Profili di migliaia di giocatori online in pericolo

profili giocatori online in pericolo

L’online si sta rivelando sempre di più un “terreno alquanto difficoltoso”: senza dubbio offre qualcosa di sconfinato a livello di conoscenza, ma vi incombono pericoli sempre più frequenti e tantissime truffe, difficoltosi da contrastare e che provocano danni incalcolabili. Forse, ancora, non è presente in chi frequenza i migliori casino online una conoscenza approfondita dei suoi anfratti più pericolosi e quindi, evidentemente, ogni tanto vengono alla luce fatti illegali che mettono in difficoltà chi vi si affida con troppa leggerezza e con poca consapevolezza. Indubbiamente, il gioco online è comparto frequentato e vissuto dai giovani, soggetti che hanno tanta dimestichezza con la rete, ma che non hanno quell’esperienza che si acquisisce con qualche annetto in più ed anche con quell’attenzione che i giovani a volte dimenticano, special modo quando si mettono a giocare con i casinò games od altre “diavolerie” del genere.

Meno male che “a guardia” dei nostri giovani c’è, forte, la presenza delle nostre Forze dell’Ordine, e nel caso di cui si vuole parlare, della Guardia di Finanza di Torino che sta constatando la violazione di migliaia di profili di giocatori online. Una truffa da 30 milioni di euro circa che coinvolge il gioco illecito che in questo particolare momento dove il gioco legale è ristretto da norme assurde, viene tenuto d’occhio in modo che non “allunghi troppo i propri tentacoli” e vada a soffocare, con la sua concorrenza, le attività commerciali lecite, coperte da concessione statale. L’ operazione a vasto raggio ha toccato tante Regioni con perquisizioni in decine di sale scommesse in tutta Italia e coinvolge due concessionari per il gioco online: si stima che siano stati violati migliaia di profili di giocatori in queste sale scommesse che si trovano in Lombardia, nel Lazio, in Abruzzo sino ad arrivare in Sicilia. Il risultato dell’intervento della Guardia di Finanza ha portato a tre persone denunciate e 60 siti “congelati”.

L’accusa mossa nei confronti dei concessionari di rete per il gioco online è di accesso abusivo ai sistemi informatici ed esercizio abusivo di attività di gioco e di scommesse ed ha preso vita a Torino, precisamente nel quartiere Lingotto. Le persone coinvolte nell’inchiesta avevano predisposto le loro piattaforme, nate proprio con lo scopo di promuovere il gioco attraverso l’apertura di conti intestati agli utenti in modo da memorizzare i relativi dati sensibili per avere accesso ai conti di gioco, senza l’immissione di password personali. Così, i conti personali ed i profili dei giocatori, ignari naturalmente di ciò che stava accadendo, potevano essere utilizzati anche in loro assenza poiché restavano memorizzati in ogni singolo punto vendita. La priorità di questa truffa era, evidentemente, quella di aggirare i Monopoli di Stato, creando una falla nel database che avrebbe dovuto garantire la riservatezza dei dati: così in modo truffaldino si poteva accedere ai singoli profili ed in conseguenza ai conti di gioco.

E non si finisce qui: la posizione dei concessionari veniva aggravata dalla creazione di 60 siti denominati Skin (poi messi in stand-by dalla Guardia di Finanza) che attraverso i vari punti di ricarica presenti sul territorio consentivano di ricevere scommesse sui canali di raccolta fisica senza aver pagato alcuna concessione statale. Tale importo corrisponde per ogni punto vendita a seimila euro: lì potevano persino accedere minorenni in assenza assoluta di restrizioni o divieti considerato che tali punti di gioco si spacciavano per internet point, quindi posti “tranquilli”. Questa indagine, e la relativa operazione conclusiva, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e condotta dai Finanzieri di Torino ed ha portato a decine di perquisizioni in alcune diverse province da nord a sud del nostro Stivale con un risultato ragguardevole per la tutela dei tanti ignari protagonisti di questa truffa portata a termine dai concessionari con astuzia e sagacia.

Purtroppo, la presenza e la concorrenza del gioco illegale nei confronti dei concessionari legali presenti sul territorio, è tantissima e sempre più spesso le Forze dell’Ordine si scontrano con iniziative illecite complesse che comportano un importante impegno per sgominare organizzazioni che si muovono sul “terreno online” difficile da controllare. É un mondo “senza limiti e confini” e bisogna per questo comprendere la difficoltà con la quale ci si riesce a muovere per riuscire ad arrivare a capo di queste organizzazioni. Non bisognerebbe mai dimenticare che la criminalità organizzata sembra essere sempre “un passo avanti” le possibilità delle nostre Forze dell’Ordine: fatta una normativa riescono ad aggirarla in modo impudente e con un’abilità difficile da sconfiggere. E come si sa, purtroppo, i nostri operatori delle Forze dell’Ordine sono costretti a sottostare alle leggi che a volte impediscono loro persino di intervenire in determinate situazioni. Ciò naturalmente per rispettare la legge, le sue imposizioni ed il rispetto per tutti gli individui che si muovono sul mercato.

Ovviamente, la legge protegge coloro che sono corretti e leciti, ma nell’esprimersi comprende tutte le persone anche quelle che poi, ad indagini concluse, risultano essere non rispettose della stessa legge. Forse, è un discorso complicato quello che si sta mettendo nero su bianco, ma è solo per cercare di far comprendere all’opinione pubblica che le nostre Forze dell’Ordine devono rispettare tutte le norme che sono state studiate e che rispettano tutti i cittadini, ma che a volte impediscono persino di arrivare a coloro che la legge proprio non la rispettano. Posto questo come principio, bisogna anche dire che le organizzazioni criminali sanno perfettamente come muoversi e sembra che a volte il loro ingegno sia maggiore di chi si muove nel rispetto assoluto della Legge. Però, perdurando nel lavoro coscienzioso e rispettoso si arriva ad ottimi risultati come quello raggiunto dall’indagine della Guardia di Finanza di Torino: la Legge ha trionfato, ancora una volta, e di questo bisogna ringraziare chi si impegna duramente sul nostro territorio. Il gioco legale deve essere protetto da truffe ed inganni, così come le sue imprese ed i suoi sani ed onesti operatori.

Gennaio 6, 2020: •
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