Scommesse si, scommesse no: Lo sport deve esserne ancora coinvolto?

brutto periodo per le scommesse sportive

Il problema delle scommesse sportive, anzi il comparto delle scommesse sportive, coinvolge come si può immaginare un “mare magnum” di interessi non solo a livello italiano, ma anche a livello internazionale: ed è evidente che anche questo segmento faccia discutere sopratutto quando si parla di scommesse che possono coinvolgere la Lega Pro che comprende i giovanissimi. Se ne sta, comunque, parlando ed una parte della politica vorrebbe evitare che se ne faccia uso, visto che la Lega Pro è composta da giovani e non si vorrebbe mai che lo sport venga “sporcato” da scommesse magari non legali che spingano “anche i più piccoli” a farsi coinvolgere. Purtroppo, “il dio danaro” è un’arma a volte troppo convincente e se non ci sono normative severissime, chiare e dettagliate può accadere qualcosa di spiacevole anche in quella Lega: e questo non può essere un desiderio né per gli sportivi, né per la politica, né per i giovani.

Ma all’auspicio che una parte della politica esprime di togliere la possibilità di scommettere sulla Lega Pro per il fenomeno del gioco problematico, ma anche per le infiltrazioni della malavita che anche in questo settore fa sentire la sua presenza, risponde il Presidente della Figc che controbatte, pare abbastanza seccamente che “Sulla questione delle scommesse sulla Lega Pro, serve un atto di responsabilità (non da parte dello sport), ma da parte del Governo e del Parlamento. Basta scegliere il tipo di politica che si vuole fare, sapendo bene che il mercato delle scommesse non è legato alla situazione italiana, ma riguarda sopratutto il mondo asiatico che non si crede possa disciplinarsi con una legge dello Stato italiano”. É come se lo sport si sentisse chiamato in causa in “prima persona” e non riesca a controllare i suoi iscritti…

Forse, ciò di cui si sente la necessità è una riforma (oltre che del settore del gioco e dei casino online con soldi veri in generale), dell’ordinamento sportivo, delle professioni sportive e di semplificazione. C’è chi ritiene che sia importante continuare a scommettere sullo sport dilettantistico: primo per testarne il valore morale e poi per domandarsi quanto incide la presenza delle scommesse sulla veridicità dello sport, ma anche quanto restituiscono le scommesse al nostro sport. In modo particolare, oggi, quando non è più possibile fare pubblicità sul gioco e sulle scommesse, i campionati, forse, sperando di non “spingersi oltre il dovuto”, rimangono quasi un mezzo pubblicitario!! Poi, che si debba stare molto attenti e regolamentare questo segmento con attenzione particolare è altrettanto giusto: ma è compito della politica e delle istituzioni arrivare a regolamentare in modo serio, equanime, sicuro tutto il mondo dei giochi, compreso il comparto delle scommesse che, “da fuori” sembra quasi il più pericoloso.

Ma, quello che si può ricordare è che episodi di partite “truccate”, o gestite o manipolate, purtroppo fa parte del mondo dello sport anche se, certamente, non se ne può andare fieri. É successo, non tantissime volte, ma è capitato: ecco perché bisognerebbe regolamentare con più severità il segmento, ma si pensa che questo debba essere fatto in collaborazione con le istituzioni dello sport, anche se il Presidente della Figc consegna tutta la responsabilità alla politica. Non è esattamente così: tutti i protagonisti dello sport devono essere coinvolti per riuscire a fare “una legge migliore” ed un comparto sicuro per i giocatori e non soggetto, sopratutto, ad infiltrazioni criminali che tentano di infiltrarsi anche in questo segmento del gioco. Ma, purtroppo, dove non succede questo? La criminalità organizzata “ci sguazza” spesso e volentieri nel gioco d’azzardo: si sa che questo settore attrae la malavita come una calamita e tenta di entrare con forza in tutti i suoi segmenti. In modo particolare dove “vede incertezza” da parte delle istituzioni.

E quello che si può dire è che il termine “incertezza” vive ed abita costantemente nel settore ludico e questo fa quasi da “filo di Arianna” per la malavita: ne sta approfittando a più non posso per allargare i propri orizzonti e per appropriarsi dello spazio lasciato libero, oggi, dai punti di gioco legali e messi assurdamente all’angolo dalle ristrettezze normative e dai divieti che vanno a colpire, appunto, il baluardo della legalità: il gioco pubblico. Quindi, è evidente che una netta presa di posizione della politica e delle istituzioni è indispensabile per arrivare ad emettere provvedimenti che tutelino tutti: i giocatori, il territorio ma anche le imprese di gioco ed i suoi operatori. Di qualsiasi segmento di gioco si tratti, ma in modo particolare andrebbero tutelate quelle parti di gioco che si rivolgono ai giovani ed agli sportivi: insomma quella parte della nostra società e dello sport che devono continuare ad essere simbolo di moralità e chiarezza.

Diventa impensabile ed insostenibile che persino nei campionati “minori” ci si debba preoccupare che non entri la criminalità nelle scommesse: la criminalità va combattuta sempre e non solo naturalmente per quello che riguarda il gioco d’azzardo, ma in modo generale. Non deve permettersi di entrare nei settori onesti e leciti, che si muovono sul territorio rispettando le norme ed agendo di conseguenza: la politica e le istituzioni devono difendere questi operatori leciti che fanno in modo che un divertimento, come può essere una partita di calcio, non si trasformi in una sorta di mezzo per arrivare a danaro “sporco” perché coinvolto in scommesse alterate e manipolate. Uno Stato che si rispetti non lo può permettere e deve cercare di mettersi in condizione di legiferare per il meglio, proteggendo le persone che si comportano in modo onesto: sono tutti cittadini italiani, giovani o meno che siano, sportivi o meno. Devono avere la possibilità di divertirsi anche scommettendo, anche se è comunque un azzardo, e di “usufruire” anche di quella adrenalina che il gioco in ogni caso contiene e trasmette a coloro che lo ricercano per divertirsi. E questo non è immorale, è un gioco e tale deve rimanere senza “terzi interventi o manipolazioni di alcun genere”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 3 Maggio 2019 ore 12:00
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