L’obiettivo di un gioco responsabile deve essere assolutamente raggiunto

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Può essere che i maggiori introiti del gioco d’azzardo, con i casino migliori italiani legali in testa, siano da attribuire ai giocatori problematici, agli assidui frequentatori che possono diventare compulsivi, e non dalla maggior parte dei soggetti che si rivolgono al gioco con quel comportamento di sano intrattenimento che li fa divertire ma dal quale non dipendono. Quindi, sembra del tutto superfluo sottolineare che il mondo dei giochi dovrebbe rinunciare a tali primi introiti per arrivare ad un gioco sostenibile, consapevole e responsabile. Mondo e settore che devono dimostrare di saper far a meno dei guadagni ottenuti su persone fragili od influenzabili che non riescono a governare come si dovrebbe i loro istinti ludici che a volte possono diventare troppo eccessivi. L’obbiettivo dell’industria del gioco, di conseguenza, potrebbe essere quello di perdere una parte di introiti per arrivare ad un gioco sostenibile che è la chiave di lettura per avere un mondo del gioco più sereno, più tranquillo, più consapevole e senza dubbio anche più divertente.

Ma per arrivare a questo scopo, ad un obbiettivo con così alte aspettative, prima di tutto servirebbe che i segmenti di gioco, terrestre ed online, trovassero una qualsivoglia forma di collaborazione: una specie di “l’unione fa la forza” che porti tutte le imprese ad aiutarsi a vicenda per arrivare all’obbiettivo comune della sostenibilità che farebbe un gran bene a tutti: imprese e nuovo popolo di giocatori. É evidente che la pandemìa abbia fatto scattare in ogni settore un’alta attenzione sul come meglio gestirsi in un momento dove non si può sbagliare un passo: le aziende sono già a rischio perché economicamente fragili di fronte ad un mercato che non ha voglia di ripartire, nel senso che non ce la fa. Oggi, le persone sono ancora tentennanti negli acquisti, nell’andare fuori a cena, nel rientrare in una sala giochi con roulette per divertirsi, nell’andare al casinò per “rischiare” qualcosa: in questo momento, il segmento che “regge meglio”, e nonostante il lockdown si sia concluso, è ancora l’online che lascia libere scelte ed intrattenimento.

Ma come si diceva poc’anzi, questo è il momento giusto in cui il gioco pubblico si deve “compattare”, come un sol uomo, cercando di portare avanti un discorso corale: forse anche rinunciando a qualche introito (tanto poi in questo momento si è rinunciato già a tanto), ma studiando un nuovo percorso del gioco ed andando con idee comuni verso un gioco consapevole e responsabile, cercando di limitare quella parte vissuta in modo problematico che non fa bene a nessuno. Né al giocatore, né comunque alle imprese di gioco che non vogliono avere, sia quello terrestre e neppure quello online, giocatori compulsivi o problematici che creano più problemi che utili. Di certo non è un discorso facile ed altrettanto non è facile il percorso per arrivare a questo obbiettivo di responsabilità, ma il gioco ha il dovere di provarci proprio in questo momento difficile, ma dove esiste la possibilità di offrire un gioco nuovo che riesca persino ad entrare in concorrenza con il gioco illegale che sta disturbando con forza il mercato e che rimane il primo antagonista da battere con le armi legali che le ”riserve di Stato” hanno: appunto la legalità, la perseveranza ed il rispetto.

Sicuramente, il mondo del gioco deve lottare contro vari nemici: innanzi tutto le regolamentazioni restrittive regionali che stanno rendendo il lavoro nel campo dei giochi davvero “un’impresa impossibile”, la visibilità dei vari comparti del gioco che forse ad oggi è ancora troppa: ciò porta inevitabilmente ai “reprimenda” dell’opinione pubblica, ovviamente quella parte di essa che è contraria al gioco d’azzardo e che lo vede “come il fumo negli occhi”. Ora, il primo nemico si potrebbe combattere con la nascita del tanto atteso riordino nazionale del gioco e di tutto il settore, e che risulta essere l’unico strumento per far cadere tutte le barriere tra le istituzioni decentralizzate ed il mondo del gioco che in effetti stanno rovinando il mercato. Il secondo nemico viene sempre sconfitto con lo stesso sistema che sconfiggerebbe anche il primo: quindi, il riordino che avrebbe anche in questo caso la possibilità di rendere il gioco uniformemente distribuito su tutto il territorio.

Ed infine il terzo nemico, l’ostracismo dell’opinione pubblica: questo è quello più difficoltoso da combattere e da sconfiggere perché è gestito, sotterraneamente, dai media e dagli schieramenti politici che continuano a sobillare quell’opinione pubblica che non si vuole fare una propria idea del gioco pubblico, ma che purtroppo si fida ciecamente di quello che “si dice, si sente e si legge”. Però, se si riuscisse ad attuare tutto questo “piano” si riuscirebbe, senz’altro, ad arrivare ad avere un gioco omogeneo sul territorio, quindi ben distribuito: cosa che, senz’altro, avvicinerebbe il settore ad essere finalmente sostenibile, tutelato e divertente anche se i punti di gioco andrebbero a diminuire, rendendo così gli introiti più ristretti. Ma almeno il gioco pubblico, nel suo complesso, cambierebbe immagine e sostanza e forse ritornerebbe ad essere quel settore di grande sostegno per l’Esecutivo e per i suoi bilanci statali.

Sempre che i media non continuino ad alimentare quel sentimento negativo e di disprezzo nei confronti di tutta la filiera del gioco tra l’opinione pubblica: special modo nei non giocatori, che tra l’altro sono la maggioranza, e che in modo inevitabile non riescono a comprendere come si faccia a passare ore alle “macchinette slot machine mangiasoldi”, così benevolmente apostrofate dagli amici del gioco. D’altra parte, lo stesso gioco pubblico più che continuare a sollecitare il riordino incalzando l’Esecutivo, o chi per esso, a ridimensionare la presenza dei punti di gioco e delle offerte di gioco lecito, ampliare la sicurezza e la tutela sugli apparecchi e contrastare il gioco problematico, mettendo a gestire le varie attività ludiche da persone che seguono corsi specifici in materia e che sono oggi molto più vicini al giocatore che agli interessi del “proprio cassetto”… non può obbiettivamente fare! Il gioco intende fare la sua parte e l’ha ampiamente dimostrato anche durante questo periodo emergenziale, ora spetta anche all’Esecutivo fare qualcosa.

Ottobre 15, 2020: •
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