L’osservatorio a contrasto del GAP è duro nei confronti del gioco

pugno duro dell osservatorio sul gap nei confronti di tutto il gioco azzardo legale italiano

A prescindere da questa interrogazione che sorge spontanea a tutti gli operatori del gioco e gestori di siti di casino, oggi il settore si domanda quale sia la spinta esterna che ha convinto l’Osservatorio ad esprimersi in termini così duri ed impietosi nei confronti di tutta l’industria del gioco che ritiene “pericolosa” a livello di focolai per il virus. Infatti, le attività ludiche hanno appena ricominciato a “respirare” dopo un interminabile lockdown, ma decreto di chiusura che, a posteriori, è risultato essere deleterio per l’avanzamento dell’illegalità, e della criminalità che lo accompagna, e che nel periodo pandemico ha tratto risultati e profitti assurdi se si pensa che sono stati raggiunti a dispregio delle attività legali di gioco che invece sono state chiuse, lasciando così immense praterie a disposizione del gioco illegale. Nonostante questo precedente, alla riapertura con tutti i protocolli in conformità e nella speranza della ripartenza tanto attesa, il gioco si deve confrontare con queste “raccomandazioni” dell’Osservatorio.

Struttura che invita il Ministero della Salute a restringere ulteriormente le attività di gioco che potrebbero riprendersi dai lunghissimi mesi di lockdown nei quali sono rimaste chiuse, mentre il gioco illecito ha potuto allargare le sue braccia per accogliere i giocatori che si sono trovati privati di tutto il gioco terrestre cui erano abituati. “Raccomandazioni” subito prese in carico dal Ministro Speranza e trasmesse alle autorità sanitarie territoriali in modo che ne prendessero atto, ma che non lasciano scampo alle attività ludiche poiché suggeriscono la chiusura delle stesse per evitare che si formino “eventuali focolai” che metterebbero a rischio la salute dei cittadini. Ciò, però, senza alcun sostegno scientifico se non una microscopica indagine effettuata su un esiguo numero di utenti che sinceramente non contempla alcuna ricerca che possa far intravedere un rischio relativamente all’apertura del gioco pubblico, già pronto ad accogliere il suo nuovo popolo di giocatori.

Appare lapalissiano che il settore ludico di fronte a queste esternazioni o meglio “raccomandazioni” dell’Osservatorio non suffragate da alcuna indagine scientifica si ponga la domanda: “Ma a chi serve tutto questo ‘polverone’ sul mondo del gioco e sulla sua estrema pericolosità?”. Ed inevitabilmente riaffiora alla mente degli operatori la discriminazione appena subita in piena pandemia sempre sospinta dal rischio medio/alto che le sue imprese sembrano procurare: e pensare che questi dubbi non dipendono dalla volontà del gioco d’azzardo di sottrarsi a qualsivoglia responsabilità o per sfuggire dai protocolli che le istituzioni hanno imposto alle sue attività. Oggi tutti dovrebbero fare il proprio dovere ed al gioco pare di aver pagato addirittura un prezzo altissimo per salvaguardare, con la sua totale chiusura per lunghissimi mesi, la salute della cittadinanza. Ha obbedito all’imposizione come di consueto perché essendo una “Riserva di Stato” non sembrerebbe giusto altrimenti.

Il gioco terrestre quindi, più che sparire dal territorio cosa avrebbe dovuto fare? Ovviamente, sperare soltanto nella ripartenza che oggi viene così tanto osteggiata e che si “consiglia” di evitare poiché le attività possono essere fonte pericolosa di contagio! E senza tenere conto che durante il periodo pandemico, da aprile 2020, l’industria del gioco e delle scommesse quando è stato consentito di tenere aperte le attività, a singhiozzo, ha applicato i protocolli nel pieno rispetto di quanto le istituzioni avevano imposto: e poi senza se e senza ma, dall’ottobre 2020 ha ottemperato alla sua chiusura totale sino alla fine di maggio 2021, che non appare poco! Però, e senza fare oggi sterili polemiche e dopo l’avvenuta ripartenza delle attività ludiche per il periodo estivo, ci si domanda da dove provengano e come prendano forma tali assurde “raccomandazioni” dell’Osservatorio e, sopratutto, in virtù di che cosa siano state suggerite. Ma la cosa peggiore è che pare che il Ministero della Salute non aspettasse altro per “irrigidirsi” nei confronti del gioco: così “il pensiero dell’Osservatorio” è passato alle autorità sanitarie territoriali in modo da bloccare totalmente la ripartenza delle attività ludiche.

Sembrerebbe davvero una “congiura” ma nell’interesse di chi o per quale motivo non è dato sapere e si rimane ancora oggi senza risposte: e, sopratutto, quando le associazioni di categoria hanno domandato al Ministro della Salute la documentazione dell’Osservatorio si è potuto constatare quanto poco fossero fondate quelle “raccomandazioni”. Quanto meno risultano senza alcun supporto scientifico, il che è ancora peggio! Oltre tutto, queste “raccomandazioni”, che il Ministero della Salute ha preso immediatamente “per buone”, sono state trasmesse attraverso una specifica circolare a chi di dovere per suggerire di restringere l’operatività delle sale da gioco e slot machine: cosa che indiscutibilmente ha scatenato l’ira degli operatori che si sono sentiti quasi perseguitati senza alcuna ragione scientifica che avrebbe potuto giustificare un atteggiamento ed un provvedimento così “scomodo”. Eppure il mondo del gioco avrebbe necessità di essere sereno per riprendersi da tutto ciò che ha perso durante il lungo lockdown che ha creato danni veramente ingenti a tutte le imprese e non di scatenarsi in battaglie senza senso condotte dall’ira fra l’altro del tutto concepibile.

Infatti, i rischi che l’Osservatorio segnala appaiono assolutamente inesistenti e non aderenti alla realtà, poiché nelle attività di gioco si stanno applicando attentamente i protocolli, come è sempre stato ancor prima del Green Pass. Protocolli ed adeguamento degli esercizi che sono costati ulteriori esborsi che per un settore fermo completamente dallo scorso mese di ottobre 2020 sino al giugno 2021 sono risultati essere impegnativi. Quindi, si spera proprio che non si aggiungeranno altre restrizioni od altre “diavolerie” per poter accedere alle sale da gioco che hanno soltanto bisogno di lavorare in sicurezza e non di altri orpelli ingiustificati. I gestori del gioco e del poker si sono sempre adeguati senza discutere ai suggerimenti istituzionali: con tanta fiducia che questo avrebbe potuto portare le attività verso la rinascita e verso un futuro roseo. Cosa che forse non accadrà per “merito” dell’Osservatorio che probabilmente si è espresso con troppa “leggerezza” e senza le ricerche scientifiche idonee a sostenere queste “raccomandazioni”, visto che da questo parere può dipendere il futuro dell’intero settore.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 29 Settembre 2021 ore 18:00
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