni. Tutta questa movimentazione nel mondo dell’illegale lascia spazio ad una sola riflessione: le mafie hanno cambiato volto rispetto al passato.

Infatti, hanno senza dubbio più capacità di infiltrarsi negli affari sopratutto in quei settori che per le stesse mafie sono “più interessanti e proficui”.

E non si può certo negare che il mondo del gioco d’azzardo, ed anche quello dell’usura, non siano i segmenti che più attraggono le organizzazioni criminali: perché con ciò riescono a riciclare il proprio danaro frutto di operazioni illegali.

E di fronte a tale “furbesca arguzia”, le varie realtà territoriali devono porre in essere un fronte di difesa della legalità decisamente fondamentale: è anche evidente che attenzione particolare vada prestata alle attività di gioco e di scommesse online che per le mafie hanno la stessa funzione del “polline per le api”. Ma dove esiste la presenza di tanto gioco, sopratutto quando si celano le attività dalle sembianze legali, il territorio deve intervenire con luoghi di recupero psicologico per i soggetti che vengono coinvolgi nel disturbo da gioco d’azzardo e servirebbe anche attivare gruppi di ascolto e di aiuto per chi volesse essere sostenuto per affrontare le proprie criticità.

Anche se ancora oggi risulta difficile che spontaneamente i soggetti toccati dal gioco problematico si facciano aiutare facilmente.

Serve ricordare che proprio nei punti illegali del gioco sono gli stessi operatori illeciti che tendono ad isolare le persone problematiche dall’assistenza messa a disposizione dal sociale: nel gioco illecito si tende soltanto a far giocare sempre di più, disperatamente per riconquistare il denaro reale che si è perso e questo trascina verso un baratro sempre più buio ed irrecuperabile.

Di certo, in un punto di gioco illegale non esiste alcuna figura di sostegno a chi si trova in difficoltà, anzi si è certi che ci siano invece soggetti che spingono il giocatore perdente a giocare sempre di più, senza alcuna remora sul suo futuro economico, né tanto meno su quello personale.

E non è che il gioco d’azzardo sia diverso da alcune altre devianze come la droga o l’alcool nelle quali c’è sempre un individuo che “sollecita all’uso”, ovviamente senza alcun retro pensiero positivo per le povere figure coinvolte. Proprio per questo le realtà territoriali, le Amministrazioni e gli Enti Locali devono formare un fronte ben deciso a contrastare tutto ciò.

I territori devono far conoscere sopratutto ai giovani la presenza delle mafie, il loro operato, le infiltrazioni nelle aziende legali, il capolarato, la gestione dei rifiuti e come la criminalità riesca ad infiltrarsi in questi importanti settori economici del Paese.

Servono laboratori proprio per la parte più giovane della società che deve essere al corrente delle strategie messe in atto dalle organizzazioni mafiose che ormai appaiono “non avere più limiti” e riescono ad aggirare la legge con una “intelligenza criminale estremamente sottile e specializzata” , cosa che rende l’operato delle nostre Forze dell’Ordine ancora più difficile ed impegnativo.

Sembra sempre di più che le mafie “godano” di conoscenze e favori che rendono il loro il lavoro più semplice quando decidono di infiltrarsi in attività legali, prelevando il potere economico magari da imprese che non sono riuscite a fronteggiare il disastro dell’emergenza pandemica.

Aziende che “devono soccombere” e cedere la propria attività di fronte “ad un’offerta che non si può rifiutare”. E non si aggiunge altro: oggi sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo….


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 6 Marzo 2022 ore 18:00
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