Aspettiamo il riordino del gioco da un tempo infinito

gioco azzardo deve aspettare il suo rirodino per un tempo davvero infinito

La parte più significativa del mondo del gioco e dei siti slot online è decisamente “ottimista” poiché altrimenti dopo l’esperienza pandemica, e ciò che ha portato con sé con la chiusura generale di tutte le attività, oggi sarebbe già sprofondata in un baratro senza fine.

Mentre ne esiste un’altra completamente “pessimista” che vive il ritardo di un paio di mesi nell’apparizione del riordino nazionale dell’intero settore come netta sensazione che la politica si stia disinteressando delle tante criticità e delle problematiche del settore ludico, abbandonandolo a sé stesso nel mare magnum di confusione e di incertezze che le varie leggi regionali e comunali infliggono alle diverse attività di gioco.

Infatti, dovrebbe essere chiaro a tutti, ma sopratutto alla politica, che le Leggi Regionali “capestro” impediscono al gioco pubblico di lavorare serenamente come le relative concessioni dovrebbero garantire: ma, ormai, il tempo della leggerezza nelle attività del gioco appare alquanto lontano e sembra allontanarsi sempre di più se si guarda a quel che non arriva, nonostante le svariate promesse e rassicurazioni che sono state anticipate alle imprese del settore.

D’altra parte, è anche evidente e comprensibile che l’industria del gioco sia in ansia per il suo riordino che non può aspettare ancora a lungo a comparire.

I progetti ed i programmi per riprendersi dall’emergenza pandemica devono essere messi in atto altrimenti il mondo ludico, scommesse online comprese, non si rimetterà più, in modo particolare il segmento terrestre che è quello che obbiettivamente ha subito più danni, mentre il gioco a distanza ha usufruito di un’espansione notevole che ha aiutato le imprese del settore a restare in piedi.

Al contrario il gioco pubblico terrestre ha subito danni irreversibili che soltanto con il riordino del settore potrebbero essere tenuti sotto controllo: però, onestamente, i tempi previsti si stanno piano piano allungando e sicuramente la guerra in Ucraina ha il suo peso poiché il Governo centrale è senza dubbio in altre faccende affaccendato.

Per il gioco sembra quasi una maledizione, ogni volta che il riordino appare all’orizzonte accade qualcosa di imponderabile che ne blocca il percorso già sufficientemente complicato.

Infatti, pre-Coronavirus si stava già parlando del riordino con una certa attenzione da parte della politica, anche con progetti quasi concreti, poi è arrivata l’emergenza pandemica e tutto si è bloccato. Successivamente, chiusura totale delle attività per tutta l’emergenza sanitaria, riapertura del gioco d’azzardo pubblico e nonostante questo l’economia ludica non ha avuto quel sussulto economico che il settore si aspettava.

Ora la guerra in Ucraina che attira su di sé, e giustamente, tutta l’attenzione politica e del Governo necessaria, ma allontana indiscutibilmente quella che il mondo dei giochi avrebbe davvero bisogno per mettere le basi in concreto al riordino nazionale.

Oltre tutto servirebbe tenere ben presente che la nuova regolamentazione del settore andrebbe decisamente a limitare la presenza del gioco illegale che quasi sta “irridendo” quello lecito poiché sta lavorando tranquillamente al suo posto mettendosi in netta e dichiarata concorrenza e contribuendo in modo sostanzioso a diminuire la raccolta dei concessionari legali.

Costoro hanno solo il “merito filosofico” di essere legali rappresentanti del prodotto di Stato, ma in pratica non riescono a lavorare ed è proprio per riuscire ad avere “un cassetto che alla fine della giornata non pianga di disperazione” che servirebbe questo benedetto riordino nel quale gli operatori rivestono così tante speranze per il loro futuro commerciale e per i propri investimenti che stando così le cose non riescono ad essere impiegati.

Di fatto, la presenza “ingombrante” del gioco illegale sta minacciando davvero la vita del mondo legale dei giochi tramite app e sta ritornando ad essere quella presenza che tanti anni fa imponeva il gioco illegale secondo il proprio piacere ed i propri interessi ed è stato il motivo per cui allora, e si parla del lontanissimo 2003 circa, lo Stato Italiano decise di legalizzare il gioco d’azzardo: proprio per toglierlo dal mercato.

Invece, oggi, sembra che sia avvenuto un pericoloso salto all’indietro nel tempo e che la legalità del gioco non riesca più a trovare il proprio posto.

Da non credere, ma è purtroppo esattamente così ed oltre tutto è cosa che preoccupa anche il Procuratore Nazionale Antimafia che continua a fare appelli al Governo centrale per “sveltire” la stesura del riordino del settore. In effetti, le prospettive e le stime del gioco e del poker online per quest’anno passano forzatamente dal riordino delle norme, inclusi i famigerati bandi di gara che darebbero spazio al gioco legale e toglierebbero tante di quelle incertezze che assillano gli addetti ai lavori.

D’altra parte la problematica dei bandi risale al 2013, se non prima, e quindi vivono in una situazione di “limbo” che non si può più procrastinare: si tratta di una situazione veramente unica! Ed altro argomento “caldo” per il quale si attende la riforma settoriale sono i PVR (Punti di vendita e ricarica) che andrebbero senza dubbio riqualificati in modo univoco, ma sopratutto andrebbe definito un indirizzo con confini ben delineati e sopratutto con una specifica ben dettagliata.

Esattamente andrebbe specificato cosa si può fare in questi punti e come la si deve fare. Insomma, un modus operandi omogeneo di questi PVR che deve essere incluso necessariamente nel riordino per mettere davvero un punto fermo e chiarificatore.

Ma, sopratutto, va posta estrema attenzione a non voler affrontare questo argomento poiché se non venisse inserito nel riordino e detti punti dovessero eventualmente sparire per qualsiasi recondito motivo, sarebbe un altro “libero accesso” all’illegalità che non ha di certo bisogno di essere “incoraggiata”.

Come si sa, d’altra parte, il gioco illegale, e la criminalità organizzata che lo gestisce da sempre, si nutre di queste zone “cosiddette zone grige” laddove c’è una regolamentazione non chiara e non si può dar loro anche questo vantaggio a discapito di operatori che vogliono lavorare nella piena legalità, sicurezza e rispettando la normativa, che però deve esserci ed anche in modo dettagliato.

Quindi, il Regolatore quando finalmente interverrà dovrà guidare i concessionari, e quindi il gioco legale, verso una gestione di qualità per tutelare la sicurezza e la salute dei giocatori.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 10 Aprile 2022 ore 19:39
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