Liguria: Giro di vite agli orari delle Slot Machine

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Molto onestamente negli scorsi giorni, quando è apparsa la notizia che nel Comune di Cairo Montenotte (Savona) è uscita un’ordinanza nella quale si vietava l’apertura delle sale da gioco, e quindi non dei casino punto it, dalle ore 7 alle ore 19 ci si è sentiti nel cuore l’obbligo di riportarla a chi ancora ci legge: poi, però, si è soprasseduto perché ormai quasi non fa più notizia vedere divieti relativi alle sale da gioco ed alle apparecchiature da intrattenimento anche se questo provvedimento “sembrava troppo largo”. Si è sbagliato nella scelta di non comunicare questa bizzarra ordinanza: ma, prontamente e come di consueto, Sapar associazione che tutela i noleggiatori di apparecchiature di gioco, non ha saputo “stare zitta” ed ha affidato alcune righe per l’opinione pubblica per far conoscere come viene trattato, oggi, il mondo del gioco pubblico ed, in modo particolare, quella parte che si occupa degli apparecchi da intrattenimento.

Ma chi scrive vuole sollecitare l’attenzione a quanto il gioco pubblico sia in mano a personaggi che “si svegliano un mattino” e decidono disposizioni ferree, imponendo in pratica al gioco di… non esistere! E, purtroppo, questo è in loro potere. Si sottolinea, poi, il termine “bizzarra ordinanza” poiché è veramente assurdo vietare l’apertura delle sale da gioco per tutta l’intera giornata: dalle 7 alle 19 poiché sono dodici ore di “silenzio ludico” impraticabili in relazione a qualsiasi normativa esistente, e neppure alle decisioni uscite dall’accordo della famosa Conferenza Unificata di buona memoria. Quindi, come mai l’Amministrazione locale di Cairo Montenotte ha ritenuto giusto applicare un simile bizzarro orario? Ma, ora, si vuole riferire oltre che il punto di vista di chi scrive, sunteggiato nelle righe che precedono, cosa ha esternato l’associazione Sapar che come si sa non usa “mezzi termini” ma va diritta al focus di questa ordinanza.

Provvedimento normativo che, senz’altro, sarà stato emesso, come si conviene ad interventi di questo genere, “per salvaguardare la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio ligure”. È evidente che tale ordinanza non solo è assolutamente limitativa per qualsiasi attività ludica che ospiti le apparecchiature da intrattenimento, facendole gestire solo dopo le ore 19, ma appare proprio un provvedimento messo in campo perché non si conosce a fondo il problema e, quindi, appare giusto vietare l’uso delle slot machine quasi in modo totale e limitare di conseguenza l’apertura di un punto di gioco. Non è chiaramente così che si affrontano i problemi del gioco, mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi o, per usare un’altra frase che si ripete spesso, nascondendo la “polvere sotto il tappeto”!

Questa ordinanza emessa dal Primo Cittadino di Cairo Montenotte che impone la chiusura delle sale da gioco dalle 7 alle 19 consente, automaticamente, la fruizione di questi punti nelle ore serali e notturne: ma così facendo, per ragioni oltre tutto ingiustificate, mette in essere orari difficilmente applicabili dai gestori delle sale da gioco. Ma ancora più singolare rimane il fatto che gli stessi apparecchi installati in altri locali commerciali, e non nelle sale da gioco, debbano essere spenti negli orari stabiliti dalla stessa ordinanza ed il tutto si traduce maldestramente nel fatto che in un bar, od una rivendita di tabacchi, non viene consentito l’accesso alle macchinette se non rischiando multe salatissime. Forse al Primo Cittadino sfugge che il gioco online consente a chicchessia di accedervi attraverso qualsiasi strumento tecnologico per 365 giorni l’anno e per 24 ore al giorno!

E questo cosa dimostra? Che, come al solito, esiste “ignoranza nei confronti del settore dei giochi” e mancanza di volontà di conoscerlo: cosa che, oltretutto, è molto grave per un Sindaco in quanto, forse, non si è riflettuto che questa ordinanza porterà soltanto alla chiusura di piccole e medie imprese di gioco che con questi “bizzarri orari” non potranno rimanere aperte, e si creerà il conseguente problema della disoccupazione, che già di per sé stesso è argomento di primaria importanza. Ancora peggio, poi, dell’ordinanza fine a sé stessa è la motivazione che la sostiene e la supporta: “segnalazione dei Servizi Sociali del Comune”. Ma tali servizi si sono limitati a denunciare “timori in riferimento alle classi sociali più deboli, potenziali vittime della gambling addiction con l’illusoria speranza di cambiare vita” che il Primo Cittadino ha tradotto, secondo la sua “esperienza sul gioco” nella paura che si possano tramutare in “una vanificazione delle politiche attuate sino ad ora a sostegno delle categorie disagiate”.

Ma dal risultato di tutto questo e dalla “bizzarra ordinanza” ne discenderanno esclusivamente nuovi ed ulteriori conflitti normativi che vanno ad aggiungersi a tanti altri che fanno della poco omogenea gestione normativa del gioco uno stato di fatto sempre più “contrario” allo svolgimento normale di una qualsiasi attività ludica che abbia ancora l’ardire di voler essere esercitata sull’italico territorio e, sopratutto, essere considerata “un business”. Questa gestione certamente poco omogenea delle normative sul gioco, gestione anche difforme e particolarmente illiberale, non mette in atto altro che conseguenze catastrofiche per tutta la filiera del gioco costretta a misurarsi in un quadro normativo approssimativo e di scarsa conoscenza del settore. Senza parlare, poi, che ancora una volta i regolamenti comunali e regionali vadano in continua sovrapposizione tra di loro, creando una confusione terribile che porta a volte a non riuscire più a seguire le normative.

Ma quali normative? Si è sempre in attesa della Legge sul Gioco a livello nazionale che oggi, ancora più di ieri, ha necessità di uscire allo scoperto e venire alla luce una volta per tutte: questa “bizzarra ordinanza” si pensa sia la classica “goccia che fa traboccare il vaso” e questo vaso è proprio pieno… A chiusura del “suo pensiero”, poi, Sapar si auspica un incontro a breve con la Amministrazione Comunale di Cairo Montenotte e, sopratutto, con il suo Primo Cittadino, per verificare questa volta con lucidità, le ricadute sul sistema imprenditoriale che tale provvedimento potrebbe provocare, al fine ovviamente di trovare soluzioni che non vadano ancora una volta a penalizzare i lavoratori che hanno “la sfortuna di essere impiegati” nel mondo dei giochi.

Aprile 18, 2019: •
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