L’Italia non deve essere preda del gioco illegale

italia e gioco illegale

Non si comprende come il gioco pubblico, compresi i siti casino, e le associazioni che lo rappresentano nei vari comparti, riescano ad avere ancora pazienza ed ancora tentino di far comprendere al nostro Esecutivo l’importanza delle risorse del settore ludico: importi che, per quanto riguarda il bilancio statale, non sono nonostante tutte le varie restrizioni assolutamente da sottovalutare, considerando che si possono quantificare in dieci miliardi di euro all’anno come gettito erariale. E non si tratta di cifre di poco conto! Ma nonostante tutti questi sforzi il gioco pubblico, e quindi lecito, non riesce a richiamare l’attenzione ed il rispetto su ciò che il gioco rappresenta sul territorio: la legalità dell’offerta del prodotto statale. Offerta che viene comunicata a mezzo dei suoi operatori che con la loro esistenza evitano che il mercato sia “infestato” dal gioco illecito e dalle sue proposte che, seppur invoglianti, possono far correre ancora oggi seri rischi ai giocatori che, magari anche inconsciamente, vi si affidano.

Dunque: il gioco pubblico, anzi i suoi operatori naturalmente, pagano lo Stato per avere le famose concessioni per poterlo rappresentare sul territorio, quindi fanno sacrifici per avviare un’attività ludica che oggi ha particolare concorrenza sia dal gioco illecito, che sta prosperando a vista l’occhio, che da quello online che può presentarsi senza limiti di orario e senza fasce di accensione che stanno rovinando assolutamente il gioco terrestre. Detto questo e rilasciate le concessioni per essere sul mercato lecito, del gioco cosa succede? Tutti possono pensare che avendo una autorizzazione statale queste attività ludiche siano intoccabili… e questo poteva anche essere sino all’anno scorso dove qualche limitazione sicuramente già esisteva: ma quelle limitazioni, ora, sono diventate opprimenti ed in alcuni casi riescono persino ad espellere il gioco pubblico dal proprio territorio, in seguito alle Leggi Regionali sul Gioco che stanno imperversando e che stanno spingendo il “gioco lecito in fondo ad un burrone” e leggi invece che consentono al gioco che legale non è, veramente di prosperare “alla faccia delle costose concessioni statali”!

Ma come si può permettere lo Stato di arrivare ad una aberrazione simile che si concretizza proprio contro “sé stesso”? Roba da non credere in un Paese civile e democratico come si dichiara il nostro: ma tale ultima convinzione è sinceramente messa a dura prova da certi tipi di atteggiamento, senza dubbio, contrari a qualsiasi logica. Almeno questo si può rilevare sino ad ora e particolarmente con l’esperienza di più di un anno con il vecchio Esecutivo Giallo-Verde che si è fatto trasportare più dall’avversione per il gioco d’azzardo che per la protezione della sua “riserva di Stato”. Purtroppo, Governo che si è fatto condizionare da questo atteggiamento disgregante e senza riflettere “al di là del proprio naso” quando permetteva che venissero ufficializzate “Leggi e Leggine” da parte delle Regioni e degli Enti Locali: inutile sottolineare che “riserva di Stato”, oggi, secondo taluni (penta-stellati) ha un diverso significato di quello che poteva avere inizialmente.

Forse, “riserva di Stato” è un luogo dove si possono davvero “cacciare” gli operatori ed estrometterli dal loro posto lecito per fare spazio tranquillamente ad un altro tipo di gioco che sicuramente non tutela né i giocatori, né il territorio, né lo stesso gioco. Ognuno “fa da sé” ed agisce per esclusivo interesse personale, ma certamente non per la comunità e proprio contro lo Stato dato che, come si può ben percepire, tassazioni questo tipo di attività non ne versa, tanto meno produce introiti per le casse dell’Erario sotto altra fonte. Si vede che tutto ciò all’Esecutivo di turno faceva comodo così ed ha continuato a proseguire nel suo percorso di “assoluta latitanza” nei confronti del gioco pubblico. Latitanza consolidata delle istituzioni anche quando venivano richiesti incontri o spiegazioni da parte del settore ludico che voleva semplicemente sottoporre all’Esecutivo le proprie problematiche e le proprie esigenze: e di questo un certo leader penta-stellato dovrà pure primo o poi “dare di conto” anche se il quel momento, se ne è certi, soffrirà di una “acuta orticaria”!

Ma la legalità dovrebbe essere seguita ed applicata sempre e difesa ad oltranza: quindi, come si sono potuto permettere alcuni strumenti “con la scusa di salvaguardare la cittadinanza dall’immorale gioco d’azzardo” quando proprio questi strumenti hanno portato soltanto il disfacimento quasi totale del gioco lecito? Vi sono due Regioni in particolare, Emilia Romagna e Piemonte, ma non sono sicuramente le sole che hanno subito danni alla loro economia per strumenti come il distanziometro o le fasce orarie di accensione, che hanno ottenuto l’effetto espulsivo del gioco lecito e senza dubbio l’avanzamento del gioco illegale: oltretutto, con quello che vi gravita attorno è un vero serio guaio per il territorio. Infatti, si sa che il gioco d’azzardo è un settore gradito alla criminalità organizzata e consentendolo si è “aperto un portone” a queste attività criminali che minano cittadini e territorio. Bel risultato: oggi, ci si trova con il settore ludico assolutamente in disfacimento e sempre in attesa del riordino dei giochi che potrebbe rappresentare, forse, la sua unica salvezza. Ma il Governo centrale “non ci sente” o meglio, non ci vuol sentire.

Eppure, chi si occupa del nostro Paese dovrebbe essere particolarmente attento a consentire la cancellazione della quasi totalità del gioco lecito: poiché da questo deriva la chiusura delle aziende sane, che da anni lavorano nel gioco sul territorio, ed anche il licenziamento di decine di migliaia di dipendenti che si troveranno in mezzo ad una strada in cerca della “chimera lavoro” che lo Stato non è in grado di garantire a nessuno. Così, l’insieme dei disoccupati subirà una notevole impennata e ci si troverà con ancora più giovani, poiché il mondo dei giochi è formato special modo dalla nostra gioventù predisposta alla tecnologia ed alla sua evoluzione continua, in cerca di un’occupazione ed ulteriori famiglie che non potranno programmare il proprio futuro come, invece, sono riuscite a fare sino a poco tempo fa. E chi guadagnerà da tutto questo?

Ottobre 5, 2019: •
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