Leggi restrittive e pandemia: Il gioco d’azzardo è a pezzi

cattivo periodo per il gioco azzardo per pandemia e leggi restrittive

Non si può evitare di pensare che il mondo del gioco, compresi i migliori siti casino italiani autorizzati, sia davvero messo a dura prova: purtroppo questo, però, accade già ancor prima della pandemìa. Infatti, sono almeno due o tre anni che le Leggi Regionali hanno messo in croce le attività ludiche, osteggiandone il cammino commerciale e costringendo gli addetti ai lavori ai tripli salti mortali per tenere le saracinesche alzate, special modo in alcuni territori come il Piemonte che ha quasi espulso tantissime imprese di gioco dal proprio territorio. Tale argomento è stato affrontato più di una volta nel nostro scrivere e, quindi, oggi si vorrebbe bypassare la questione e guardare oltre: nello specifico, interessa l’aspetto globale del gioco terrestre che è rimasto prima in ostaggio delle Leggi Regionali e poi della pandemìa che ne ha imposto la chiusura totale da ben 290 giorni e più. Le norme territoriali sono arrivate addirittura al punto che si sono sovrapposte e non riescono ad essere più gestibili neppure da coloro che le hanno “ideate”.

Questo ha creato più di una volta un’enorme confusione e sempre di più ha obbligato gli operatori a ricorrere ai vari TAR italici per far riconoscere i propri diritti. E poi si è aggiunto il lockdown di fronte al quale ormai non c’è più argomento che tenga. Infatti, proprio il lockdown e la pandemìa si sono presi sottobraccio ed hanno praticamente “cambiato le carte in tavola al gioco d’azzardo” costringendolo in una situazione oggettivamente disastrosa e ci meraviglia non poco che il nuovo Esecutivo non abbia ritenuto opportuno affrontare la situazione di un comparto che, se libero di lavorare in tranquillità, potrebbe sicuramente aiutare il Paese a ripartire. Cosa che il settore ludico ha sempre fatto per tanti anni a questa parte, sostenendo i vari Esecutivi di turno ed aiutandoli a far quadrare i propri bilanci perennemente in rosso. Invece, ancora oggi e nonostante il Decreto Riaperture sia stato annunciato, caldeggiato e magnificato il suo intento seppur con “rischio calcolato”, nessuna traccia della ripartenza del gioco pubblico, nessuna parola, nessun riferimento.

E questo nonostante da più parti si continui a sottolineare che a causa di questa prolungatissima chiusura del gioco chi ne trae giovamento e lauti guadagni, è esclusivamente la criminalità organizzata che tira abilmente i fili del gioco illegale. Illegalità che sta coinvolgendo tanti giocatori che non trovano disponibile il gioco terrestre dove erano abituati ad intrattenersi e trovano l’unica possibilità di giocare o con slot, o con le scommesse o con altri giochi indirizzando la scelta sul gioco illecito con tutti i rischi del caso: rischi che senz’altro non vengono neppure sfiorati nel gioco legale e dei quali a volte gli aficionados del gioco (legale) non sono abituati a tener di conto essendo la normalità. Senza fare riferimento alla salvaguardia della salute poiché nei punti di gioco illegale sicuramente non si applicano i protocolli di sicurezza né per i dipendenti né per i giocatori: mentre il gioco pubblico, dove i protocolli si applicano e si rispettano, rimangono ermeticamente chiusi per chissà quanti giorni ancora!

Dunque, il mondo del gioco in crisi assoluta, così come le sue imprese ed i suoi lavoratori che sono stati colpiti duramente poiché tante attività hanno già dovuto chiudere i battenti con il risultato che i loro dipendenti sono andati ad aggiungersi all’enorme quantità di soggetti attualmente senza lavoro. Lavoratori che, purtroppo, guardano al futuro con occhi seriamente preoccupati per sé stessi e per le loro famiglie: i 150mila lavoratori del gioco e dei casino con bonus hanno tentato con le manifestazioni in piazza di richiamare l’attenzione della politica per farla intervenire al più presto, ma hanno solo ottenuto certezze a parole, ma le promesse come al solito succede al gioco, sono rimaste tali. Ne discende che manca una programmazione per la riapertura delle attività del gioco pubblico, come manca l’attribuzione dei sostegni a queste imprese chiuse ininterrottamente dallo scorso mese di ottobre, oppure si può anche pensare che non si voglia più far vivere il mondo dei giochi.

Questa è la percezione che accompagna il settore ludico anche se non si può davvero pensare che si vogliano eliminare tutte le “Riserve di Stato” e lasciare così il territorio in mano totalmente alle organizzazioni mafiose. La rincorsa al potere del gioco illegale su quello legale, ormai è lapalissiana e non mette assolutamente la criminalità in difetto. Infatti, sta crescendo senza sosta e senza alcun impedimento da parte del Governo centrale che persevera nel tenere chiuso il gioco pubblico. Cosa che inevitabilmente dà forza alle organizzazioni mafiose che imperterrite, e per nulla impensierite, continuano a soddisfare la domanda di gioco che non va comunque diminuendo, anzi piuttosto chiaramente aumenta: e non essendoci risposta dal gioco terrestre, chiuso, è evidente che si arrivi all’offerta illegale. Ma la conseguenza peggiore non è questa concorrenza economica al settore legale del gioco, ma che la criminalità colga l’occasione per infiltrarsi, con la liquidità in estrema espansione, nelle imprese di gioco e di poker lecite che non riescono a fronteggiare questo perdurante lockdown che le ha stremate economicamente ed anche psicologicamente.

Si può affermare che il gioco pubblico, e quindi legale, viene attaccato su due fronti: quello della concorrenza e quello dell’acquisizione delle imprese lecite e sottolineare che questo sia grave appare alquanto superfluo. Ma nessuno, al momento, sta tutelando il settore ludico, quale rappresentante della legalità: cosa si sta aspettando ancora? Che il settore intero venga acquisito dalla malavita? Che si ritorni indietro di quasi vent’anni e si vada a vanificare tutta la fatica che hanno fatto gli operatori leciti che hanno avviato il gioco legale sul territorio sottraendolo, allora, alla criminalità organizzata che a quel tempo ne tirava i fili? E chi bisognerebbe ringraziare per questo passo indietro nel passato? Ma sopratutto cosa bisogna mettere in atto per fermare tutto questo disagio del gioco legale e dei casino online mobile? Senz’altro la strada più percorribile sarebbe quella di mettere finalmente in atto il riordino nazionale del settore ludico adattandolo all’attuale situazione: forse non basterebbe ma sarebbe un principio di chiarezza indispensabile per il gioco legale per continuare ad esistere.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 11 Maggio 2021 ore 18:00
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