Riordino del Gioco: C’è chi ci spera ancora

ancora aspettative sul riordino nazionale del gioco

Nel mare magnum delle criticità del Paese e di tutti i settori, ma anche guardando alle tasche dei suoi cittadini sconvolti dal pressante caro bollette, di certo non si voleva che soffiasse “vento di tempesta” nella maggioranza prima per la nomina del Presidente del Senato e della Camera che sicuramente non ha accontentato l’opposizione e forse anche una parte della medesima maggioranza.

Infatti questa “tempesta” non può far tenere la barra a dritta a Giorgia Meloni anche se caratterialmente “ce la potrebbe fare” e quindi, quasi in automatico, non si può pensare che le riforme che sono in stand-by prendano il via nell’immediato.

Troppa “maretta” e così serve coscienziosamente aspettare che arrivi la “bonaccia” per avere un Governo che possa navigare in acque più tranquille e meno agitate in modo da poter affrontare un po’ alla volta tutte le criticità che si ergono in mezzo al mare magnum come scogli pungenti e pericolosi e problemi che però dovranno essere affrontati, studiati e risolti.

La speranza, quindi, che pervade il mondo dei giochi è scrutare il cielo e vedere se “porta un vento favorevole”.

È del tutto evidente che questa nuova Legislatura dovrà affrontare pesanti riforme, compresa naturalmente quella che riguarda il riordino nazionale del gioco, se questo Governo lo riterrà indispensabile, insieme a tanti altri provvedimenti: tanti senz’altro piaceranno e tanti meno, ma l’importante oggi è che il nuovo Esecutivo si metta presto in marcia su questo percorso così accidentato delle riforme “che oggi sono in caldo” e che aspettano di essere sviluppate e portate a buon fine poiché i settori non possono davvero più aspettare con tutti i rincari che stanno piovendo a destra ed a sinistra.

Poi, per ciò che riguarda il mondo del gioco si spera che chi di dovere, e si spera di avere un sottosegretario ai giochi come Federico Freni che si era fatto notare nel Governo precedente per la sua sagacia nel comprendere le problematiche ludiche e nella sua sensibilità nei confronti dell’intera filiera, si prenda davvero cura delle questioni più pressanti come la Questione Territoriale e le Leggi Regionali e solleciti una normativa finalmente trasparente.

Tutta l’industria del gioco si sta aspettando una nuova regolamentazione che tolga quelle perplessità o “interpretazioni doppie” che l’attuale normativa a volte impone di affrontare, senza dimenticare le azioni di contrasto nei confronti del gioco problematico, la qualificazione dei punti di gioco, la formazione degli addetti ai lavori, la tassazione dei vari segmenti.

Ma, sopratutto, l’inserimento nel nuovo riordino sia dell’amusement con un capitolo ad esso dedicato, come altrettanta attenzione andrebbe indirizzata ai nuovi giochi sportivi digitali come gli e-sports, che ancora oggi non hanno un indirizzo preciso da far seguire alle proprie imprese.

Argomenti che sono stati già discussi ed approfonditi ma che non sono evidentemente serviti per velocizzare la nascita del riordino e che forse non sono riusci a far emergere la stretta urgenza che il settore ludico oggi sta vivendo. Tutto materiale che la vecchia gestione del Governo aveva già abbondantemente affrontato visto che sembrava fosse proprio sull’orlo di una stesura definitiva del riordino.

Ma se invece si vorrà ricominciare da capo si prega chi di dovere di fare riferimento sia al materiale raccolto, che a ciò che è contenuto nell’Intesa del 2017 dove erano già tracciati i principi cardine di un accordo che aveva accontentato tutti i protagonisti ed al quale si potrebbe attingere modernizzandone con estrema attenzione il contenuto considerato che il gioco in cinque anni di strada ne ha sicuramente fatta parecchia.

Dalla nuova Legislatura si pretenderebbe, comunque, più complicità e più comprensione, più rispetto e sopratutto un “pronto intervento” considerato che la Legge Delega sul Gioco, annunciata sia da Draghi che dal sottosegretario Freni, avrebbe dovuto comparire nel febbraio scorso.

Promessa non mantenuta, operatori ed imprese lasciati a bocca asciutta, mentre i percorsi delle attività ludiche continuano ad essere più che tortuosi, le finanze sono state prosciugate e sinceramente non si capisce come ancora le “Riserve di Stato” siano rimaste in piedi.

Evidentemente, c’è una forte volontà di proseguire nel loro compito di rappresentare la legalità e tutelare la salute dei cittadini-giocatori: infatti, se il gioco “venisse spazzato via” non sarebbero più protetti come oggi laddove vengono accolti nei punti di gioco legale con tutte le garanzie e le attenzioni per la salute, visto che i virus di denominazione varia circolano ancora, ma dove esiste l’assoluta legalità dei prodotti offerti che non nascondono alcun rischio come di solito accade nei punti illegali.

Anche se a volte risulta davvero difficile distinguere il gioco pubblico e legale da quello che non lo è ma lo sembra e riesce a trarre in inganno magari qualche “giocatore in erba” non ancora abituato a questa parte del gioco.

Illegalità che continua ad essere presente nelle nostre strade e che le Forze dell’Ordine ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non riescono ad estirpare completamente seppur tutti si applichino con “volontà certosina”: contro la criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo illegale però non si riescono ad ottenere risultati ottimali.

E di questo certamente il gioco legale ne risente tantissimo perché l’illegalità e la criminalità sono cresciute in modo pazzesco: scaltramente si riesce a gestire benissimo “il tesoretto raccolto durante il periodo pandemico” che lievita continuamente insieme alle risorse illecite che continuano a rimpinguarsi anche a colpa della presenza delle arcinote Leggi Regionali “capestro” che osteggiano il gioco, ma quello legale e non “l’altro”, che legale non è.

É anche per questo che il mondo dei giochi continua a pregare le istituzioni di fare presto con il riordino dell’intero settore per mettere apposto almeno la Questione Territoriale, discendente proprio da tali normative territoriali che in alcune realtà riescono addirittura ad espellere il gioco legale dal territorio di pertinenza, lasciando spazi sconfinati dove si infiltra il gioco illegale e raccoglie i suoi frutti in modo copioso riuscendo ad infiltrarsi anche in attività legali compromettendone l’immagine.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 5 Novembre 2022 ore 09:30
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