Divieto di Pubblicità al Gioco al vaglio del Governo

possibile revisione del divieto pubblicita gioco

Chi ama il mondo dei giochi solo un pochino conosce perfettamente il Decreto Dignità, odiato contenitore del divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, caldeggiato fortemente dal Movimento Cinque Stelle che lo ha fatto approvare con la velocità della luce, e che tanti guai ha creato al settore ludico ed anche a quello dello sport.

Entrambi settori che si sono dovuti confrontare con disdette, a volte pagamenti di sanzioni ed innanzi tutto comparti che si sono trovati a dover affrontare un brutto periodo economico, che dura tuttora, che li ha visti privati di ingenti compensi relativi ai contratti tra queste due realtà commerciali che da anni viaggiavano in assoluta sinergia e che traevano da questo rapporto interessi economici più che rispettabili.

Quindi, tale divieto ha dissestato senza dubbio entrambi i settori, ma anche creato tanti problemi agli assidui frequentatori del gioco che senza pubblicità non riuscivano a comprendere quale fosse la parte di gioco legale e quella che invece non lo era.

E questo purtroppo per tutte queste imprese si trascina da un bel po’ di tempo e divieto che è anche stato argomento durante la lunga pandemia di una richiesta da parte del mondo ludico di sospensione, da attivarsi in quel momento ed in quello successivo alla ripartenza delle varie attività commerciali, per dare la possibilità alle stesse di riprendersi con più facilità.

L’argomento potrebbe diventare di vero interesse attualmente per il settore e con l’avvio della 19a Legislatura: e ciò perché sembra che l’intenzione della nuova maggioranza potrebbe essere quella di andare verso il superamento del famigerato Decreto Dignità già sotto discussione più volte in passato e che aveva già provocato da parte dei settori coinvolti una sorta di “rivolta” per i danni economici che stava provocando.

Questo divieto ha sempre spaventato sia le imprese che gli operatori ma ancor di più lo fa oggi con uno scenario che non lascia tanto spazio all’immaginazione e disegna un mercato dove tante aziende sono in ginocchio con le conseguenze che si ripercuoteranno sull’occupazione.

Ma bisognerà vedere se il nuovo Esecutivo riuscirà a mettere mano per revisionarlo al Decreto Dignità, fortemente voluto dall’ex Ministro Di Maio durante il Governo “Conte 1” e divenuto una sorta di suo fiore all’occhiello: revisione che potrebbe portare qualche buona notizia al mondo del gioco ed anche a quello dello sport in relazione a quel divieto totalitario di cui il Decreto Dignità risulta essere portatore e che è finito a causare problemi non di certo banali all’intero mondo dello sport che ha perso gran parte delle sue sponsorizzazioni essendo queste ultime molto legate a società di gioco.

Il Decreto Dignità, però, non comporta ovviamente solo il divieto pubblicitario al mondo dei giochi, ma anche restrizioni per quello che riguarda il mercato del lavoro sul quale si è accesa una “luce rossa d’allarme” da parte di Unioncamere-Anpal che denuncia che le nuove assunzioni sono molto negative con forti cali generalizzati in diversi settori: particolarmente colpito il settore della manifattura.

Oltre all’allarme già indicato, si allineano anche quelli lanciati di recente da INPS ed ISTAT che hanno denunciato un ricorso piuttosto ampio alla Cigs da parte delle imprese e ad una ampia riduzione dell’occupazione.

Ne discende che non solo il settore del gioco, quindi, è particolarmente attento nel controllare se il nuovo Esecutivo abbia intenzione di intervenire davvero su questo Decreto Dignità, così come già preannunciato dalla stessa maggioranza.

È fin troppo evidente che proprio per questi allarmi nei primi cento giorni del nuovo Governo Meloni l’argomento del lavoro sarà una sua assoluta priorità e per affrontare una criticità così importante servirà superare qualsiasi divergenza e decidere cosa fare e sopratutto legiferare.

Il nuovo Esecutivo subentra in una situazione delicata che dovrebbe far comprendere anche alla politica che gira attorno al neo-Governo e che spesso invece che affrontare le problematiche del Paese e dei cittadini guarda soltanto al proprio “orticello”.

Non dovrebbe essere così, e lo si ribadisce ormai da tempo come un mantra: purtroppo, però, la nostra politica sembra avere, almeno sino ad oggi, un solo obbiettivo che è quello di salvaguardare la propria poltrona ed il proprio spazio.

Ma si vuole sperare che questa “usualità” con il vento fresco portato dal nuovo Governo la smetta di essere presente in politica di fronte al frantumarsi del sistema Italia che serve necessariamente ricostruire, cosa che non si può attuare con continue crisi di Governo, continue divergenze e contrapposti punti di vista nei quali non ci si avvicina nemmeno per poter trovare “un incontro”.

Se la fine della precedente 18a Legislatura è stata caratterizzata (parere di chi scrive) da una forte dose di irresponsabilità collettiva, l’auspicio è che tutti i politici oggi debbano “pagare pegno”, mettendosi “ventre a terra” per affrontare e risolvere più situazioni possibile nell’assoluto interesse dei cittadini e dello Stato. Soltanto così si potrebbe forse perdonare questa crisi di Governo che in questa occasione non avrebbe mai dovuto esserci.

Il mantra “ventre a terra per deliberare e legiferare” indirizzato alla nostra rappresentanza politica si potrebbe applicare al caos che regna nel gioco pubblico ed andrebbe esteso ai Governatori, ai Sindaci ed ai membri delle Giunte poiché nel settore come in quasi ogni altro comparto dell’economia nazionale, gli operatori si trovano “dentro” una crisi senza precedenti dovuta ai fortissimi aumenti sia sulle materie prime che per i costi energetici che, se qualcuno fa finta di dimenticarsi, stanno coinvolgendo anche il mondo ludico.

E tutto questo avviene proprio nel momento in cui le imprese di gioco tentavano di alzare la testa dopo due anni di emergenza pandemica nei quali il gioco legale è stato più che coinvolto.

Ancora una volta si sottolinea che il gioco sta aspettando il riordino nazionale o Legge Delega sul Gioco per rimettere in sesto un comparto da un punto di vista gestionale ed economico ed anche per poter fare quelle famose gare pubbliche per il rinnovo delle concessioni che si aspettano da anni e che si “nutrono unicamente di proroghe”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Novembre 2022 ore 12:13
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