Il nuovo Governo deve avere in mente anche il Gioco

nuovo governo deve pensare anche al gioco legale

In svariate occasioni, sopratutto durante il periodo pandemico, oltre a lamentarci per la chiusura totale delle attività del gioco imposta dalle istituzioni, ci si è parecchio innervositi per gli svariati Dpcm relativi alle risorse o sostegni riservati alle imprese che subivano danni ingenti durante la pandemìa a causa dei lockdown ritenuti necessari per contrastare il contagio.

Rimborsi che sono pervenuti a tantissime aziende di ogni diverso settore, ma che purtroppo non sono arrivati alle attività ludiche che hanno dovuto passare quel tremendo periodo emergenziale quasi attingendo soltanto alle proprie risorse economiche.

Già, poiché di fatto alle stesse imprese ludiche è arrivato “qualcosa di infinitesimale” dunque veramente ridicolo (quando è arrivato) perché tantissimi addetti ai lavori sono rimasti a bocca asciutta.

La conseguenza è tutto il più che comprensibile disagio economico conseguenziale a quel periodo, ma anche all’indesiderata onda lunga della pandemìa che non abbandona le attività che fanno fatica a riprendere il proprio usuale ritmo pre-Coronavirus.

La situazione dei mancati sostegni istituzionali durante i lockdown che non hanno raggiunto tante imprese del settore ludico ha contrariato, e non poco, l’intera industria del gioco che non vorrebbe si ripetesse la stessa ed identica cosa con l’attuale fortissima crisi energetica nella quale viene coinvolta anche tutta la sua filiera.

È proprio per questa mancanza di considerazione del gioco da parte dell’Esecutivo uscente che si è palesata così clamorosamente nel periodo pandemico che le associazioni che tutelano le imprese di gioco, ma anche direttamente la sua stessa industria, si stanno muovendo nell’immediato.

Con l’obbiettivo preciso di ricordare al nuovo Governo che anche il settore ludico è coinvolto nella crisi energetica che sta piegando tutte le imprese indistintamente e che sta rappresentando una sorta di nuova emergenza energetica che rischia di mettere sulla strada tantissimi lavoratori che operano nel gioco direttamente ed anche di quelle imprese che vi ruotano attorno con tantissimi dipendenti “indiretti”.

Si spera, naturalmente, che le “Riserve di Stato”, una volta tanto, vengano “rispettate” dal nuovo Governo e che si pensi e si provveda a sostenere anche loro insieme a tutte le altre imprese di servizi che dalla crisi energetica non riescono a venirne fuori adoperando soltanto le proprie riserve economiche.

Tutte le Aziende e tutti gli imprenditori hanno bisogno di un aiuto dello Stato anche se per quest’ultimo sarà un impegno più che gravoso: molto di più senz’altro avranno necessità di essere sostenuti quei cittadini che rappresentano la parte più debole del Paese, come i pensionati, che si trovano a confrontarsi con bollette mostruose che tolgono il sonno ed anche il “pane dalla bocca” considerato che si troveranno nella situazione di dover scegliere se mangiare o pagare le bollette di gas e luce!

Sicuramente è una “bella patata bollente” che il futuro Governo Meloni dovrà “pelare” nel più breve tempo possibile, cercando una soluzione per sostenere il più possibile cittadini ed imprese.

Nel frattempo l’Associazione Nazionale di categoria, EGP-FIPE, ha già lanciato il suo grido d’allarme per le bollette che sono in crescita del 200%, cosa che mette ovviamente in ginocchio i diversi comparti del gioco come accade agli altri settori ed ha sottolineato che ad oggi sono circa duemila gli esercizi a rischio di chiusura con circa 10mila posti di lavoro in bilico.

E non solo, oltre ai danni presumibili per le attività sono da considerare le inferiori entrate nelle casse dell’Erario in conseguenza appunto di questo possibile “malessere economico” oltre ad un’ulteriore allargamento della “tela illegale” che la criminalità potrebbe “tessere” con facilità se le aziende legali andassero a chiudere come si potrebbe purtroppo presumere viste le enormi difficoltà che anche in questo settore la crisi energetica potrebbe causare.

Sono sopratutto le sale da gioco che si stanno incamminando verso una strada davvero difficile e pericolosa visto che ormai è da tempo che soffrono anche di difficoltà strutturali nel post pandemìa.

Infatti, proprio questo specifico segmento del gioco deve pagare una parte di tasse anticipate per alcuni prodotti, come nel caso dell’acquisto delle cartelle delle sale bingo, e che pure deve accollarsi oneri fissi e non prorogabili relativi alle concessioni che sono tuttora in essere in virtù della proroga onerosa soggetta ad un canone.

Infine, in questi giorni, proprio per le sale da gioco, è arrivata la pessima notizia che questo canone, che sembrava cancellato per tutto il periodo di sospensione delle attività a causa pandemìa, oggi viene invece richiesto per i mesi del secondo lockdodwm, tra il 2020 ed il 2021: così queste realtà commerciali devono fronteggiare a costi di gestione veramente importanti, buona parte dei quali sono destinati alle casse dell’Erario che vanno a sommarsi alle “perdite precedenti”.

Da tutto questo excursus sembra davvero evidente che gli imprenditori del gioco legale hanno necessità di misure aggiuntive adeguate, anche perché per loro non esiste modo di aumentare i prezzi delle giocate che vengono imposte dallo Stato e quindi ogni aumento va esclusivamente a carico dei gestori delle sale.

Si sta parlando in modo approfondito delle sale da gioco perché è proprio questo “filone” che viene particolarmente colpito dall’attuale emergenza: oggi i ricavi relativi servono a coprire, e forse neppure ci arrivano, i costi di gestione ed appare del tutto evidente che non sia una situazione sostenibile.

Servirebbe porre l’attenzione nei confronti di queste attività che prima di tutto rappresentano la legalità sul territorio e la tutela della salute del suo popolo di giocatori. Da qui poi il nuovo Esecutivo, che si andrà a formare a giorni, dovrà riflettere a fondo se tenere in vita o meno un comparto importante sia in termini economici che sociali.

Le attività commerciali che operano nel gioco sono certamente luogo di socialità, dove intrattenere relazioni e giocare ed intrattenersi in compagnia e dove a mezzo del personale estremamente preparato ed informato si riesce a provvedere alla prevenzione ed al contrasto del gioco problematico: cosa che senza dubbio non accade nei punti illegali dove, al contrario, il giocatore viene spinto a giocare sempre di più.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 2 Novembre 2022 ore 09:30
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