Le intenzioni del Governo nei confronti del Casinò di Campione

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Sino ad oggi, quando si è parlato della situazione particolarmente critica che ha avvolto il Casinò di Campione d’Italia, si è sottolineato quanta “indifferenza” si sia palesata da parte del Governo nell’affrontare e risolvere questa problematica che sta gettando tantissime famiglie in uno sconforto profondo per quanto riguarda il futuro. Persone che erano dipendenti della Casa da Gioco la cui gestione è stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Como il mese di luglio 2018, dipendenti del Comune di Campione d’Italia che sono stati anch’essi travolti dalla chiusura dell’azienda ludica. Infine, la cittadinanza campionese che subisce le conseguenze del “dissesto” di quel Comune che non può più garantire i servizi ai quali i residenti erano abituati: insomma, un disastro totale. Ma per arrivare alla nomina del Commissario che ha il compito di valutare e sistemare questa “scomoda posizione” della Casa da Gioco ci sono voluti dieci mesi circa.

Quindi, quali sono le effettive intenzioni del Governo nei riguardi del Casinò di Campione d’Italia? Perché non è intervenuto nell’immediato e perché, ancora oggi, non interviene in modo più “consono e più rispettoso” nei confronti di quella cittadina che “vive” in territorio svizzero ma che è italiana? Non è dato comprendere: ma ogni volta che all’Esecutivo Giallo-Verde si sottopone una problematica che riguarda il mondo del gioco sembra di “parlare ad un sordo, od a qualcuno che non vuole sentire”. Questo si ripete più e più volte e sta diventando, quasi, una certezza: le domande rimangono senza risposta e, quindi, non si comprende chi dovrebbe “giustificare” questo tipo di “menefreghismo” nei confronti della situazione campionese la cui soluzione, sinceramente, appare molto lontana da una possibile soluzione.

L’attenzione del Parlamento non viene sollecitata neppure dalla situazione economica dei dipendenti delle due strutture, Casa da Gioco e Comune, pur trattandosi di un numero considerevole di dipendenti che, ormai, non prendono lo stipendio da un bel po’ di mesi. E, mentre per il Comune si potranno trovare le risorse per far fronte agli stipendi dei dipendenti (ma chissà quando, però), per quanto riguarda il Casinò dovrà decidere il Commissario straordinario appena nominato che dovrà valutare e pensare a come uscire da questa situazione drammatica per tante persone: solo i dipendenti della Casa da Gioco sono quasi 500, sono senza lavoro dallo scorso agosto ed, ufficialmente, licenziati il successivo 31 dicembre 2018. Reclamano il pagamento degli arretrati, mentre la comunità di Campione d’Italia sta vivendo da otto mesi in una situazione “a dir poco assurda” dove lo Stato, in realtà, ha fatto veramente poco e con una “tempistica inadeguata alla gravità della vicenda”.

Infatti, il passivo del Casinò è importante e si aggira sui 175 milioni di euro: ma più il Governo centrale lascia passare il tempo, più ritarda la riapertura della Casa da Gioco, più il passivo inevitabilmente aumenta. Anche il Comune si trova con una massa passiva di grande consistenza, ma ha potuto usufruire di alcuni interventi governativi a mezzo di contributi straordinari che sono stati, però, assorbiti dalla Banca Popolare di Sondrio per sanare i “vecchi pregressi”. L’Ente locale, assolutamente senza risorse, ha abbandonato ogni forma di servizi: purtroppo, non solo quelli primari, ma persino quelli secondari come la manutenzione ordinaria della cittadina campionese. É notizia di pochi giorni or sono che manca persino l’ analisi delle acque potabili per la carenza di fondi: problema che si è risolto solo per l’intervento della Prefettura di Como, ma che avrebbe potuto mettere a rischio la salute di tutta la cittadinanza.

A questo punto, appare evidente che lo Stato debba intervenire con provvedimenti tempestivi assolutamente necessari per riattivare l’unica azienda in grado di produrre entrate e garantire il futuro di una intera cittadina: il Governo Giallo-Verde, insieme a tutte le forze politiche, a prescindere dal decorso giudiziario che sta accompagnando la situazione della Casa da Gioco di Campione d’Italia, deve intervenire subito per ridare continuità all’Ente Locale che sta pagando sulla propria pelle colpe da attribuire a passate gestioni risultate errate (per usare un eufemismo) se non “scriteriate”. Il 26 maggio 2019 i cittadini di Campione saranno chiamati a votare per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale: cosa faranno in questa situazione? Si ribelleranno e non andranno a votare per “reazione” a ciò che stanno vivendo? Chissà se anche a queste domande il Premier Conte ed il vice premier Salvini faranno finta di niente!

Sembra assurdo che l’attuale Esecutivo manifesti la sua avversità nei confronti del gioco con la noncuranza con la quale tratta questa precisa problematica: non intervenire e continuare, anche per questo, ad essere latitante non è certamente un comportamento consono al Governo del Cambiamento che sta operando in tanti settori, ma che si è completamente dimenticato del gioco pubblico, sua “riserva di Stato”, che tante risorse ha riversato nelle casse erariali (anche in quelle delle precedenti legislature). Ma anche risalire a questo “comportamento economico” importante non serve a “smuovere” l’Esecutivo Giallo-Verde che sembra voler lasciare che il gioco “muoia da sé” e che non voglia mai intervenire.

Neppure per il riordino dei giochi, annunciato da tanto tempo e non ancora né affrontato, né discusso, né tanto meno messo in campo. Si spera che non succeda come con il Decreto Dignità e che diventi reale un provvedimento, una legge, un regolamento improvviso senza alcun confronto con la filiera e con i protagonisti del settore ludico e che ci si trovi o con il gioco d’azzardo spazzato via dall’italico territorio, oppure con una Legge sul Gioco “capestro” che potrebbe costringere il gioco pubblico ancor di più in un angolo. Sarà questa la vera intenzione dell’Esecutivo Giallo-Verde? Aspettare per vedere come tutto si svilupperà: sia per il Comune di Campione d’Italia che per il Casinò ed il mondo dei giochi, anche se si ritiene che “aspettare e morire” sia esattamente la stessa cosa!

Maggio 1, 2019: •
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