Non si riescono ad applicare le Leggi sul gioco

leggi mal applicate nel gioco

Più passa il tempo, più si sente l’assoluta necessità che venga messo in atto il progetto del riordino del mondo dei giochi: così come è stato più volte annunciato dall’attuale Esecutivo Giallo-Verde, e seppur si sia esposto il sottosegretario con delega al giochi Alessio Maria Villarosa con dichiarazioni di varia natura. Esistono sul nostro territorio, in modo particolare per quello che riguarda il gioco pubblico ed i migliori casino online, tante di quelle leggi, ordinanze, divieti che non se ne tiene più il conto e per questo le Autorità preposte fanno fatica a seguirle ed a farle attuare e rispettare. Questo comporta, inevitabilmente, un grande sforzo che, però, non normalizza il gioco pubblico e non lo mette in situazione di essere regolato in modo omogeneo. Oggi, ci si trova magari con norme che si differenziano tra paese e paese, a solo qualche chilometro di distanza: e ciò non può dichiararsi positivo. I giocatori non sanno più dove trovare un punto di gioco attivo, considerando che i distanziometri stanno mettendo in difficoltà il gioco terrestre, quindi, si ritrovano a ricercare un punto di gioco che possa corrispondere alle proprie esigenze e, non trovandolo, si possono imbattere nel gioco illegale: sempre disponibile, senza distanze e senza orari.

Quindi, questo è il “bel risultato” che oggi si è ottenuto sull’italico territorio: e l’Esecutivo in carica è “stato a guardare” ciò che, materialmente, sono riuscite a fare le Regioni e gli Enti Locali con le loro ordinanze restrittive. Ma forse è arrivata l’ora di fare “veramente i conti”: gli operatori si trovano veramente in difficoltà, in tutte le Regioni da nord a sud della Penisola e se non arriva con velocità la Legge Quadro Nazionale sul Gioco la legalità sul territorio sparirà e sarà soppiantata dall’illegalità che si sta espandendo a vista d’occhio. E poi che dire dell’attuazione del divieto totale della pubblicità? Si sta, al momento, navigando a vista: certamente, le Linee di Guida hanno provveduto a chiarire “qualcosina”, ma ancora si brancola nel buio in senso generale per applicare questo complesso divieto. Visti, poi, i tanti settori che ne sono coinvolti oltre al gioco d’azzardo, necessita assolutamente un intervento “veloce, ma perfetto” per fare un punto esatto della situazione che faccia da “faro” agli operatori ed attorno al quale si possa “veleggiare” con tutte le attività commerciali ludiche che, altrimenti, finiranno molto spesso in “secca” dalla quale sarà impossibile muoversi.

Infatti, tutte le Regioni hanno una propria Legge sul Gioco che fanno osservare con le loro restrizioni agli esercenti che trattano di gioco: particolarmente colpiti sono quelle imprese che hanno apparecchiature da intrattenimento che offrono al pubblico i prodotti di gioco dello Stato a mezzo delle arcinote concessioni che permettono loro questo. Oggi, però, si vuole parlare particolarmente di una Regione, la Basilicata, che ha necessità assoluta dell’intervento del Governo centrale perché metta in cantiere il riordino del settore ludico: altrimenti, in quella Regione il gioco pubblico sparirà, lasciando tutti i suoi fruitori in balìa del gioco illegale, fresco e tosto, che sta facendo affari d’oro proprio a causa di questa incertezza regolatoria che viene consentita. Sembrerebbe, infatti, che su quel preciso territorio si faccia molta fatica ad adeguarsi alla Legge sul Gioco e gli Enti Locali stentino a recepirla e, di conseguenza, a metterla in pratica.
Ciò, naturalmente, mette in difficoltà tutto il sociale e lo stesso territorio, ma anche le imprese che si occupano di gioco che dovrebbero confrontarsi con norme e disposizioni trasparenti, ma che nessuno fa rispettare.

Non si può certamente dire che sia un risultato eclatante, considerando che le stesse norme in altre parti della nostra Penisola sono messe in pratica a volte persino “con veemenza”. Ed anche questo pare non sia affatto un bene sia per la comunità che per lo stesso settore ludico. Quindi, a questo punto, si deve ribadire il discorso iniziale: si fanno le leggi, ma poi risulta difficile applicarle, almeno in alcune zone: appunto come in Basilicata, una regione che ha difficoltà maggiori nell’attuazione della Legge sul Gioco in vigore dall’ottobre 2014, seppur sia stata confermata dalla Corte Costituzionale alla fine del 2018. Ma cosa succede su quel territorio? Vi sono state le elezioni, vi sono stati degli avvicendamenti, e questa “patata bollente” è finita nelle mani del nuovo Presidente della Regione Basilicata. Si è trovato a confrontarsi con la realtà del gioco d’azzardo sul territorio, e ha dovuto “prendere buona nota” che, purtroppo, le norme relative al settore ludico non si riescono a far ben comprendere ai diretti interessati, ma che non si riescono neppure a far applicare nonostante la solerzia di chi è preposto a questa incombenza.

Per tutta la Penisola, ma particolarmente per la Basilicata, necessitano oltre che un riordino nazionale dei giochi, anche misure idonee e concrete per far applicare le leggi ed anche strategie realistiche per arginare la diffusione del gioco problematico. Verrebbe da pensare che mentre la Basilicata è stata una delle poche Regioni che ha avuto la forza di dichiarare apertamente che risulta difficile applicare tutte le norme attinenti la regolamentazione del gioco pubblico, questo sia un problema che tocca anche altri territori che, al contrario, non si sono esposti chiaramente. Che vi sia confusione, oggi, nella regolamentazione del gioco, nelle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili, nelle fasce orarie di accensione degli apparecchi, ormai non vi è più alcun dubbio. Ora, bisognerebbe che l’Esecutivo Giallo-Verde si faccia parte diligente per “suggerire” alle varie istituzioni de-localizzate “sul come far applicare” le norme in essere.

Forse è un percorso alquanto tortuoso, e forse più dell’intero riordino del settore ludico: anche il fatto che lo stesso sta tardando ad arrivare non è da sottovalutare! Insomma, pare di poter asserire che incertezza, poca trasparenza, difficoltà di applicazione siano tutte quelle “situazioni” che gravitano attorno alla organizzazione del mondo del gioco pubblico: organizzazione e riforma che non possono assolutamente più attendere e necessitano di linee guida nazionali condivise per poter arrivare a risultati concreti e validi per tutti. Cittadini, territorio, giocatori ed imprese stanno aspettando.

Agosto 7, 2019: •
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