Ulteriori tensioni tra politica e gioco d’azzardo

tensione tra politica e gioco

Qualora i rapporti tra la politica istituzionale ed il mondo del gioco d’azzardo, compresi si siti italiani di casino online, non fossero sufficientemente complicati, ci si è messo anche un refuso, relativo ad un emendamento, a creare ulteriori tensioni in Aula: nulla che non si sia, poi, sistemato anche perché ci mancherebbe che nascessero polemiche anche su di un mero errore di trascrizione: si stava discutendo alla Camera di un argomento sulle Linee Generali in materia di ordinamento sportivo ed è bastato un errore “tipografico” che presentava la parola “sport” anziché “eSports” che tutto è caduto in un pozzo senza fondo di polemiche, ovviamente sterili. Quindi, è stata soltanto una vocale a scatenare incomprensioni e, persino, a far ritirare un emendamento sugli eSports: argomento di cui si sta interessando recentemente anche la politica poiché potrebbe essere una new entry nel mondo dei giochi, anche se in effetti non è più proprio una novità in Italia, ma che sta suscitando parecchia attenzione politica in relazione ad eventuali norme da adottare per un suo controllo e regolamentazione, in modo che non debba “subire la fine” del gioco pubblico “normale”.

Ma, saltando a piè pari le polemiche che si sono sviluppate, si vuole ritornare a ciò che si stava discutendo in Aula, cioè di videogiochi competitivi (gli eSports) che hanno ad oggi un mercato di circa un miliardo e mezzo di dollari e che hanno attirato l’attenzione anche del Cio come disciplina sportiva. E questo poiché gli stessi eSports vengono vissuti da veri e propri cyberatleti, sottoposti ad allenamenti severi ed impegnativi, che concorrono a tornei e competizioni dove sono messi in palio montepremi addirittura milionari. Esiste una piattaforma TV, la Twitch Tv, che sostiene e veicola questo tipo di competizioni, sempre più seguite da giovani ed anche meno giovani che sono attratti da questa nuova tecnologica esperienza di gioco, sempre più all’avanguardia. Si sottolinea il termine cyberatleti in quanto chi partecipa agli eSports ha una preparazione indubbiamente sportiva ed atletica: questo è il motivo principe per cui il Cio li sta prendendo in esame con la volontà di inserirli nelle Olimpiadi.

Ma a prescindere dal parere del Cio, ancora in fase di “pensiero” seppur avanzato, senz’altro una certa politica non è ancora pronta a considerare gli eSports un vero e proprio sport, perché ancora lontano da taluni il concetto che possa essere uno “sportivo” chi sta per ore davanti ad un computer a “smanettare”: non è questa l’idea di sport che attualmente è radicata, e non solo nella politica. E questo pensiero si concretizza con il fatto reale che, ad oggi, l’eSports non è ancora previsto come disciplina sportiva ed ognuno può pensare qualsiasi cosa sul fenomeno e su coloro che lo praticano. In Aula, in ogni caso e nonostante il refuso di cui si è accennato, si era continuato a parlare di questo eSportivo argomento, considerando che l’organizzazione delle competizioni fanno capo alla Lega di Serie A. Si proponeva di destinare una quota, nella percentuale del 15%, delle risorse economiche e finanziarie provenienti dalla commercializzazione dei diritti televisivi sportivi per valorizzare le attività del sistema sportivo professionistico e le attività di prevenzione e di contrasto al gioco d’azzardo ed alle scommesse.

Intervento da effettuare a favore delle Leghe inferiori di calcio, della pallacanestro professionistica, della Federazione Gioco Calcio, dell’Autorità Nazionale Anti-corruzione ed al fondo anti-ludopatia. Si faceva rilevare, a sostegno, che la percentuale del 10%, che la Serie A versa alle categorie inferiori, appare esigua in proporzione al resto d’Europa: nella Liga Spagnola, in Francia, in Inghilterra si fa molto di più per agevolare le categorie inferiori, ma anche per le discipline sportive diverse. Senza dubbio, la percentuale dovrebbe essere ritoccata almeno al 15%, e da destinarsi non solo alle categorie inferiori, ma anche all’Anac, da sempre impegnata contro il fenomeno delle scommesse sportive clandestine, precisamente quelle gestite dalla malavita organizzata, ed un’altra parte da destinarsi anche al fondo anti-ludopatia, poiché anche se il problema è stato affrontato nel Decreto Dignità dall’Esecutivo Giallo-Verde, non è stato ovviamente risolto.

Ma, uscendo dalle dissertazioni politiche che si tengono e si terranno in Aula per le varie “vicissitudini” del gioco pubblico, bisogna dire che gli eSports hanno aperto uno squarcio di luce sulla vita attualmente tragica del gioco: stanno movimentando il mercato e, sopratutto, organizzando tornei e manifestazioni stanno attirando l’attenzione dei media che ne stanno parlando, almeno per il momento, con positività. Il gioco aveva necessità di avere qualche resoconto positivo e questi eSports senza dubbio lo sono: un mondo tutto nuovo, tutto giovane, tutto innovativo che, forse, può far vedere una parte senza dubbio competitiva, ma altrettanto pienamente ludica, di questo intrattenimento che fa interpretare il gioco come sano intrattenimento. Almeno per il momento questo è ciò che “passa” all’opinione pubblica e si spera che si perseveri con questo percorso, perché il gioco oggi non ha voglia di sentirsi gli occhi addosso per altri motivi. É troppo delicato il momento che sta attraversando tutta la sua industria. con i suoi operatori.

Infatti, questo è il momento “più basso” del mondo dei giochi e qualche “positività” che si presenta può essere di grande sollievo, oltre che di soddisfazione per quegli investitori che stanno credendo in questo nuovo segmento: certo che, oggi, ci vuole coraggio a buttarsi ancora nel business del gioco senza avere certezze e senza il famigerato riordino del settore che ancora oggi non vuole apparire. Si tratta, per chi vi investe, di un vero e proprio salto nel buio anche se le esperienze di aziende estere, che hanno creduto negli eSports, possono far ben sperare. Però, si è già potuto constatare in altre occasioni che ciò che in altre realtà appare semplice da avviare, vivere e portare ad obbiettivi economici validi, nel nostro Paese risulta essere tutto più complicato e difficoltoso. E con l’attuale Esecutivo Giallo-Verde, “particolarmente predisposto” nei confronti dei giochi, non è che si possa avere tanta fiducia in una strada spianata e priva di ostacoli…

Luglio 11, 2019: •
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