Ulteriori regole che limitano l’evoluzione del gioco d’azzardo

involuzione del gioco azzardo con nuove regole restrittive

Sembra che per il gioco ed i casino autorizzati italiani non vi sia davvero mai pace! Le sale da gioco hanno appena riaperto, dopo aver subito tante sofferenze, invece le apparecchiature da intrattenimento ospitate in tanti esercizi non sono ancora tutte accese e funzionanti, ma si spera lo potranno fare a breve. Ma se fosse tutto così semplice, non si tratterebbe del mondo del gioco che se non ha la vita complicata evidentemente non è contento. Scherzi a parte, alla ripartenza economica che si sta concretizzando ogni giorno di più con piccoli risultati positivi, per il gioco pubblico nascono ancora problematiche sulla gestione dei suoi punti di gioco nei quali lo svolgimento quotidiano deve avere dei punti fermi dai quali non si può derogare. E non solo, poiché l’Osservatorio sul gioco patologico, istituito presso il Ministero della Salute, sta facendo pervenire alle Regioni una sorta di “Linee Guida” per le attività ludiche che dovranno essere rigorosamente seguite se non si vorrà dare un contributo tangibile alla pericolosa ripartenza dei contagi.

Ma ancor prima della riapertura delle attività, lo stesso settore ludico si era interrogato a lungo se fosse stata una scelta oculata tenere chiusi i suoi punti di gioco in relazione ai giocatori problematici, oppure se fosse stata inopportuna poiché avrebbe aumentato il desiderio di giocare, quasi costringendo i suoi frequentatori ad intrattenersi con il gioco d’azzardo illegale, unico disponibile sino ad una quindicina di giorni fa su tutto il territorio. E già porsi tale quesito non faceva sicuramente stare tranquilli: dunque, alla ripartenza quali implicazioni avrebbero potuto presentarsi al momento dell’imponente massa di offerte di gioco dopo quel lunghissimo periodo di “astensione forzata”? E cosa potevano mai studiare gli addetti ai lavori prima di tutto per la salvaguardia dei contagi e poi per la tutela della salute “ludica” dei propri utenti? Va bene per i protocolli anti-virus già tutti predisposti ed in parte già in uso, ma quali strategie si potevano creare per riproporre un nuovo gioco che riappariva in blocco in tutte le sue variegate offerte?

L’Osservatorio sul GAP andava così in soccorso agli operatori del settore con qualche “suggerimento” da tenere in alta considerazione per non far incorrere in qualche devianza il nuovo popolo di giocatori preso dall’impeto di ricominciare finalmente a giocare dopo quell’astinenza forzata di tantissimi mesi. Non si vorrebbe certamente che la ripresa del gioco e delle scommesse su tutto il territorio con le sue offerte possa produrre un impatto negativo in modo particolare per coloro che già erano proiettati verso il gioco problematico o coloro che sono tendenti soltanto ad un comportamento di “eccessivo interesse” verso il gioco d’azzardo. Quello che in realtà preoccupa l’Osservatorio è la troppa disponibilità di gioco, sia fisico che online che durante l’emergenza aveva avuto una crescita forse inaspettata: disponibilità di due segmenti “in massa e contemporaneamente”, cosa che potrebbe mettere a dura prova quei soggetti già predisposti verso il gioco problematico. Quindi, servirebbe a tutela di questa nuova situazione, un rinnovo della regolamentazione di tutti i giochi al fine di tutelare alcuni soggetti dall’incorrere nel Disturbo da Gioco d’Azzardo, DGA.

Ma anche come cautela nei confronti di un riacutizzarsi dei contagi, nonostante nei punti di gioco e di poker per questo rischio i protocolli siano oltre modo severi e si cerchi di evitare il più possibile gli assembramenti ed i contatti tra gli utenti. Forse, nei punti di gioco dove si servono beveraggi e dove è ammesso fumare bisognerebbe avere maggiore attenzione perché anche queste semplici concessioni potrebbero essere veicolo di contagio ed andrebbero tenuti sotto controllo con la più alta attenzione. È evidente che queste “concessioni” consentono ai giocatori di non usare la mascherina e forse anche di limitare il distanziamento. Anche per questo motivo, bisogna tenere presente che per quanto riguarda il parere del Comitato Tecnico Scientifico le attività di gioco rimangono tuttora a rischio medio/alto proprio per il fatto che nei punti di gioco è evidente vi sia maggiore rischio di aggregazione e quindi di pericolo, oltre tutto in locali al chiuso, altro elemento di complessità.

Dopo tutte queste riflessioni e considerazioni, per arginare la diffusione di possibili contagi, l’Osservatorio ha in effetti predisposto l’invio agli assessorati alla Sanità alcuni suggerimenti e raccomandazioni per i punti di gioco: ispezioni preventive nei locali per il rispetto delle volumetrie, l’illuminazione, l’areazione, il rispetto delle distanze nonché la presenza della cartellonistica prevista dalla normativa in essere. Accortezza nella gradualità della messa in funzione della distribuzione del gioco da effettuarsi in base a verifiche preventive compiute dall’ASL sul territorio per prendere visione anche del comportamento dei giocatori. Obbligo di interruzione con pause non rinunciabili delle operazioni di vendita del gioco e di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento, slot machine, con modalità da concordarsi con le Amministrazioni Locali. In aggiunta viene suggerita anche la sospensione di bevande alcoliche e di ogni forma di autorizzazione al fumo, ovunque anche nei locali forniti da perfetti impianti di areazione.

Viene suggerita la proibizione dell’oscuramento delle vetrate delle zone adibite al gioco nonché il monitoraggio relativo al controllo del tempo impiegato dall’utenza per le partite ed infine la garanzia della visibilità delle informazioni sulle reali probabilità di vincita in danaro per qualsiasi tipo di scommessa. Tutte strategie per la tutela della sicurezza nel gioco ed innanzi tutto per la salvaguardia della salute dei consumatori: ferme restando naturalmente le disposizioni per quanto riguarda la sicurezza sanitaria dei dipendenti e degli operatori presenti nei punti di gioco. Si può di certo affermare che siano stati messi in campo tutti gli accorgimenti possibili per rendere il gioco fruibile, ma in sicurezza sia per contrastare la nascita di eventuali focolai, sia per contrastare anche il gioco problematico e per non consentire “un’ondata di gioco” troppo libera e disponibile e per tutelare quindi le persone più fragili e volnerabili. Per il mondo del gioco, comunque, non sarà una “riapertura agevole” come lo stesso settore poteva pensare: ma come già detto nelle prime righe se la vita del gioco non è complicata… che vita sarebbe!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 1 Agosto 2021 ore 18:00
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