La DIA e la sua mappa sul gioco illecito

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Nonostante gli innumerevoli sforzi messi in campo dalle nostre Forze dell’Ordine, nessuna esclusa, il gioco illecito in Italia è presente a tal punto che la Direzione Investigativa Antimafia ha provveduto ad inserirlo nella propria relazione semestrale relativa alla prima parte del 2018. Risulta difficile raggiungere la parte illegale del gioco d’azzardo poiché la malavita organizzata è tecnologicamente alquanto avanzata e pare essere sempre “un passo avanti” alla legalità: in modo particolare per quello che riguarda i migliori casino ed il comparto online senz’altro più difficile da raggiungere e controllare dato il suo “bacino d’utenza”. Ma le nostre Forze dell’Ordine ce la stanno mettendo tutta per tutelare sia i consumatori, che ricercano questo tipo di intrattenimento, che le imprese di gioco oneste e lecite che dal gioco illegale subiscono forzatamente una pesante concorrenza sleale.

“Ci piace” segnalare che in questa relazione la Dia, dopo aver analizzato le evoluzioni operative della criminalità organizzata, ha identificato le regioni nelle quali la stessa opera con più “predilezione”. Calabria, Sicilia, Campania e Puglia sono i territori dove le Forze di Polizia indirizzano i propri sforzi e dove, sistematicamente, si possono rintracciare le proiezioni ultra regionali delle mafie: qui si vuole dare un esempio degli intenti malavitosi in modo che i giocatori tengano “occhi ed orecchie” ben in allerta quando si avvicinano ad un punto di gioco per riuscire a distinguere dove esattamente si trovano e cosa gli viene proposto. É chiaro, poi, che ognuno è libero di scegliere dove giocare anche in considerazione, purtroppo, delle innumerevoli restrizioni che il gioco lecito è costretto a subire per le varie Leggi regionali sul Gioco che, certamente, non aiutano il gioco pubblico nazionale.

Si inizia questa “mappa dell’illecito”, dalla criminalità organizzata calabrese che è proiettata a contaminare in modo importante l’economia legale con il monopolio di settori interi, come per esempio le concessioni dei giochi, come è emerso nell’inchiesta “Monopoli” nello scorso aprile. Inchiesta che si è conclusa con il sequestro di società, unità immobiliari e terreni per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro: il tutto dislocato tra Reggio Calabria (base principale), Roma, Milano e Messina. Si prosegue, poi, dando un’occhiata alla criminalità organizzata siciliana che, spiccatamente, risulta prediligere sempre di più i giochi e le scommesse per le proprie attività di investimento: sono campi “privilegiati” per l’illegalità, come è emerso ampiamente nell’operazione “Game Over”. In realtà, in quell’attività investigativa è emerso che un imprenditore del mondo dei giochi, originario di Partinico, era riuscito anche perché sostenuto da famiglie mafiose locali, ad imporre il proprio brand di raccolta scommesse per una società con sede a Malta riconducibile a lui.

Mentre si svolgeva questa operazione, venivano sottoposte a sequestro numerose agenzie e punti di raccolta scommesse, dislocate lungo tutta la Penisola, che utilizzavano un network di diritto maltese, facente capo sempre al medesimo imprenditore di Partinico. Non bisogna dimenticare che tantissime organizzazioni mafiose sembrano avere un nutrito interesse al settore ludico e tutti sono proiettati all’apertura di nuove agenzie di gioco. Infatti, da recenti attività investigative è emerso che Cosa Nostra trapanese, oltre ad avere interessi nei tradizionali settori economici, si è infiltrata nel settore delle scommesse e dei giochi online. Anche il business delle aste giudiziarie, legate a procedure esecutive e fallimentari, suscita interesse nelle organizzazioni mafiose poiché in questi “comparti” possono far leva sul capillare controllo del territorio con il tradizionale ricorso all’intimidazione.

“Arma” che rende sempre più forte la criminalità di un certo tipo che riesce ad impossessarsi, in modo sempre più profondo, dei vari territori che continua ad invadere e, purtroppo, difficile da colpire e debellare, seppur con gli sforzi immani messi in campo dalle Forze dell’Ordine. Un’altra indagine, denominata “Anno Zero” ha documentato l’interesse di Cosa Nostra sempre per il settore dei giochi e delle scommesse online, poiché ritenuto alquanto remunerativo e nel quale “gira” parecchio contante che le mafie hanno sempre necessità di “ripulire”. Infatti, questo indirizzo “commerciale” continua ad essere terreno fertile per gli investimenti delle “consorterie mafiose” che lì operano mediante l’imposizione e la gestione di apparecchi di gioco all’interno di esercizi commerciali, il più delle volte intestati a “prestanome”.

La criminalità campana, casertana e napoletana, si è intrufolata nella gestione delle slot machine e delle scommesse sportive online: lì traggono profitti ingenti sia in modo diretto, riuscendo a gestire tutta la filiera delle operazioni che si riferiscono ai giochi, sia pure indirettamente attraverso l’altro comparto che viaggia a braccetto con i giochi, l’usura: ovviamente, applicando prestiti a tassi usurari a giocatori affetti dal gioco problematico. Il mondo del gioco è solo una parte che rappresenta interesse per le organizzazioni camorristiche che continuano a consumare reati vessando gli imprenditori, commercianti oppure comuni cittadini, ma le stesse si sono anche inserite nella gestione di attività economiche legali attraverso circuiti ufficiali. E questo discorso viene avvalorato nell’ambito dell’operazione “Golden Game” portata avanti dalla Guardia di Finanza di Marcianise.

Alcune “famiglie”, con una redditizia attività estorsiva, imponevano slot machine ad oltre un terzo dei bar e locali commerciali situati sul territorio: dalle indagini è emerso che il reinvestimento dei loro proventi, derivanti dal traffico di droga e dall’usura, veniva impiegato proprio nel fruttuoso mercato delle slot, monopolizzando in tal maniera il settore del gioco su quel preciso territorio. E per finire, ma solo in parte, questa sorta di mappa dell’illegalità collegata al mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse, dalla relazione della Dia viene alla luce che la criminalità organizzata pugliese e lucana è anch’essa indirizzata ad avere connessioni tra la ‘nrangheta ed il settore del gioco illegale. Infatti, le operazioni “’Ndrangames” e “Doppio Gioco” hanno segnalato uno spiccato interesse nei confronti del gioco d’azzardo e, particolarmente, nei segmenti delle macchinette e delle scommesse online. In pratica, le importanti operazioni che sono state eseguite hanno evidenziato con forza i delicati profili evolutivi delle dinamiche criminali particolarmente indirizzate verso l’infiltrazione nei circuiti legali dell’economia e della finanza con propensione maggiormente diretta al controllo del settore dei giochi.

Febbraio 25, 2019: •
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