Grande lavoro della Dia per contrastare il Gioco Illegale

ottimo lavoro DIA nel contrasto al gioco illegale

In questi ultimi mesi, e sopratutto dopo la ripresa delle attività commerciali in generale e particolarmente di quelle che più ci interessano da vicino, quelle del gioco, non si è potuto fare a meno di constatare quanta illegalità e criminalità avesse portato sui mercati il periodo pandemico.

In modo particolare in conseguenza di aver lasciato il territorio del tutto sguarnito, per quanto riguarda il mondo ludico, dal presidio delle “Riserve di Stato” che hanno il compito appunto di tutelare la legalità e tenere quindi a bada qualsiasi infiltrazione illecita. Così, venuta a mancare quella tutela pratica il settore si è trovato a confrontarsi con una realtà illegale “decisamente rifiorita in modo rigoglioso” negli ultimi due anni.

Tutte cose che hanno creato e creano tuttora confusione, pericolo e difficoltà alle Forze dell’Ordine, ma anche ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che risulta essere decisamente attiva sul territorio proprio per contrastare il gioco illecito e la criminalità organizzata che lo gestisce sempre con un occhio di riguardo essendo un comparto particolarmente gradito ed apprezzato dalla mafia.

Proprio osservando questo quadro senz’altro pericoloso e dopo queste premesse generali sulla situazione che il gioco vive sul territorio, “ci piace” disquisire sulla relazione semestrale della DIA che è stata presentata al Parlamento e che si riferisce al secondo semestre 2021, periodo senz’altro ancora sotto l’onda lunga della pandemìa.

Documento dettagliato che ha fatto rilevare alcune situazioni “sgradevoli” vissute dal mondo del gioco comprese le infiltrazioni criminali nel settore, e purtroppo anche in quello lecito, cosa quest’ultima che ovviamente non si sarebbe dovuta verificare.

Nella relazione, quindi, una parte si concentra proprio sul gioco e la sua illegalità, e pone qualche esempio per tutte le altre diverse operazioni effettuate ciò che si è svolto in Sicilia dove Cosa Nostra continua a mantenere alto il proprio profondo interesse sul settore ludico.

Prova confortata da un’operazione del novembre scorso, denominata “Game Over II” effettuata ad opera dell’Autorità Giudiziaria di Palermo.

Con quello stesso intervento è stato interrotto un importante sodalizio tra soggetti riconducibili a due famiglie mafiose di spicco che raccoglievano illegalmente scommesse anche in via telematica tramite diversi siti di bookmaker con sede a Malta.

Invece, nel precedente mese di luglio un’attività investigativa, questa volta ad opera della Procura di Messina, si è concretizzata con un decreto di sequestro a Malta di beni per un valore di circa 3,5 milioni di euro nei confronti di una società maltese che aveva stabilito un’organizzazione con base stabile dedita sempre alla raccolta abusiva di scommesse online.

E successivamente, poi, nel mese di settembre 2021 mediante un’operazione coordinata dalla Procura di Siracusa chiamata “Ludos”, è stata individuata un’associazione a delinquere finalizzata alle scommesse online attraverso siti illegali sempre con sedi a Malta.

Queste operazioni, insieme ad altri interventi, sono avvenute in stretta cooperazione giudiziaria internazionale tra Italia e Malta in forza di un recente regolamento UE.

Regolamento diventato operativo a decorrere dal dicembre 2020 e che rende applicabili negli Stati Membri dell’Unione Europea le disposizioni sul riconoscimento reciproco di provvedimenti di congelamento e di sequestro emessi da un altro Stato Membro: accordo di collaborazione che renderà anche in futuro più agevoli e produttive le operazioni giudiziarie.

A completare lo scenario delle infiltrazioni criminali nel gioco d’azzardo, nella relazione della DIA si fa riferimento a quanto avviene anche al di fuori del nostro Paese ed addirittura fuori dall’Europa laddove in Canada la criminalità organizzata di origine italiana è rappresentata da Cosa Nostra nelle zone di Montreal, e dalla ‘Nrangheta nei pressi di Toronto dove tali associazioni criminali “brillano” nel traffico di stupefacenti, estorsioni, nell’usura ed ovviamente nel gioco d’azzardo molto apprezzato per il riciclaggio dei proventi illeciti.

Ed, infine, dalle stesse mafie di ritiene “gradita” anche l’infiltrazione nel settore degli appalti pubblici: è un dato di fatto che organizzazioni mafiose in quelle realtà si sarebbero stabilizzate da tempo, assumendo anche posizioni di rilievo nella criminalità.

Oltre all’interesse generale della criminalità nei confronti del gioco d’azzardo si deve sottolineare un preponderante interesse nei confronti del sistema finanziario a scopo di riciclaggio nel quale vengono segnalate operazioni sospette sempre collegate al gioco ed alle scommesse con rapporti anche con gli Istituti di Credito.

Le tante operazioni finanziarie sospette e segnalate da UIF, Unità di Informazione finanziaria della Banca d’Italia, riguardano in modo particolari sempre le attività di riciclaggio connesse alla criminalità organizzata, alla corruzione ed all’evasione fiscale talvolta operazioni coperte da aziende operanti nel settore del gioco: gestione capillare dei locali di gioco e scommesse con interesse indirizzato ai videopoker, alle slot machine, alle sale bingo ed alle scommesse sportive.

E qui si rientra inesorabilmente nel gioco pubblico, e quindi legale, nel quale purtroppo la criminalità riesce ad infiltrarsi a causa della poca solidità economica degli addetti ai lavori del gioco che dopo i due anni di emergenza pandemica sono allo stremo.

E sopratutto anche dopo le lunghe chiusure imposte appunto al gioco pubblico: proprio per questo ed anche per un mercato del gioco terrestre che non riesce a riprendersi e non consente agli operatori di avere quelle risorse economiche sufficienti per affrontare le quotidianità aziendali che la criminalità riesce ad insinuarsi tra le pieghe del gioco pubblico e riesce ad acquisire il potere in questi punti di gioco legale.

Il risultato è che queste imprese, sottoposte ad usura, mantengono la facciata legale del gioco pubblico, magari anche con la presenza del titolare “autorizzato” stritolato dagli importi che deve restituire, che così dà “l’immagine pulita” al pubblico traendo in inganno coloro che vi si avvicinano e si trovano a confrontarsi con una “scatola vuota legale” nella quale si applica il gioco illegale con tutti i rischi che questo può comportare sopratutto per il giocatore inesperto: quando riesce a comprendere di giocare illegalmente ha già perso un mare di partite ed è costretto a rivolgersi all’usura. Cosa che per fortuna non succede “a prescindere”, ma che in ogni caso mette a rischio la salute economica di tanti giocatori che magari sono già sul percorso “problematico”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 21 Ottobre 2022 ore 09:00
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