Combattere l’illegalità si può grazie al nuovo gioco d’azzardo

gioco illegale si combatte con il nuovo gioco

Sicuramente l’ultima relazione della DIA sulla costante presenza dell’illegalità, special modo nel mondo del gioco e dei casino italiani, ha “spinto un po’ sull’acceleratore” delle decisioni che l’Esecutivo Giallo-Rosso intende intraprendere per affrontare apertamente, ed ancora una volta, il programma del riordino del gioco pubblico. Troppa illegalità nel gioco, gestita dalla criminalità organizzata, e resa palese appunto nel rapporto della DIA non può questa volta “far girare la testa dall’altra parte” come è accaduto negli ultimi anni. Questa volta è indispensabile che il Governo centrale intraprenda il percorso di ristrutturazione del settore ludico in modo da rendere il lavoro degli operatori, addetti ai lavori del gioco, un cammino tranquillo, tutelato, legale da poter rappresentare sull’italico territorio. E, sopratutto, che questo percorso possa “riportare nella Casa legale dello Stato” tutti quei giocatori che durante il lockdown, ma anche prima, erano invogliati ad intrattenersi con il gioco illegale che nasconde troppi pericoli ed incertezze non solo da un punto di vista economico, ma sopratutto sanitario.

Di certo nelle attività di gioco illecite i protocolli per proteggere la salute dei giocatori non vengono né applicati né seguiti e siccome la voglia di gioco e di divertirsi è tantissima è evidente che ne possano fare le spese quei giocatori che si trovano a confrontarsi con queste strutture illegali. Quindi, che dire: è sin troppo evidente che per combattere questa illegalità così presente, e che ha fatto molto presto a sostituire il gioco pubblico assente negli ultimi mesi, la soluzione è quella di un gioco nuovo, con un suo riordino preciso e nazionale. Riordino che dia la forza a tutte le “Riserve di Stato” di chiamare a sé i giocatori con iniziative e strategie ancora più interessanti, coinvolgenti ed attrattive che evitino all’illegalità di poter far breccia del cuore dei giocatori, anch’essi straniti dall’attuale situazione d’emergenza che ha costretto il settore ludico ad un’assenza così prolungata ed ingiustificata. Sembra proprio questa la strada giusta per combattere una situazione illegale che sul territorio comincia a diventare pericolosa: se non lo è già!

Come si è sottolineato più di una volta. il mondo dei giochi è estremamente interessante per la criminalità organizzata e la situazione di emergenza non ha fatto altro che allargare le prospettive di interesse di chi ne tira le fila e che ha una predisposizione particolare nell’intercettare quei settori potenzialmente più redditizi. É evidente che tante attività di gioco e di scommesse stiano soffrendo, e non poco, la mancanza di liquidità dovuta al lungo periodo di chiusura, mentre si sa che la liquidità è presente nella criminalità che la può tranquillamente mettere a disposizione di coloro che ne hanno necessità, ad interessi di usura, altro settore nel quale la criminalità è fortissima. Nelle attività di gioco, un comparto alquanto attrattivo per l’illegalità è quello delle scommesse attorno al quale si sono polarizzati fortemente gli interessi di tante organizzazioni mafiose che sono arrivate addirittura a consorziarsi per essere più potenti e sfruttare al meglio il proprio potenziale economico.

Questa situazione pre e post Coronavirus non può non preoccupare le organizzazioni che si occupano delle imprese di gioco e che da sempre lottano contro il fenomeno della criminalità organizzata cercando di intercettare l’influenza di quest’ultima sul settore dei giochi. Il gioco d’azzardo, da sempre comparto gradito alle mafie che vi intravedono la possibilità concreta di riciclare il proprio danaro “sporco” che ne esce, poi, “lavato e stirato” e che possono rimettere sul mercato lecito, impiegandolo in affari più che legali. La cronaca spesso ci insegna che questo succede purtroppo spesso e si trovano le infiltrazioni mafiose in Amministrazioni locali, Comuni, appalti: quasi fosse la normalità di tutti i giorni, ma che deve essere sempre combattuta in quanto illegalità con tutte le forze. L’illegalità nel gioco sull’italico territorio si trascina da sempre, ed altrettanto da sempre è da attribuirsi in parte al quadro legislativo poco presente ed alla mancanza del famoso riordino nazionale del settore.

Riforma e riordino che metterebbero probabilmente tutte le cose al proprio posto, consentendo al gioco pubblico di essere presente fermamente sul nostro Stivale, mettendosi in netta contrapposizione con il gioco illegale che deve essere assolutamente contrastato se non si vuole che i tentacoli mafiosi arrivino ad impadronirsi di troppi territori con quello che ne può seguire e che la criminalità organizzata porta con sé. D’altra parte, la spinta populista di questi ultimi anni che ha portato all’emissione di ordinanze restrittive, esclusivamente per il gioco pubblico, ha quasi espulso da alcuni territori il baluardo della legalità lasciando così scoperto il sistema regolamentato e la rappresentanza legale dei prodotti di Stato. Ciò a favore di quell’illegalità che porta con sé non solo il gioco illecito, ma anche tutta la delinquenza che rappresenta la criminalità in altri settori disdicevoli per il territorio: l’usura, l’imposizione mafiosa, il riciclaggio, le scommesse illecite.

Forse non si è voluto tenere conto che il fenomeno del gioco è presente, al popolo italico piace giocare ed è evidente che la criminalità abbia visto in tale settore uno sviluppo economico importante per la propria organizzazione, creando in pratica una sorta di rete illegale parallela di gioco che viaggia accanto all’offerta controllata dallo Stato. Le mafie si sono applicate a sviluppare questo canale per ottenere profitti ingenti: infatti, non bisogna scordare che durante il lockdown inspiegabilmente le attività del gioco pubblico e di slot machine sono rimaste ermeticamente chiuse, mentre tutte le attività illecite erano assolutamente con i battenti aperti e potevano accogliere quei giocatori che non volevano giocare con l’online ma preferivano il “gioco terrestre”, peccato però che fosse quello illecito. Ma, forse, questo pensiero non ha sfiorato l’Esecutivo che ha decretato che il gioco pubblico era a rischio medio-alto e che quindi doveva rimanere chiuso. Chissà se in un prossimo futuro si penserà con più attenzione al gioco pubblico ed al presidio che lo stesso deve sostenere sul territorio: la legalità deve essere assolutamente presente e tutelata. Per tutti, territorio e cittadini.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 13 Agosto 2020 ore 16:00
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