Gioco problematico: Le armi usate dalla criminalità

armi della criminalita per favorire il gioco problematico

Quando una persona risulta influenzabile facilmente, purtroppo “viene quasi presa di mira” e coinvolta in derive pericolose: ma non si parla soltanto di indurle a giocare nei casino online sino a togliere loro tutto il danaro possibile, accade anche con l’alcol o con la droga che, come si può ben comprendere, sono mercati ben conosciuti e molto frequentati dalla criminalità organizzata che non ha alcuna pietà di chi viene coinvolto e travolto da un vizio qualsiasi.

Basta che loro “facciano soldi” e non guardano in faccia nessuno tanto meno a coloro che riescono a coinvolgere che a volte vengono addirittura derisi.

Ma senza entrare in questo argomento che “non ci piace”, ma che purtroppo si vede e si ripete troppo spesso, si vuole fare una semplice riflessione riallacciandosi ad alcune dichiarazioni di un esperto di chiara fama che ha sottolineato quanto l’illegalità “ci marci” proprio sulla debolezza psicologica per mettere in atto le sue azioni criminali sempre più presenti sul territorio.

E siccome il gioco d’azzardo è “molto frequentato” è evidente che risulti proprio quello il canale maggiormente usato per mettere in atto i piani per allargare la propria potenza economica e per la distruzione della psicologia di questi giocatori.

Infatti, il Presidente della SPI, Società Psicoanalitica Italiana, Sarantis Thanopulos partecipando all’evento sul gioco pubblico realizzato da Lottomatica è partito dal concetto di rischio legato intrinsecamente all’essere umano per continuare a spiegare che risulta essere un componente della nostra vita, anzi un elemento fondamentale, che rappresenta un fattore di trasformazione e serve accettarlo (ma anche riconoscerlo, ovviamente).

Lo stesso psichiatra, riferendosi al gioco, ha ulteriormente spiegato che esistono due categorie di persone: una categoria che gioca per vincere ed invece c’è un’altra categoria che gioca per perdere, e che è incentivato a rincorrere il rischio con l’intento di eliminarlo.

Forse è un discorso troppo per addetti ai lavori ed è per questo che “ci piace” entrare meglio in questo “principio” che sembra così assurdo: in parole povere coloro che giocano per perdere sono persone che vivono senza pensare la vita con un futuro.

Queste persone nel vivere passano da una sfida all’altra senza soluzione di continuità, ma con tantissima emozione: ed il piacere di queste persone si concretizza nel momento in cui sta per verificarsi la sconfitta, ma prima che questa arrivi però.

Si emozionano nel toccare quel “sottilissimo” confine tra la vita e la morte. Sono persone deboli psicologicamente che non si sentono all’altezza, quasi delegittimate a vivere e che vanno a rifugiarsi tra l’illegalità e la malavita perché questo per questa categoria di persone crea una soluzione “paradossale”.

In pratica, per meglio spiegare le persone psicologicamente deboli si deve dire che quando non ci sono le condizioni per avvicinarsi al gioco legale sicuro i giocatori chiamati normali non vanno a giocare, e non se ne fanno di certo un problema.

Gli altri, invece, immediatamente si rivolgono al gioco illegale od alle bische clandestine, oppure si spostano online per avere un’alternativa. Lo stesso psichiatra conclude con una riflessione importante quanto pericolosa che deve suonare di certo come un allarme: oggi le società di gioco legale importanti usano le piattaforme algoritmiche per controllare il gioco e le scommesse e non far sentire il giocatore (legale) pressato o condizionato dalla ricerca continua del gioco.

Risulta altrettanto evidente pensare che le organizzazioni criminali staranno già cercando di preparare algoritmi in grado di predeterminare il comportamento del giocatore riuscendo così ad individuare prima il giocatore a rischio in modo da poterlo spronare a continuare a giocare.

Così più uno perde, essendo debole psicologicamente, più viene spinto a giocare senza alcuna pietà: è proprio in virtù di questo eventuale “avanzamento sulle ricerche tecnologiche” che il gioco legale deve essere sul territorio ed anche in grado di contrastare questa concorrenza illegale così forte.

Sempre allo stesso evento di Lottomatica si sono potute raccogliere le riflessioni dello stesso concessionario, che sicuramente non ha bisogno di alcuna presentazione essendo estremamente conosciuto per la sua professionalità, la sicurezza dei suoi servizi e la presenza che è costante e sempre viva sull’italico territorio.

La riflessione coinvolge il tema della legalità che è argomento che sta sollecitando l’attenzione di tante aziende di gioco, della politica, della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e delle associazioni di categoria: per l’emergenza pandemica il gioco legale, compreso il gioco mobile tramite app, è rimasto bloccato per quasi un anno ed in questo periodo ben 4,5 milioni di italiani si sono rivolti all’illegalità per continuare a giocare. Fisico od online il gioco illecito ha “alzato la sua asticella di presenze” ed ha abbracciato un numero impressionante di giocatori incuranti, ed a volte incoscienti, di giocare con il gioco illegale.

Questo confronto tra il legale e l’illegale è diventato inevitabile e, quindi, la politica deve fare il possibile per fronteggiare questo fenomeno che sta diventando “opprimente”.

Opprimente per le società che si occupano del gioco pubblico poiché quest’ultimo è soggetto a tante normative che quasi non riesce più a svolgere il proprio cammino commerciale con un minimo di tranquillità: lasciando perdere i guadagni che proprio non si possono contare nell’ultimo anno.

Mentre, purtroppo, l’illegalità e le organizzazioni mafiose i conti li avranno fatti e conteggiati molto bene: e già riconoscere che è stato sbagliato tenere chiuso il gioco legale lasciando tutto lo spazio disponibile all’illegalità sarebbe un bel fare.

Anche se la politica è indubbiamente restia ad auto-accusarsi delle proprie scelte nefaste. E non c’è dubbio che aver tenuto il gioco legale, ed anche il poker online, fermo al palo sia stata una decisione più che nefasta!

E qui non si parla di tutelare il territorio od i cittadini, si tratta di tutelare la legalità che deve essere l’unica che si vive sul territorio e l’unica che può tutelare i giocatori: per questo è nato il gioco pubblico e per questo avrebbe dovuto continuare a tenere aperti tutti i suoi punti.

E non si dovevano lasciare praterie immense a disposizione del gioco illegale, ma così non è stato, purtroppo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 10 Novembre 2021 ore 11:44
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