Mai distogliere l’attenzione dal gioco d’azzardo legale

fare sempre attenzione al gioco azzardo

Oggi, senza dubbio, la politica risulta essere in altre faccende affaccendata e, sicuramente, non ha tempo di pensare al mondo del gioco, compresi i siti migliori italiani legali di casino on line, ed a quanto allo Stato manchino le sue risorse, ma rimane il fatto che “i conti devono tornare” e senza gli introiti che perennemente il gioco pubblico era abituato a riversare nelle casse erariali difficilmente potrà avvenire la cosiddetta “quadratura del cerchio”: troppo alta la cifra che non si è “vista arrivare”. Infatti, si parla di un -35% del consueto e non si può dire che sia poco! Nei primi dieci mesi di questo benedetto 2020 le entrate dei giochi sono state soltanto di 8.361 milioni di euro, importo che inevitabilmente ha risentito della sua chiusura per ben due lockdown, e che ancora oggi persiste, e si prolungherà sino al 15 gennaio 2021, a meno di un inaspettato passo indietro del Governo centrale: cosa che lo stesso settore non si aspetta, poiché in questa emergenza di certo non si è tesa la mano al mondo dei giochi. Come si legge nel Bollettino del Ministero dell’Economia e delle Finanze la situazione delle entrate tributarie, ed ovviamente non solo quelle del gioco, ad oggi riflettono un considerevole peggioramento dipendente dalla situazione pandemica.

Pandemìa che tiene il Paese in ostaggio e dagli innumerevoli Dpcm istituzionali disposti per fronteggiarla: proprio per questa situazione, “ci piace” sottolineare che il Governo non può permettersi di vedere il gioco nell’assoluto disagio economico ed allo sfascio. Ed anche godere del suo “smantellamento” a seguito vuoi delle restrizioni normative cui è stato costretto a soggiacere prima della pandemìa, vuoi per la chiusura di tutte le attività commerciali ludiche ritenute di rischio medio/alto. E ciò per una valutazione del tutto ipocrita, assurda ed incomprensibile se messa in relazione ad altri settori senza dubbio più problematici nella gestione della tutela alla salute. Altrettanto, il Governo non può continuare a “stare a guardare” con un atteggiamento decisamente tollerante ciò che stanno combinando le varie Leggi Regionali, creatrici della Questione Territoriale che così tanti danni economici ha provocato all’economia territoriale ed all’occupazione dell’intero settore ludico che potrebbe diventare davvero un serio problema.

Problematica che andrebbe a sommarsi a quelle recenti che il Governo centrale deve affrontare che non sono di lieve entità: oggi si sta assistendo alla disfatta del gioco d’azzardo legale e della legalità su tutto il territorio e risulta alquanto difficile comprendere come si possa concepire questo sfacelo morale e commerciale per seguire una sorta di perbenismo assurdo che non ha ragione di essere. Il gioco legale è un settore che rappresenta lo Stato e che proprio lo Stato vada contro sé stesso è un “fare incomprensibile”, oltre ad essere estremamente dannoso sia per il territorio che per la popolazione.

Questa mancanza di obbiettività che si continua a mantenere dalle istituzioni nei confronti del settore dei giochi porta soltanto alla mancanza di lucidità persino nel calcolo di quante risorse economiche si perdono continuando a tenere chiuso il gioco pubblico e sopratutto “quanti regali” si stanno facendo al gioco illegale, ed a chi ne tira le fila: pare di assistere ad un gioco al massacro e se si pensa che è lo stesso Stato che lo consente ciò non può essere tranquillizzante per coloro che operano nel business del gioco e delle scommesse online.

Operatori che ci hanno creduto all’inizio acquisendo le concessioni statali e che vorrebbero continuare a credere di prestare il proprio operato nella parte e nel nome della legalità. Oltre all’enorme danno economico ed al notevole rischio occupazionale che potrebbero derivare dalla chiusura definitiva di tante attività ludiche, forse oggi il Governo centrale riesce anche a quantificare quale sia il reale costo di privarsi di un settore strategico come quello del gioco che ha sempre “fatto quadrare i bilanci statali” con le sue risorse. Da fonti autorevoli si stimano in circa 602 milioni al mese le perdite erariali provocate dall’interruzione delle attività di gioco terrestre: nel 2019 il settore ludico aveva garantito allo Stato 7,24 miliardi sui 15,5 miliardi di incassi complessivi, dati questi ultimi certificati dal Dipartimento delle Finanze. Diventa inevitabile pensare che questi importi siano difficili da sostituire anche attraverso il piano del Ricovery Found, piano che ad oggi sembra ancora non essere stato approntato.

Ed anche se questo ipotetico piano dovesse riuscire a riassestare la nostra industria e dare una mano alla resurrezione dell’economia italica, e se per questo si dovesse soltanto pensare di rinunciare a “settori scomodi” come il mondo dei giochi e delle slot machine, sembra impensabile che lo Stato voglia davvero abbandonare un comparto così redditizio e così importante per l’occupazione, entrambi argomenti assolutamente da non sottovalutare. Sicuramente l’occupazione è tematica che “preme” sulle decisioni del Governo, sui suoi innumerevoli Dpcm: però, proprio per questi provvedimenti quasi non sembra tenuto in considerazione, poiché sono infinite le aziende che stanno chiudendo proprio a causa degli interventi per la tutela della salute e per contrastare l’avanzamento indiscriminato, sotterraneo e nefasto del virus. Sta diventando un serpente che si morde la coda ed a questo oggi sembra non esserci un’apparente soluzione.

Se non si fermano le attività il Coronavirus prospera, se si fermano ci si trova con una marea di lavoratori in mezzo alla strada e nell’impossibilità di trovare valide soluzioni per tutti. Oppure non si riescono a trovare soluzioni come in altri Paesi dove si sta già ricominciando a vivere, seppur con attenzione, seppur responsabilmente e senza eccessi di alcun tipo. Ma sicuramente il popolo italiano è particolare, non vuole rinunciare a tradizioni, abitudini e riti antichi che ci aspettano durante le festività natalizie e che quasi obbligano ad un certo comportamento che quest’anno non è assolutamente concepibile. Prova ne sono le file lunghissime davanti ai negozi, la calca nei grandi magazzini, la pressione che si percepisce di chi vorrebbe uscire, ma non può: cosa comporterà tutto questo a livello psicologico o praticamente oggi non si riesce a quantificare ma, sicuramente, ci si troverà con persone nettamente a disagio perché non riesce a festeggiare come ha sempre fatto. E non sarà una cosa semplice da affrontare.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 23 Dicembre 2020 ore 18:00
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