Regione Trentino: Per il Gioco contributi a fondo perduto

contributi a fondo perduto per il gioco azzardo dalla regione trentino

Un po’ di sano umorismo ogni tanto ci vuole! Non si vuole assolutamente stigmatizzare o fare sterile polemica su questo “inaspettato fare” del Trentino nei confronti del mondo dei giochi e dei nuovi casino da sempre non tanto accettato e ben voluto in quella parte precisa del nostro Stivale, ma fin dal suo nascere e non soltanto, quindi, nell’attuale periodo pandemico, “sentimento” vissuto in estrema sintonia con la realtà della Provincia di Bolzano. Infatti, proprio là, in entrambi quei territori non vi è alcun dubbio che le attività di gioco abbia avuto spesso, se non sempre, una vita piuttosto complicata. Ma oggi, con le conseguenze che la pandemìa ha lasciato in eredità a tutti i settori commerciali ed imprenditoriali, sembrerebbe davvero giusto non fare differenze ed aiutare tutte quelle persone e quelle imprese che durante i lunghi periodi di lockdown hanno subito forti contrazioni economiche nei propri bilanci. Quanto meno, a chi scrive sembra giusto occuparsi di tutti, nessun settore escluso anche quelli “non particolarmente graditi”.

Comparti economici che, comunque, hanno dipendenti da sostenere con i relativi stipendi, ed anche per dare tranquillità alle rispettive famiglie. Il mondo dei giochi, in ogni caso, ovunque, occupa tanti dipendenti per la propria filiera: in certi punti del nostro Stivale forse meno, mentre in altri di più, ma il settore ludico impiega sempre tantissimi lavoratori e, sopratutto giovani, che in questo mondo così tecnologico e sempre in evoluzione trovano facilmente occupazione, anche ben retribuita, proprio perché in una fascia di età predisposta all’innovazione ed all’avanzamento della tecnologia. E nel mondo del gioco d’azzardo, ovviamente quest’ultima regna sovrana: ecco, dunque, perché si spera ci venga perdonato “l’inizio del titolo” di queste righe che assolutamente non voleva essere irriverente nei confronti delle Autorità del territorio trentino, ma soltanto far scappare un sorriso: nulla più.

Dunque, per ritornare alla cronaca reale ed alla decisione “veramente anomala” della Provincia di Trento, si segnala che scade il prossimo 15 settembre 2021, ore 12, il termine per presentare le domande di contributo a fondo perduto che fa parte delle misure di sostegno riservata agli operatori che hanno subito danni gravi in conseguenza dell’emergenza sanitaria che, purtroppo, non ha risparmiato alcun settore. Bisogna sottolineare che questo intervento trentino forse sarà l’unico, anche se si spera di no, nel quale si contempla un simile supporto (fondo perduto) indirizzato anche per le attività di gioco e scommessa. Invece, si spera “di cuore” che questa misura di sostegno serva come spartiacque per altri territori dove magari il comparto del gioco pubblico risulta essere più presente numericamente. Non si deve dimenticare, infatti, che durante la pandemìa tutte le attività di gioco, da nord a sud dello Stivale, sono state indubbiamente discriminate dalle varie risorse istituzionali che hanno raggiunto veramente pochissime aziende del mondo ludico.

Purtroppo, a volte, in misura talmente irrisoria che non ha contribuito a sostenere alcuna azienda, seppur piccola. Come dovrebbero insegnare i vissuti di tante piccole imprese di gioco sicuro, che pur rappresentando lo Stato con l’offerta dei suoi prodotti, purtroppo hanno dovuto definitivamente chiudere i battenti perché non sono state in grado di sostenere quasi un anno di “stop”, avendo dovuto nel medesimo periodo comunque provvedere a tutte le solite scadenze aziendali. Spese d’impresa che, nonostante la pandemìa, si sono presentate alle scadenze per ottenere il giusto saldo, magari solo con qualche ritardo temporale “gentilmente concesso” dalle istituzioni. Respiro che non è comunque bastato a salvarle, purtroppo. Nel frattempo, e se la memoria non ci inganna cosa che potrebbe purtroppo accadere, nelle scorse settimane si è concretizzato un incontro tra la dirigenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Provincia di Trento per una sorta di accordo che andrebbe a beneficio della stessa Amministrazione.

Accordo che consiste nell’accredito di una parte di risorse provenienti dal gioco e dal poker che potrebbero essere usate, magari, per le campagne di informazione sulla cultura del gioco, oppure per sostenere le spese sanitarie che sono indispensabili quando da parte del servizio sanitario si scende in campo per contrastare il gioco problematico nell’assistere coloro che ne vengono coinvolti. Spese che al momento e per tutte le Regioni sono in carico alle Regioni stesse, senza alcun sostegno da parte del Governo centrale. Sembra palese, per ritornare alla misura di “contributo a fondo perduto” che l’Amministrazione trentina così metta a disposizione degli imprenditori una sorta di sostegno per aiutarli nella ripartenza sostenendo l’economia dell’intero territorio che sta cercando lentamente di riappropriarsi della propria normalità. Per nessuna realtà sarà semplice recuperare più di un anno di sofferenze economiche anche se pare che le basi per una ripresa soddisfacente si possano già percepire.

Ma sarà senz’altro una ripartenza lenta, ancora con qualche timore per i contagi, ancora con la campagna vaccinale che purtroppo sta rallentando forse anche ad opera di chi non intende vaccinarsi per le proprie idee che si dovrebbero rispettare. Come, però, dovrebbero anche essere rispettati coloro che hanno deciso diversamente, si sono vaccinati e sono in possesso dell’ormai già famoso Green Pass. Cittadini che non si sentono obbligati a farlo, ma che lo ritengono un mezzo per avere maggior libertà di accesso nei vari esercizi o nelle diverse attività che gradiscono frequentare. Anche questa scelta dovrebbe essere rispettata: cosa che invece in tutto il territorio non sembra si faccia poiché il movimento “no-vax” ha tutte le intenzioni di interferire in quello che il Governo ha deciso di fare. E ci si ferma qui per non entrare in un discorso che non è proprio il caso di trattare nei nostri articoli che vogliono solo guardare positivamente al futuro commerciale delle imprese che ci interessano che sono significativamente quelle che si occupano di gioco che cercano di restare aperte cercando di uniformarsi ai protocolli istituzionali ed a tutto ciò che l’Esecutivo ritenga equo fare, come il Green Pass, per tenere le aziende aperte e funzionanti.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 22 Settembre 2021 ore 18:00
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