Ondata di nuove tasse per il settore del gioco d’azzardo

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Forse bisognerebbe pensare, se la Manovra non fosse (probabilmente) chiusa, quale altro “coniglio uscirà dal cappello” dell’Esecutivo Giallo-Rosso, visto e considerato che le menti della nostra politica si sono veramente espresse con una estrema e galoppante fantasia nel “raccattare” tasse di ogni tipo, lasciando quelle ormai annuali che riguardano il mondo del gioco d’azzardo pubblico: laddove, però, quando si parla di tasse su questo settore si intende quasi sempre infierire soltanto sulle apparecchiature da intrattenimento, mentre quest’anno forse ci sarà anche la “tassa sulla fortuna”. Sicuramente anche la politica è formata da cittadini italiani che sono “di base poeti” e, quindi, la loro fantasia si è sbizzarrita in tasse sulle bibite zuccherate, sull’acqua nelle bottiglie di plastica concretizzando così un pot-pourri di “tasse a raffica” che non faranno felici i contribuenti, le aziende, ma neppure l’opposizione.

Le critiche su questa Manovra economica non si placano ed ogni giorno insorge qualcuno che dice la sua appunto sul testo di questo documento che, si è quasi certi, non si chiuderà così, ma subirà ancora ulteriori cambi e sostituzioni. Comincia sinceramente a spaventare (politicamente) la profonda incertezza che sta dominando nel rintracciare l’importo che serve al Governo per “far quadrare il cerchio” del Bilancio, senza troppo dolore: i dati che continuano a cambiare ed i destinatari che variano in continuazione significa soltanto che non si è ancora riusciti a trovare tutte le risorse che servono con chiarezza e determinazione. Ciò, senza dubbio, lascia alquanto perplessi sul “fare” di questo Esecutivo di nuova colorazione, forse perché non è “propriamente amato”, anche in relazione al risultato delle votazioni regionali in Umbria.

Anche se, guardando i risultati, come ha detto il nostro Presidente del Consiglio, si tratta di una piccola realtà che non può nel modo più assoluto rappresentare il parere di tutto il resto della nostra Penisola, ma questo è soltanto il “Conte pensiero”… Mentre i cittadini, in genere, si domandano cosa ancora ci si dovrà aspettare invece dell’aumento dell’IVA che il Governo è soddisfatto di aver sventato, il resto della politica continua ad asserire che la lotta all’evasione fiscale certo è giusta ma, sicuramente, va a penalizzare soltanto alcune specifiche categorie. Non solo, ma si propone che venga chiesto all’attuale Governo di fissare un “tetto massimo delle tasse” che lo Stato può richiedere ad ogni cittadino ed, anche, che questo dato venga scritto nella Costituzione, diventando incontrovertibile: pare che la richiesta sia reale e che si stiano addirittura interpellando i cittadini per raccogliere le firme per questa istanza e si dice che rispondano in modo positivo e persino con entusiasmo.

Questo atteggiamento dell’opposizione si concretizza, probabilmente, proprio perché non si vede sicurezza nella scelta degli aumenti delle tasse: sembrano dissennate ed incongruenti. E non solo seguono “un’altalena di consensi” che sta diventando insopportabile ed ovviamente non solamente per la politica, ma anche per l’opinione pubblica che vorrebbe essere rassicurata dalla posizione dell’Esecutivo che dovrebbe mostrarsi il più coerente e stabile possibile: cosa alquanto lontana da chi ci rappresenta attualmente al Governo. Per riassumere, sono state triplicate le tasse di registro ipotecarie sui contratti di compravendita, ovviamente sono state aumentate le tasse sul gioco, sugli imballaggi di plastica come le bottiglie d’acqua, cosa che inciderà non poco sui bilanci annuali delle famiglie, ed inventata la ormai famigerata sugar tax.

Senza contare l’aumento dei bolli sui certificati penali, le tasse sui prodotti inquinanti ed il “caro diesel” che sta suscitando parecchie discussioni, sopratutto, da parte degli agricoltori che sono già notevolmente in crisi a causa della situazione atmosferica atipica che sta flagellando non solo il nostro Paese. Aumenteranno le bollette, stop alla flat tax per chi ha oltre 30mila euro da lavoro dipendente e non si parla delle detrazioni per i redditi alti perché almeno quello non colpisce la fascia media dei cittadini, ma dell’aumento delle tasse sui tabacchi, sul filtrini e sulle cartine sì, perché queste toccano tutti, ricchi e poveri. Si può dire che hanno creato una lista variegata di “piccoli aumenti” che alla fine si tramuterà in grossi aumenti se conteggiati in tutto l’anno. Forse, era meglio aumentare l’IVA come taluni sostengono? Ma chi scrive, come si dovrebbe sapere, non si intende di finanza né tanto meno di politica e quindi può solo disquisire su questa montagna di piccole tasse.

Ancora una volta i giochi, con i casino migliori in testa, ed il tabacco sono stati toccati, come quasi ogni anno da un bel po’ di tempo in qua, ma ormai non ci si sorprende più, anzi: quando arriva la Finanziaria la filiera del gioco sa già che si deve aspettare qualche “scherzetto” (e sicuramente non un dolcetto) dall’Esecutivo di turno che alle risorse del gioco pubblico non sa proprio rinunciare, ma che forse non si applica neppure seriamente per farlo: in fondo si applica anche con cotanta costanza e determinazione quando non affronta la tematica del riordino nazionale del gioco che, pure, viene sollecitato da tempo e da tutte le organizzazioni di categoria nonché dalle stesse imprese. Peccato che queste ultime non vengano mai ascoltate nonostante la situazione disastrosa del settore ludico “gridi veramente vendetta”!

Il settore del gioco sperava, dopo gli ingenti aumenti dello scorso anno e gli investimenti che gli operatori hanno dovuto affrontare per il cambio del “parco macchinette” per adeguare il tutto alla variazione del payout imposta dal precedente Esecutivo, che almeno quest’anno il mondo dei giochi venisse “esentato” dai consueti aumenti: ma così non è stato. Ciò che è stato dato sembra faccia parte di un “passato lontano” e si debba affrontare la nuova tassazione facendo “buon viso a cattivo gioco”: anche perché le attività commerciali e le imprese del gioco e di scommesse, essendo rappresentanti dello Stato e proponendo il “suo” prodotto legale, non possono sicuramente rifiutarsi di obbedire agli ordini: ma quest’anno lo potranno ancora fare? E se sì, nella forma che l’Esecutivo Giallo-Rosso prevede e, sopratutto, si aspetta? Troppo facile rispondere: “Chi vivrà vedrà”, ma questo antico proverbio mai fu più azzeccato: quante saranno, infatti, le aziende che potranno ancora sopravvivere nel mondo del gioco pubblico?

Novembre 25, 2019: •
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