Sale da Gioco: Il Green Pass aumenta la sua utilità

green pass aumenta la sua utilita per recarsi nelle sale da gioco terrestri

Che il Green Pass stia diventando uno strumento indispensabile per “muoversi” con più libertà è una certezza: che venga allargato il suo campo di azione, e che quindi non si richieda soltanto in alcuni esercizi commerciali, come per accedere alle sale da gioco per esempio, ma anche per l’accesso ai Supermercati sta diventando quasi una certezza. Anche perché, senza alcun dubbio, nei supermercati il pericolo di assembramento esiste davvero, cosa che invece in un punto di gioco, o in un casino con slot machine, è quanto meno difficilmente realizzabile: tutto questo, però, sarà veramente uno scoglio perché chi va nei centri commerciali e nei super non sempre è giovanissimo e non sempre ha dimestichezza con la tecnologia telefonica con aggiornarsi con il Green Pass. Quindi, per Draghi sarà argomento difficile da affrontare e decisione estremamente importante che potrebbe anche renderlo inviso a tante persone: e di questo il Governo centrale non ha bisogno visto che la sua composizione è già sufficientemente “litigiosa” perché troppo variegata, forse.

Sarà un’estensione significativa per il Green Pass che oggi è richiesto per consumare nei ristoranti, entrare nei cinema, teatri, stadi, palestre, terme, congressi, parchi di divertimento e sale da gioco d’azzardo, centri culturali e finanche per partecipare a concorsi pubblici: però non è necessario “in ogni dove” ed è forse proprio per questo che ci si aspetta un ulteriore allargamento dei suoi “poteri” anche se sarà certamente osteggiato sempre con richiamo ai diritti fondamentali ed ai trattati che tutelano i diritti umani. Si può quasi essere certi che ci sarà bagarre se il Green Pass si estenderà ai mezzi di trasporto di ogni genere, con discussioni senza fine da una parte e con la spiegazione dall’altra che senza vaccinazione certificata non si va da nessuna parte. Si aspettano dunque le reazioni alle novità messe in campo dal 1° settembre che senz’altro imporranno la certificazione verde per alcune professioni e per la partecipazione ad alcune attività: restrizioni che andranno ad incidere ancora sui mercati, ma necessarie (a parere dei più esperti immunologi) per superare il periodo pandemico.

Anche i no-vax si renderanno conto che tutto il Pianeta è flagellato dalla pandemìa da un anno e mezzo ed il contagio principalmente avviene a mezzo degli assembramenti, sopratutto in luoghi chiusi: proprio per questo, gli esperti non ravvisano il problema di condizionare la frequentazione in questi luoghi alla dimostrazione dell’avvenuta vaccinazione. D’altra parte, la comunità scientifica non ha dubbi sull’utilità del vaccino ed anche sull’esistenza di persone con fragilità alle quali il vaccino non può essere somministrato. Però il vaccino continua a dimostrarsi oggi l’unica strada per tutelare la salute di tutti, e non solo nel nostro Paese, e per evitare sopratutto che i nostri Ospedali siano di nuovo affollati da pazienti contagiati dal virus, che sia il Coronavirus od il Delta o lo Iota poco importa: l’importante è che non si riveda ciò che si è visto l’anno scorso a Bergamo. È ancora negli occhi di tutti e non si vorrebbero più rivedere queste immagini che forse i no-vax hanno dimenticato.

I detrattori del vaccino a volte non esternano alcun appiglio razionale ma, soltanto, che non si vogliono vaccinare od addirittura qualcuno che è vaccinato ma non vuole “abbassarsi” a dimostrarlo con il Green Pass: rifiuti questi che si comincia a sentire sulla pelle come un’imposizione a chi ha deciso diversamente, oppure per chi non può proprio vaccinarsi per questioni sanitarie. Anche per questo gli esperti sono convinti che l’utilizzo della certificazione rispetti le libertà costituzionali e che sia in perfetta sintonia con il principio solidaristico da applicarsi proprio in un periodo d’emergenza come quello che si sta passando in questi mesi. D’altra parte, è evidente che finito il periodo di vacanza si dovranno affrontare i mezzi di trasporto a breve percorrenza, trasporti urbani, scuole grande punto interrogativo per tanti motivi, operatori a contatto quotidiano con il pubblico e quindi l’estensione del Green Pass sembra del tutto inevitabile.

Ed il Governo centrale sarà criticato per questo? Troppo rigore nell’applicazione della certificazione verde? È ovvio che tutte le attività commerciali, comprese naturalmente quelle che si occupano di gioco, si siano sentite tanto per cambiare discriminate perché obbligate ad avere consumatori muniti di passaporto verde per accedere ai propri punti di gioco: invece, obbligando l’esibizione del Green Pass ovunque… ci si sente tutti uguali! Sensazione che il gioco pubblico, scommesse sportive comprese, di rado riesce ad avvertire infatti in queste ultime attività l’utilizzo del Green Pass è stato applicato in modo estremamente rigoroso con tutte le conseguenze che ciò ha apportato agli incassi già esigui delle attività ludiche. Però tutto è stato accettato con responsabilità e con senso civico come è già stato sottolineato in altre occasioni, ma anche con qualche riflessione: perché un giocatore privo di Green Pass non può entrare in una sala giochi e ne viene allontanato e, poi, può accedere ai servizi pubblici od in altri luoghi dove si creano veramente assembramenti?

E questa è l’incongruenza più comune con la quale il gioco si deve confrontare: giusto o sbagliato che sia, in ogni caso, serve andare avanti altrimenti a forza di fare polemiche o riflessioni non ci si schioda da questa emergenza sanitaria che ancora c’è e che un poco preoccupa. Quindi, se l’obbligo del Green Pass verrà esteso per quello che riguarda almeno il mondo dei giochi e del poker, verrà ritenuta una misura paritaria e non sicuramente un provvedimento anticostituzionale. Ma qualcuno dei detrattori del vaccino ha pensato che se il Governo Draghi non avesse pensato a questo intervento e le vittime fossero aumentate come nei primi mesi dello scorso anno cosa si starebbe a discutere? La noncuranza e la poca esperienza o la poca reattività del Governo? Oppure ci sarebbe stata qualche altra cosa da negare, da disquisire, da contrastare, da ritenere anticostituzionale? La speranza di tutti è quella di andare verso una vita normale possibilmente senza restrizioni e senza questi “obblighi”: una vita migliore di quella prima dello tzunami Coronavirus, no-vax permettendo, ovviamente.

Data Pubblicazione: 21 Settembre 2021 ore 12:02

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