Gioco fisico e gioco online: Continua la spartizione del settore

gioco fisico e gioco online si stanno dividendo la torta dei tanti appassionati giocatori italiani

Mentre le Fiere del settore del gaming si “srotolano” con il principio della primavera e si offrono in presenza per ricominciare a vivere e, sopratutto, per avviare il percorso all’insegna della sostenibilità che dovrebbe segnare l’inizio di una nuova era del mondo dei giochi e nel mondo dei migliori siti di casino con slot machine, i due segmenti terrestre ed online continuano nella spartizione del mercato, ma senza dubbio appare una divisione decisamente poco equa.

Il quadro generale del settore ci fa comprendere che nel 2021 il nuovo popolo di giocatori del nostro Stivale è tornato a giocare quasi con un ritmo di “normalità” che, però, scalza dalle loro scelte il gioco terrestre.

Infatti, viene preferito di gran lunga quello a distanza che aveva già preso il predominio durante il periodo pandemico ed ha continuato ad accompagnare la nuova utenza ludica anche dopo la riapertura del gioco terrestre che così ha visto i suoi introiti assottigliarsi sempre di più: la “comodità h/24” di avere il gioco a disposizione ovunque ed in qualsiasi orario è il motivo preferenziale per tale risultato.

L’esplosione del gioco online, oltre a consegnare risultati economici inaspettati per il settore, forse fa emergere alcune problematiche specifiche che sono state spiegate dalla società di consulenza sul gioco d’azzardo ed i suoi affari dalla NOMISMA che ha prestato la sua conoscenza in materia di gioco d’azzardo online illustrando come il cambiamento dello stile di vita delle persone in conseguenza del periodo pandemico abbia contribuito a modificare anche le abitudini dei giocatori, provocando ripercussioni differenti sui canali di gioco.

Ovviamente con la pandemìa si è andato a penalizzare il gioco terrestre che ha subito un -47,2% di giocate, mentre si è concretizzato un innalzamento di quelle online, con un +35% rispetto al 2019. Nel 2021, con la riapertura dei punti di gioco terrestri, i giocatori italiani sono tornati a puntare e si è ottenuta una raccolta parti a 107 miliardi di euro, cifra sostanzialmente in linea con i dati relativi al 2019.

Serve puntualizzare che già nel 2020 l’online aveva superato il gioco terrestre, ma oggi questa “distanza” aumenta sempre di più, anche se il gioco fisico è attivo e presente sul mercato anche con offerte interessanti che potrebbero “contrattaccare” quelle online: ma quest’ultimo comparto continua ad essere il preferito e fa buon uso delle esperienze accumulate durante i lockdown per le restrizioni imposte per il Coronavirus.

Tutto questo ha senz’altro modificato oltre che le nostre vite nel quotidiano, anche il modo con cui ci si interfaccia con il mondo del gioco: se prima la scelta del gioco era prevalentemente indirizzata al gioco terrestre, piano piano si è spostata verso quello online proprio per la sua “presenza costante ovunque ed in qualsiasi momento della giornata”, cioé quando si può ritagliare del tempo libero da dedicare al personale divertimento.

Questo è decisamente il punto focale che ha fatto indirizzare verso il gioco online le scelte dei giocatori.

Quello che rivela lo studio NOMISMA è che l’aumento del gioco online non è da attribuirsi soltanto alla pandemìa, poiché il segnale della diversità nelle scelte del gioco si può far risalire agli ultimi cinque anni, dove si è registrato un netto aumento nell’ammontare complessivo delle puntate la cui incidenza complessiva effettuata è passata dal 22% del 2019 al 56% del 2020: un incremento notevole.

Dato che spinge sempre di più ad effettuare un esame “approfondito” proprio sul giocatore online: esame che da quanto riferito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rivela che nel corso del 2020 (famigerato annus horribilis per il Coronavirus) i conti attivi per il gioco online e le scommesse online complessivamente erano 14,2 milioni di cui il 77% attivati da giocatori maschi ed il 23% dalle femmine ed i conti nuovi aperti nel 2020 portano ad un importo complessivo di 4,3 milioni.

Un nuovo conto su tre è stato sottoscritto da giocatori “in erba”, di età tra i 18 ed i 24 anni: il tutto presumibilmente dovuto al lockdown.

Nel 2021 è stata esaminata con attenzione la propensione al gioco online da parte dei ragazzi: i giovani giocatori tra ai 14 ed i 19 anni è stata pari al 42% contro il 48% del 2018 ed il 54% del 2014. Tra i fattori che hanno determinato questa scelta sul gioco, come il poker online, a distanza si possono considerare: il genere, dal quale si evince che i giovani ragazzi raggiungono la percentuale del 49% rispetto al 38% delle giovani ragazze.

Altro fattore è di natura geografica, si gioca maggiormente al sud e nelle isole con un 47%, al centro si arriva alla percentuale del 44% ed al nord soltanto con un 38%. Le leve che smuovono maggiormente l’attenzione dei giovani giocatori sono, senza dubbio, la curiosità ed il divertimento: mentre il bisogno di danaro e la convinzione di vincere facilmente è senz’altro meno “sentita”.

Altri ragazzi si sono avvicinati al gioco perché vedono che in famiglia si gioca, oppure perché lo fa “il miglior amico”: mentre ulteriori altre motivazioni sono lo stimolo derivante dalla pubblicità e dai bonus e dal desiderio di diventare “esperti giocatori”.

E dopo aver sciorinato cifre nude e crude che “non ci piace” mai fare, ma che in questo caso ci sembrano opportune, si vuole anche curiosare nell’ambito dei giocatori “più grandi”, insomma quelli diversamente giovani: gli over 65 sono più predisposti a giocare nei punti di gioco terrestre come le sale bingo, le tabaccherie, le agenzie di scommesse mentre soltanto un 3% degli “anziani” gioca online.

Il gioco terrestre più praticato è il Gratta&Vinci, seguito dai giochi numerici a totalizzatore e dal Lotto. L’online, invece, viene praticato dagli over 65 per le scommesse sportive, le video-slot e casinò online: si gioca per distrarsi dai problemi o per curiosità, ma anche la motivazione derivante dal bisogno di danaro e, quindi, si rischia per ottenerlo.

Qui si ha una percentuale del 26%, che rappresenta un dato senz’altro degno di attenzione, prima che arrivi a sfociare in un fenomeno di dipendenza dal gioco che può essere sempre dietro l’angolo perché sospinta dal “bisogno di danaro”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 2 Maggio 2022 ore 18:00
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