Cosa ci doviamo aspettare dalla futura riforma del gioco

futura riforma del gioco

Punto primo: quando si parla di futura riforma del gioco e quando si parla del Governo del Cambiamento… ci si potrebbe aspettare di tutto, particolarmente dopo il provvedimento del Decreto Dignità ed il divieto alla pubblicità che contiene. Quindi si presuppone che si continui sulla strada del proibizionismo, magari edulcorata in modo da “non far sparire completamente il gioco d’azzardo” dall’italico territorio, tenendo “buone” di conseguenza le sue eventuali risorse e per non andare da un lato completamente ad annientare un settore che “può essere utile alla nazione”, ma dall’altro non disconoscendo le proprie promesse messe in campo nel periodo elettorale. Insomma, il cittadino normale che segue la politica, ma non precisamente le problematiche del mondo dei giochi, si può dire che si aspetti di tutto ed il contrario di tutto.

Punto secondo: certamente, il Governo del Cambiamento dovrà, nella sua futura riforma, affrontare il problema “caldo” della Regione Piemonte dove in pratica, con l’attuazione della legge locale sul gioco che espelle quasi del tutto dal territorio il gioco lecito ci si trova con migliaia di aziende che si dovranno “reinventare”, o spostare, o cambiare settore addirittura, se non chiudere e licenziare i propri dipendenti. Si è anche curiosi di vedere come l’Esecutivo affronterà questa “spina nel fianco”, ma si è certi che l’affronterà con il piglio che i due schieramenti si ritrovano e con un occhio non benevolo nei confronti dei giochi.

Punto terzo: quello che manca, in ogni caso, e non solo in Piemonte, sono le politiche attive che contrastino il gioco problematico, la formazione nelle scuole, le campagne nazionali sul gioco responsabile, l’investimento sulla formazione per gli esercenti: ma questo indubbiamente presuppone che il mondo dei giochi “continui ad esistere” e con i chiari di luna che il nuovo Governo ha fatto intendere chissà nella riforma generale del gioco cosa apparirà. Quello che senza dubbio non basterà è il solo divieto di pubblicità che ancora oggi appare ammantato di pura demagogia: anzi, punisce le sponsorizzazioni sportive e le aziende che promuovono il gioco lecito, autorizzato e controllato.

Se poi ci si troverà, in modo parallelo, a che il Governo vada ad autorizzare una nuova serie di gratta&vinci anche da 20 euro per un solo biglietto ci si troverà di fronte, come di consueto peraltro, a scelte ipocrite che si andranno a commentare da sole. Per la riforma complessiva del settore, quindi, il Governo dovrà pensare a largo raggio e, sopratutto, ad una riduzione orizzontale di tutti i giochi e non solo delle apparecchiature da intrattenimento, oltre allo stop a nuove forme di lotto istantaneo e, particolarmente, dovrà pensare all’uso obbligatorio del codice fiscale per accedere a slot o videolottery, alla regolamentazione delle sale da gioco ed al contrasto alla criminalità particolarmente quella “collegata ed abbinata” al gioco illecito che, particolarmente nell’ultimo periodo, viaggiano veramente a braccetto. E per fare questo non vi è dubbio che dovranno essere coinvolte le Regioni e gli Enti Locali nelle politiche di contrasto.

Punto quarto: nella riforma poi, si potrebbe anche inserire che una parte del prelievo fiscale sul gioco dovrebbe rimanere sul territorio proprio per finanziare campagne sui media e nelle scuole oltre a creare fondi per il sostegno delle famiglie di coloro che sono coinvolti nel gioco problematico. Ma, nonostante la tendenza del nuovo Governo Giallo-Verde sia contro il gioco d’azzardo con la riforma si dovrebbero evitare intelligentemente “crociate proibizionistiche” che risulterebbero demagogiche e che tendono, oltre tutto, a criminalizzare il gioco lecito e non i suoi eccessi: così come bere un buon bicchiere di vino al giorno non provoca danni e non trasforma in alcolisti, anche il gioco responsabile è una libera scelta di intrattenimento e passatempo come tanti altri, da gestire in modo accorto.

Ma, in ogni caso, il giocatore problematico e compulsivo va aiutato, mentre l’illegalità va combattuta con più regole, più controlli e più sanzioni. Oltre al divieto della pubblicità si dovrebbe continuare con il “tracciato della riforma” messo in atto dalla Legislatura precedente: ridurre ulteriormente i punti gioco e studiarne le caratteristiche che sembrano migliori per la tutela dei giocatori. Ci vorrebbe una regolamentazione nazionale senza dubbio, ma che lasci autonomia agli Enti Locali relativamente ad alcuni temi come l’individuazione e le distanze dai luoghi sensibili, nonché gli orari di utilizzo e vendita dei giochi. Tante volte si è ripetuto che gli Enti Locali conoscono profondamente il territorio ed i propri cittadini: quindi chi meglio di loro può regolamentare “i propri spazi”? Poi, nella futura riforma, sarebbe veramente auspicabile che si affrontasse il tema dell’online e della introduzione della tessera sanitaria per accedere ai giochi.

Punto quinto: i Comuni, insieme alle Aziende Socio Sanitarie, hanno il polso della situazione sui territori in modo da poter entrare nel merito della sensibilizzazione della popolazione rispetto al fenomeno del gioco. É chiaro, altresì, che nella futura riforma si dovranno prevedere anche particolari risorse da dedicare proprio agli Enti Locali per mettere in pratica formazione ed informazione: risorse che debbono pervenire dallo stesso Stato, ma non come sino ad ora, dovrà essere fatto realmente altrimenti gli scopi che ci si può prefiggere non verranno assolutamente raggiunti. Sinora le Regioni e gli Enti Locali hanno fatto quasi di “tasca propria” ma onestamente si può dire che risultati positivi, o che possano essere dichiarati tali, non si sono concretizzati.

Ci vuole proprio “un colpo di boa” per cambiare direzione: può essere che il Governo del Cambiamento abbia questa forza, che riesca a “sovvertire” quello che sinora è stato (o non stato) fatto dalle precedenti Legislature. La grinta senza dubbio non manca ai due schieramenti che “gestiscono” il nostro Paese e la speranza che questa grinta possa essere convogliata non solo per distruggere il settore ludico (e poco ci manca con il Decreto Dignità), ma anche studiando qualcosa di speciale che possa regolamentare il gioco d’azzardo pubblico, colonna portante dell’italica economia e sostegno di tante risorse che nel settore lavorano da tanti anni con soddisfazione e professionalità.

Set 18, 2018 Autore: : •
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