Green Pass anche per entrare nelle sale di gioco d’azzardo

obbligatorio green pass anche per sale gioco azzardo

Anticostituzionale, scomodo, deleterio per l’economia degli esercizi commerciali, compresi quelli che offrono il gioco pubblico e piattaforme casino: si troverebbero costretti a richiedere il Green Pass ai frequentatori delle sale che già non sono tantissimi, che hanno ancora “timore” nell’entrare nei punti di gioco per le novità che vi troveranno. Tutte cose che andrebbero a peggiorare ulteriormente la già barcollante ripresa economica che ci sta mettendo forse più del previsto per ricominciare a girare. Green Pass adottato in Francia ma che dalla nostra politica non è stato favorevolmente accolto sopratutto dalla destra di Giorgia Meloni e da Matteo Salvini che vi si sono opposti sin dall’inizio. Forse potrebbe essere utile, anzi lo è senz’altro, per chi viaggia o per l’ingresso in discoteca o negli stadi poiché comporta un numero di persone importante e con il Green Pass si sveltirebbero gli accessi: però per gli esercizi che hanno una movimentazione “lenta” forse sarebbe più di intralcio che di aiuto e forse anche un freno agli accessi che come nel caso del gioco, sono super-controllati già ora con i protocolli che vengono applicati più che rigorosamente.

E già i protocolli che gli avventori si trovano dinnanzi sono senza dubbio un freno agli ingressi anche se oggi si sta molto attenti ai rischi di contagio poiché finalmente si è presa davvero coscienza che si devono osservare alcune norme restrittive per tutelare la salute di tutti, particolarmente i soggetti più deboli. M, a prescindere da questo e tenendo ciò ben presente, bisogna anche tutelare gli interessi degli esercenti che stanno combattendo una battaglia “aspra” contro la pandemìa e mettere altre restrizioni più complicate potrebbe essere deleterio per i “poveri cassetti commerciali” che alla sera gridano a tutt’oggi vendetta poiché la ripresa è estremamente lenta. Sopratutto sarà difficile recuperare ciò che si è perso economicamente in modo particolare per quelle “attività non essenziali” che sono state penalizzate più di altre dall’emergenza sanitaria avendo subito chiusure “ad oltranza”.

Forse è per questo che i frequentatori del mondo dei giochi, e non solo di queste specifiche attività, se dovesse passare lo strumento del Green Pass, verrebbero tutelati a mezzo di CODACONS che si ritiene pronta a rivolgersi al TAR per opporsi al Green Pass sul modello di quello francese. Come si sa CODACONS è l’Associazione dei Consumatori e si prova pronta a schierarsi contro misure destinate a limitare la libertà individuale dei cittadini-consumatori anche se si dichiara apertamente favorevole alla vaccinazione, come è giusto che sia, ed anche all’adozione del Green Pass negli ambiti in cui si dimostrerebbe utile a tutelare la salute: come, per esempio, in caso di viaggi, stadi, aerei e discoteche. È troppo vicina l’immagine di quello che è accaduto agli Europei con la gioia del tifo espressa forse in modo anche “isterico” e senza alcuna protezione di mascherine: lasciamo perdere poi il distanziamento in quell’occasione perché è successo di tutto…

Però, in nessun caso si potrebbe accettare la presenza di una limitazione per svolgere le normali attività come cenare al ristorante, prendere un caffè, giocare con una slot machine. Questo Green Pass in re ipsa dichiarerebbe un obbligo vaccinale indiscriminato, che è già stato bocciato dal TAR, e comporterebbe una limitazione dei diritti fondamentali di ogni cittadino, diritto tutelato dalla Costituzione. Invece, bisognerebbe convincere gli indecisi, oppure addirittura i no-vax riconoscendo magari vantaggi a chi si sottopone al vaccino, ma senza osteggiare chi decide di non vaccinarsi per le svariate ragioni personali che sono in ogni caso da rispettare, sempre. E questo è lo “schieramento CODACONS” anche se si infittiscono sempre di più le famose “voci di corridoio” che sussurrano dell’introduzione di questo pass legato all’effettuazione di un tampone od al completamento del ciclo vaccinale per avere la possibilità di accesso in alcune circostanze, sperando che vengano però ben determinate e definite e non valido, quindi, per tutti i normali spostamenti come accesso ai negozi di uso comune per i quali non si “dovrebbe” pretendere tale Green Pass.

Anche il Presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Friuli Venezia Giulia, si unisce al parere di CODACONS, e si è dimostrato contrario alla istituzione di questo strumento poiché è certo che potrebbe impattare negativamente sulle attività commerciali. Ovviamente anche a quelle che offrono il gioco e scommesse che si troverebbero nella condizione di chiedere agli avventori un “certificato” per entrare nelle sale e questo sarebbe un impatto più che negativo, come già è stato detto nelle precedenti righe. Si rincara anche la dose sottolineando che in questo periodo, con la variante Delta che sta dando fastidio anche se in termini numerici ancora contenuti, bisognerebbe applicare in generale un minimo di equilibrio. Ciò che servirebbe maggiormente sarebbe studiare altre campagne vaccinali ancora più “forti” per spingere gli indecisi verso la somministrazione del vaccino e sempre che non continuino ad apparire informazioni e contro-informazioni in questo senso che non hanno che il fine di destabilizzare appunto le idee degli indecisi od addirittura i contrari.

Ovvio che se la situazione epidemiologica dovesse mutare, aggravarsi oppure se le strutture ospedaliere venissero di nuovo “stressate” e portate al collasso come l’anno scorso, è sin troppo evidente che bisognerà fare altre scelte poiché appare fondamentale l’essenzialità di tenere la sicurezza sanitaria come obbiettivo primario, cosa che riguarda anche le attività economiche, ma sopratutto la tenuta sociale del Paese che non si vuole trovare ancora con un’altra ondata pandemica terrificante e quasi inarrestabile. È stato fatto davvero tanto per far arrivare il Paese in “zona bianca” anche se in questi giorni si teme in un ritorno in zona gialla per alcuni territori: non si deve vanificare quanto di buono è stato fatto nonostante il prezzo che si è pagato a livello di vite umane sia stato impressionante ed il dolore immenso provato da qualcuno dovrebbe essere il monito per farci comportare il meglio possibile. E purtroppo quello che si è visto in occasione dell’Europeo non è stato un gran bel vedere!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 6 Agosto 2021 ore 14:20
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