Gioco d’azzardo: Tutti uniti per superare l’emergenza

gioco azzardo unito per far fronte alla dura emergenza

Fino allo sfinimento si è ripetuto che il mondo del gioco e dei casino legali, seppur artatamente bistrattato durante il periodo pandemico e costretto ad un’assurda prolungata chiusura, ha continuato a “rimuginare strategie” per farsi trovare preparato di fronte alla futuribile riapertura delle sue attività commerciali che, mai come oggi, stanno scalpitando per riaprire i battenti senza restrizioni, ma con una severa applicazione dei protocolli per contrastare l’espandersi del virus, per la sicurezza dei propri dipendenti e dei propri utenti. Ma oggi che si è riusciti ad aprire in “zona bianca” il gioco si trova di fronte alla realtà e pur potendo contare su importanti cambiamenti e sulle innovazioni tecnologiche che contornano i suoi prodotti è in chiare difficoltà economiche che discendono da una chiusura azzardata dall’ottobre 2020 a fine maggio 2021. È fin troppo evidente, quindi, che il settore dei giochi si aspetti che il Governo “faccia qualcosa” di diverso ed oltre il Decreto Sostegni bis che ha visto indirizzare risorse anche al mondo ludico.

Purtroppo, il gioco d’azzardo si è visto attribuire importi di un’entità talmente esigua che saranno di poco aiuto per sostenere quelle imprese che durante questa lunghissima chiusura hanno comunque ottemperato “personalmente” alle varie scadenze aziendali che puntualmente si sono presentate e che hanno subito veramente “brevi spostamenti” per il relativo pagamento. Ecco spiegato il motivo per cui dopo un ano in cui la filiera del gioco è riuscita a resistere con grande forza di volontà ad una situazione di estremo disagio, oggi che vede la possibilità di ripartire, ha necessità di ricevere una “spinta” maggiore da parte delle Istituzioni per superare questa emergenza. E questo perché ovviamente non basterebbe aver persino cambiato il “modo di giocare”, studiando offerte sempre più orientate verso l’omnichannel, opzione che ha preso in esame quasi per forza per ampliare le proprie offerte, servono risorse “fresche” che possano comprendere gli ultimi investimenti da mettere in campo proprio per la ripartenza.

Infatti, proprio per poter attuare una strategia sia a breve che a lungo termine si dovrebbero garantire maggiore sicurezza alle attività ludiche che si ripresentano al proprio pubblico cercando di acquisire quella normalità così lontana nel tempo che sembra quasi impossibile riuscire a riconquistare. Importantissima è la tematica che riguarda gli affitti dei locali aziendali e la loro rinegoziazione, come sollecitato e suggerito anche dal Governo centrale. Non è impresa facile e forse andrebbe incentivata meglio con fondi statali. Altra problematica altrettanto importante riguarda i prestiti alle piccole e medie imprese ed alla proroga dei pagamenti, ivi compresi gli interessi che sono maturati in modo sicuramente corposo in un anno di chiusura delle attività. Senza dimenticare la problematica urgentissima del lavoro: purtroppo, per quanto riguarda il comparto dell’intrattenimento sono stati lasciati a casa troppi lavoratori con contratti a tempo indeterminato, cosa che deve essere rimessa al proprio posto, prevedendo sgravi contributivi ed anche incentivi per l’assunzione dei lavoratori stagionali.

Purtroppo, in qualsiasi direzione si guardi oggi, anche positivamente per quello che riguarda la riapertura in alcuni territori “bianchi” delle attività ludiche e di slot machine, nascono esigenze economiche più o meno pressanti da affrontare e proprio per questo motivo sarebbe necessario, anzi indispensabile, che si instauri un’estrema chiarezza nei rapporti tra Istituzioni, settore e relative parti sociali. Ciò per evitare di non gestire bene le difficoltà settoriali e di non arrivare agli obbiettivi necessari alle imprese per superare questo momento difficile relativo alla ripartenza dell’economia delle singole imprese e di quella globale del Paese. Con questa ottica, si dovrebbe anche riflettere sull’incoerente misura di prolungare il blocco dei licenziamenti: protrarlo potrebbe forse significare ostacolare in modo veramente serio i vari processi di riorganizzazione delle imprese e la ricollocazione dei lavoratori, provocando effetti negativi sul mercato del lavoro e, di riflesso, negatività anche per le assunzioni.

Ma quest’ultima riflessione esprime un parere strettamente personale che forse non era neppure il caso di esternare visto che generalmente su queste tematiche chi scrive non si esprime mai, proprio per scelta “giornalistica” e sicuramente per non annoiare “chi ancora legge il nostro scrivere”. A ragion del vero si deve anche aggiungere che in alcuni Paesi europei, che non hanno adottato il blocco, non si stanno registrando licenziamenti in aumento grazie particolarmente agli ammortizzatori sociali che sono adottati anche in Italia: il blocco verrà tolto in una fase più avanzata della ripresa economica considerate le buone prospettive economiche che si possono intravedere. Confindustria ha anche sottolineato che oggi risulta prioritario mettere urgenza sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sul rilancio delle politiche sul lavoro ed anche sulla formazione professionale per rispondere alle richieste di nuove professioni che si sono annunciate durante la pandemìa e per le quali senz’altro le imprese si trovano pronte ad assumere.

Ma, ritornando al mondo dei giochi, compresi i giochi di casino tramite app, ed alle sue difficoltà nel ripartire, si deve sottolineare la mancanza di liquidità che è un problema serio che ha coinvolto in modo particolare tante imprese ludiche che si sono trovate con “pessimi rapporti” con gli Istituti di credito. Le attività di gioco sono rimaste chiuse, come si sa, per un tempo lunghissimo cosa che ha impedito la raccolta ed il flusso del contante che avrebbe aiutato le imprese ad affrontare i costi fissi che anche durante la pandemìa sono rimasti uguali al tempo precedente e che non sono stati indennizzati interamente. Tutto questo ha messo in condizione l’industria del gioco di vivere veramente con disagio gli incombenti aziendali diventati pressanti e quasi insostenibili. Situazione che in alcuni casi ha portato all’insolvenza che immediatamente è andata ad intaccare ulteriormente, per qualcuno, i rapporti bancari già piuttosto precari, contribuendo così a far applicare ai rapporti tra gioco ed Istituti Bancari l’ormai famigerato “rapporto etico” che consente di chiudere i conti correnti ritenuti a serio rischio, come da Linee Guida Europee.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 20 Giugno 2021 ore 18:00
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