La sottile differenza tra E-Sports e puro intrattenimento

la sottile differenza che esiste tra gli esports ed il gioco per solo scopi di divertimento

Non esiste alcun dubbio che in questo periodo il mondo dell’intrattenimento, non quello dei casino online nuovi, stia suscitando attenzione, riflessioni e possibilmente sollecitazioni per arrivare a far prendere dalla politica iniziative per mettere una sorta di punto fermo relativamente alla definizione del “puro intrattenimento” e gli “operatori sportivi digitali”: possibilmente con una propria regolamentazione ben delineata in modo che gli stessi apparecchi abbiano una collocazione trasparente. In modo che non si vada sempre a sfociare nell’applicazione sopratutto per questi operatori sportivi, come gli e-Sports per essere precisi, della normativa che si riferisce al gioco con vincita in danaro dal quale entrambi i segmenti elencati tendono a prendere le distanze. Certo non per “discriminazione”, ovviamente, ma perché l’intrattenimento ha un fine specifico che è soltanto quello del divertimento, mentre il gioco d’azzardo pubblico ha lo scopo a volte di far azzardare i propri contendenti e, quindi, devono essere seguiti altri “criterio d’uso e consumo” con una netta divisione “degli scopi”.

Non si è ancora allontanata l’eco delle discussioni relative agli accessi ed ai sequestri effettuati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso alcune Sale Lan, con tutte le conseguenti dissertazioni provenienti sia dalla politica che dallo stesso segmento, che senza ombra di dubbio, hanno richiamato una notevole attenzione nei confronti del comparto dell’intrattenimento del quale generalmente si parla molto poco, ma che ha delle criticità davvero concrete che in realtà dovrebbero essere affrontate e risolte. Si spera veramente che il futuro riordino dell’intero settore del gioco possa arrivare a questo scopo poiché più passa il tempo, più nascono giochi indirizzati ai vari segmenti, più di conseguenza le cose a livello di normativa si vanno a complicare. Senza contare, poi, alcune regole amministrative che sono cambiate, od in corso di cambiamento, relative alla certificazione o l’omologazione delle apparecchiature d’intrattenimento che vanno a coinvolgere addirittura i flipper ed i vecchi amati calcio-balilla con una tassazione “insopportabile” e con la certificazione quasi irraggiungibile nella tempistica.

Di fronte a questa situazione ed in modo particolare per l’attribuzione delle apparecchiature finalizzate alla pratica sportiva ad una categoria piuttosto che ad un’altra, si alza stentorea la voce del Comitato promotore degli e-Sports Italia nell’incontro avvenuto gli ultimi giorni di maggio con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con l’Associazione di categoria degli sviluppatori dei videogame italiani ed anche con alcuni rappresentanti delle Sale Lan: ovviamente il filo conduttore di questo incontro si riferisce agli ultimi fatti accaduti proprio in queste ultime sale. Nell’incontro ADM ha voluto confrontarsi per la prima volta con chi conosce bene il mondo dei videogame e delle Sale Lan e, sopratutto, con chi direttamente vi opera: ciò per allargare le proprie conoscenze in un segmento del gioco ancora un po’ sconosciuto e che desta in ogni caso perplessità anche negli altri operatori del gioco, particolarmente di chi usa le apparecchiature comma 7 del TULPS, quelle inserite nel puro intrattenimento, quindi senza vincita in danaro.

Innanzi tutto, il Comitato promotore degli e-Sports ha tenuto a sottolineare che lo stesso ha la finalità di promuovere appunto l’attività degli sport elettronici e simulati: consiste nella pratica dei videogiochi e simulatori competitivi di sport tradizionali, organizzati senza alcuna limitazione di tipo, purché nel rispetto dei principi etici e morali dello sport indicati dai CIO e dal CONI e proprio in relazione a quest’ultimo il Comitato degli e-Sports ha fatto riferimento ad un protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso mese di gennaio. In forza anche di questo accordo, serve necessariamente tracciare una decisa linea di demarcazione tra gli operatori sportivi e le attività delle sale d’intrattenimento: in effetti gli atleti che praticano gli sport elettronici di cui si sta trattando usano gli apparecchi funzionali al gioco come elementi assimilabili alle attrezzature, strumenti o campi di gioco che si usano di fatto per la pratica sportiva. Si potrebbero dunque paragonare alla racchetta per il tennista od al pallone per i giocatori di calcio.

Ecco perché al Comitato promotore degli e-Sports sembra del tutto indispensabile arrivare ad una distinzione tra gli apparecchi da intrattenimento, appunto quelli meglio conosciuti come “comma 7”, e le attrezzature destinate alla pratica sportiva elettronica. Appare del tutto superfluo sottolineare che gli stessi e-Sports sperino in una regolamentazione bn specifica dell’attività degli sport elettronici e simulati secondo i principi e le regole del CIO e del CONI. La normativa “personalizzata”, infatti, diventa indispensabile per uno sviluppo futuro del settore degli sport virtuali che oggi stanno raccogliendo anche nel nostro Paese un notevole interesse in particolare da parte delle Federazioni riconosciute dal Comitato olimpico. Il Comitato Promotore, durante questo incontro estremamente colloquiale, ha tenuto a sottolineare lo spirito di collaborazione che ADM ha messo in campo proprio per porre delle solide basi per una regolamentazione idonea della strumentazione diventata argomento nelle ultime settimane a seguito del “polverone” alzatosi per le Sale Lan.

Il materiale presente all’interno di queste sale, come PC, simulatori di guida, console, manopole, joystick, sedute ergonomiche ed altro date le relative caratteristiche tecniche non può di certo essere assimilato agli apparecchi senza vincita in danaro come contemplato dall’ampia categoria dei famigerati “comma 7” dei quali si continua a parlare anche in modo accorato. Non vi è alcun dubbio che se si desidera che il mondo degli e-Sports trovi spazio nel mercato del gioco del nostro Paese, bisognerà fare in modo che questi apparecchi abbiano una loro precisa collocazione: questi e-Sports sono in evoluzione, sono ricercati e seguiti da una platea contenta di assistere a queste competizioni ed a tornei che vengono organizzati con sempre più frequenza. E soltanto se avranno una normativa precisa che li riguarda potranno essere appetibili anche a livello di investimento: come peraltro accade in altre Nazioni dove questo segmento è già molto introdotto e conosciuto e dove provoca una certa movimentazione ed un forte interesse a livello economico per gli eventuali investitori.

Pubblicazione: 1 Luglio 2022 ore 18:00

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