Gioco: Sempre più vittima di eterni ed atavici paradossi

paradossi contro il gioco azzardo legale

Lungo quasi tutto lo Stivale, da nord a sud, il gioco fisico, ed anche i siti migliori di casino legali, sta riprendendo forma e sostanza e sta lentamente riaprendo i battenti per cercare di offrire al nuovo giocatore post-Coronavirus un intrattenimento che è gradito a tantissimi italiani che lo ricercano: a volte, si indirizzano persino verso il gioco illegale, considerato che quello che invece lo è sino ad oggi è rimasto ermeticamente chiuso per più di novanta giorni. Quindi, tranne che in Trentino Alto Adige e nel Lazio la nuova popolazione di giocatori potrà riassaporare l’adrenalina delle partite con le slot machine o con qualsiasi altro gioco terrestre disponibile, giochi che per tanto tempo non sono stati raggiungibili e che hanno spostato la scelta di alcuni dal gioco fisico all’online per il distanziamento sociale che ha privato (giustamente) tutti della libertà individuale costringendoci agli “arresti domiciliari” che, a quanto sembra però, non hanno avuto soltanto risvolti negativi, ma hanno apportato nuove esperienze positive e prese di coscienza.

Ma per tornare al gioco terrestre, ed alla sua riapertura sempre controversa perché in fase di decisione da parte delle Regioni circa la data esatta, subordinata allo sviluppo del contagio sui diversi territori, si deve comunque sottolineare che a parte il lunghissimo lockdown che sta portando gli inevitabili disguidi economici, il mondo del gioco si deve confrontare ancora una volta con i suoi vecchi acerrimi nemici: i distanziometri di varia metratura e le fasce orarie di accensione. Infatti, non è che questi strumenti siano, come per incanto, spariti a seguito della pandemìa: si ripresentano alla riapertura delle attività ludiche ed andranno ad aumentare le problematiche che già si presenteranno per mettere a norma le imprese con i protocolli per la sicurezza della salute sia dei dipendenti che dei giocatori. Evidentemente, non c’è emergenza che tenga: il gioco pubblico si trascina anche in questo periodo tutti i suoi vecchi retaggi ed i suoi atavici paradossi.

Pensieri che non lo abbandoneranno mai e che oggi sembrano essere ancora più pressanti perché si uniscono alle nuove incombenze da assolvere per i protocolli istituzionali che devono essere seguiti se si vogliono riaprire le attività. Non per fare del vittimismo che non è congegnale agli operatori del settore ludico, ma si può dire che il gioco risulta più penalizzato degli altri comparti perché “in ogni caso, diverso” da tutti gli altri settori o così lo fa sentire sempre l’attuale Esecutivo: è una cosa che non riesce a “scrollarsi di dosso” e che lo accompagna nei suoi diversi percorsi. Che sia un’azienda produttiva, commerciale o di servizi c’è sempre qualcosa “in più” che lo riguarda e che incombe sui suoi affari: l’unica cosa certa e che dovrebbe dare sicurezza, è che il gioco pubblico, cosi come le scommessse online, è “una riserva di Stato”, possiede una concessione ed agisce in nome della legalità e dello stesso Stato. Anche se questo “onore” si sta dimostrando sempre più un onere piuttosto che una rappresentanza del gioco legale sul territorio.

Dunque, il mondo dei giochi affronta la ripartenza pur essendo perfettamente conscio, mentre l’Esecutivo invece sembra piuttosto lontano da questa “comprensione”, che ci vorrà parecchio tempo per ritornare ad essere perfettamente funzionante: sia per riassorbire le notevoli perdite dei tre mesi di lockdown, ma anche per affrontare un nuovo popolo di giocatori che si riavvicinerà piuttosto lentamente all’intrattenimento ed al gioco, anche se ne sente la necessità. Si vive, purtroppo, in una sorta di timore e di tanta incertezza: le persone non hanno ancora assorbito il concetto che si dovrà girare con le mascherine ed i guanti e questa sensazione aleggia tra la gente e si percepisce anche se la vita, ovviamente, deve proseguire e ci si deve adeguare. Ma questo non significa che tali strumenti rientrino facilmente nel nostro quotidiano e facciano sembrare “tutto normale e sotto controllo”: sarà difficile abituarsi a questo cambiamento, special modo per le persone non giovani, anche se hanno visto nella loro vita tanti disastri. Ma questa pandemìa è veramente stata un’esperienza “gravosa”.

Non bisogna dimenticare, poi, che il gioco non può essere una priorità, ma è un divertimento, un vivere qualche momento di leggerezza, spensieratezza ed adrenalina: ma lo stesso gioco si porta dietro l’immagine di essere una cosa effimera, a volte anche non ben vista e viene spesso mal giudicato anche chi lo ricerca e chi lo “frequenta”: purtroppo, su questo c’è ben poco da aggiungere e non c’entra l’emergenza sanitaria. Questo, fa parte di un pregresso senso di moralità, indubbiamente falsa ed a volte persino costruita da una certa politica che continua, appena può, a vestirsi da “perbenista” ed a trattare il settore del gioco, e delle slot machine, come “criminale ed approfittatore”. Sembra che non si possa fare a meno di accostare la criminalità al gioco e, quindi, a coloro che lo frequentano: purtroppo fa parte di un retaggio atavico che il gioco pubblico di oggi continua a trascinare con sè.

A breve, quando tutto il gioco terrestre potrà funzionare e se le imprese potranno riuscire ad applicare i protocolli che vengono richiesti, si dovrà anche valutare di certo prima di farlo se valga la pena riaprire le attività, oppure sarebbe più opportuno non farlo perché troppo oneroso e, sopratutto, non avendo un futuro delineato: dopo tre mesi di chiusura totale, senza introiti e, praticamente, quasi senza alcun sostegno da parte del Governo centrale riaprire potrebbe essere controproducente ed insostenibile. Ma esattamente a quel punto il gioco pubblico dovrà anche tenere presente che se riaprirà dovrà di nuovo confrontarsi con i distanziometri e le fasce orarie di accensione che andranno ulteriormente ad “infierire” su di un percorso commerciale che non è sicuramente dei più agevoli. Lì veramente andranno a pesare sulla bilancia delle decisioni aziendali tutte queste riflessioni e si vedrà quante potranno essere le imprese di gioco pubblico che riusciranno a tenere aperti i battenti e quante, invece, saranno costrette a chiudere ed a lasciare nuovi spazi disponibili al gioco illegale che già durante il lockdown si è trovato di fronte a tanto terreno fertile per piantare le proprie radici.

Luglio 3, 2020: •
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