Gioco: Non si deve compromettere la vita commerciale delle imprese

non interferire con la vita commerciale delle imprese di gioco

Ai nostri (attuali) politici che compongono lo schieramento che gestisce il Paese, forse, può apparire che quando vengono sollecitati, da più parti, a prendere le difese del mondo del gioco d’azzardo pubblico (e quindi lecito), è come se venissero sollecitati a suggerire all’italico popolo di spendere di più in questo o quel gioco, o anche nei migliori casino online in italia, ed a non curarsi se questo intrattenimento costa qualche euro che, certamente, non incide sull’equilibrio della vita quotidiana. Questo non è obbiettivamente lo scopo delle varie sollecitazioni che vengono inoltrate sia al Governo centrale che alle istituzioni decentralizzate: lo scopo è quello di salvaguardare il gioco pubblico che rappresenta la tranquillità e la sicurezza di chi lo ricerca quale divertimento e, sopratutto, rappresenta il baluardo della legalità contro l’insinuarsi sempre più corposo del gioco illecito che purtroppo esiste ed, anzi, prospera a causa di normative che “facilitano” il suo reingresso sul mercato dei giochi.

Il fenomeno del gioco è una questione complessa ed articolata ancorchè delicata ed è chiaro ed inequivocabile che tutti coloro che affrontano questo argomento nella politica, a qualsiasi livello, non si trovano dinanzi a soluzioni semplici. Anche perché la politica è un percorso periglioso da percorrere particolarmente nel nostro Paese, e sopratutto negli ultimi tempi, dove il populismo sembra aver preso il sopravvento anche a livello internazionale. Un eminente statista, tantissimi anni fa spiegava che “nelle cose sociali la via diritta, salvo rare eccezioni, è la via falsa” mentre solo la via “storta”, che a volte fa cadere e rialzare i suoi interpreti, è quella più sicura e percorribile anche con ottimi risultati.

Non si sa se la nostra attuale politica stia seguendo questa “strada storta” per affrontare e risolvere il fenomeno del gioco d’azzardo pubblico, ma dovrebbe essere cosa “buona e giusta” che senza risalire a frasi eclatanti di tantissimi anni fa si dovrebbe riflettere su quanto detto qualche giorno fa dal Procuratore generale Antimafia. Relativamente al segmento delle scommesse illegali gestite da clan mafiosi, sgominati da una potente operazione dalla Direzione Nazionale Antimafia, il Procuratore raccomandava alla politica una profonda tutela nei confronti delle imprese oneste, sane e lecite che sono le prime ad essere danneggiate dalla criminalità e dalla sua infiltrazione nelle attività economiche di qualunque settore. Ma in quel momento il discorso era chiaramente riferito al settore del gioco d’azzardo.

Tutti ormai sanno che nel mondo ludico “gira” una quantità di danaro notevole cosa che rende questo settore alquanto allettante per le organizzazioni criminali e motivo per il quale senz’altro le imprese del settore andrebbero particolarmente “attenzionate” dalle Forze dell’Ordine: ma al tempo stesso andrebbero anche supportate ed agevolate dallo Stato proprio perché rappresentano il baluardo della legalità sull’italico territorio. Ed ancora queste imprese lecite ed oneste devono essere considerate una parte importante dell’economia del nostro Paese, invece che considerare i suoi imprenditori ed i suoi addetti ai lavori cittadini di “serie B”, appunto perché prestano la propria opera nel settore ludico, così spesso messo in discussione dalla nostra politica nazionale ed additato come “immorale” e come “la piaga del nostro secolo”.

Sono frasi che non dovrebbero essere pronunciate dai vari vice premier, particolarmente quando poi a questo settore “immorale” ci si deve forzatamente rivolgere per attingere risorse atte a far quadrare il bilancio statale! Ed anche se queste frasi, pronunciate dalle nostra politica centrale, vengono spese a “tutela della cittadinanza”. Invece che tutelare la cittadinanza, come si sbandiera spesso e volentieri, bisognerebbe anche e sopratutto tutelare le imprese lecite perché questo significherebbe evitare di comprometterne l’attività legale: la messa in campo, infatti, di limiti e restrizioni, oltretutto a volte ingiustificate, arrivano a volte persino a limitare la libertà di impresa sancita dalla Costituzione.

Ovviamente, sorvolando sugli effetti devastanti che tali normative stanno procurando al settore ludico e particolarmente senza ottenere alcun risultato positivo sia nell’arginare il disturbo da gioco d’azzardo sia nel contenimento della spesa relativa ai giochi. Ma solo, forse, per rafforzare un consenso elettorale come accade da qualche anno e non solo ad opera di questo attuale Esecutivo anche se quello Giallo-Verde risulta apparire quello più agguerrito nei confronti del gioco, e qualunque esso sia, legale od illecito. Infatti, dopo la dichiarazione del Procuratore Antimafia ci si aspettava che il vice premier penta-stellato Luigi Di Maio facesse qualche dichiarazione “a favore” delle imprese di gioco lecito quali rappresentanti della “moralità e legalità” del settore.

Invece, vi sono state solo assicurazioni che il presente Esecutivo Giallo-Verde continuerà nella sua battaglia contro il gioco d’azzardo e prenderà altri importanti provvedimenti che seguiranno quelli contenuti nel Decreto Dignità e che daranno un ulteriore “giro di vite” alla piaga dell’azzardo online. Ci si aspettava altro da questo Esecutivo ed il contenuto di queste dichiarazioni sembra proprio “non tenere in alcun conto” di quanto raccomandato dal Procuratore generale Antimafia relativamente alla tutela delle imprese di gioco lecite ed oneste. Ma tant’è: siamo in Italia ed in questo momento l’Esecutivo è questo e questo è il suo modo di agire per la tutela dei propri cittadini nei confronti dell’illegalità e del gioco d’azzardo, qualunque sia.

D’altra parte si è già sottolineato più volte che il Decreto Dignità, ed il divieto di pubblicità che include, non è molto condiviso né dalla Commissione Europea, organo che si è dimostrato indubbiamente molto sensibile alla tutela dei consumatori, né dalle varie industrie di gioco e neppure da vari esperti. Tutti si sono espressi in modo contrario a questo provvedimento Giallo-Verde, poiché comporta un effetto collaterale alquanto pericoloso: quello di rendere indistinguibile l’offerta di gioco legale da quella illecita per il consumatore. E l’indagine della Dna ha evidenziato, purtroppo, quanto sia ancora presente e diffusa l’offerta illecita sul territorio: lo si evince dai numeri disarmanti che sono emersi da questa ultima operazione portata a termine con risultati assolutamente eclatanti e che avrà, senza dubbio, contribuito a dare un duro colpo alla criminalità organizzata bene inserita nel mondo dei giochi.

Data Pubblicazione: 1 Dicembre 2018 ore 14:00

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