Food e Beverage nelle sale di gioco d’azzardo e scommesse

come vengono accolti il cibo e le bevande nelle sale di gioco azzardo

Sicuramente è presto “per cantar vittoria” e l’esperienza che il mondo dei giochi e dei nuovi casino vuole inserire con più frequenza nelle sue sale è ancora troppo “giovane” per far di conto: però, anche se testata per breve tempo, si può dire che risulti essere un’innovazione gradita dalla maggior parte degli utenti dei punti di gioco dove viene applicata. Clientela che guarda a questa novità come ad una gradevole pausa da inserire tra i loro giochi e, quindi, recepita e vissuta nel modo migliore, quasi fosse addirittura un premio. Certo, ci sono una quantità enorme di cose da adeguare nei punti di gioco: studio degli spazi, tempistica, offerta nella sua globalità, ma ciò che interessava capire era se fosse davvero una “buona idea innovativa”. La prova effettuata, seppur agli inizi, si può dichiarare decisamente più che positiva sopratutto perché può far acquisire al mondo dei giochi uno sviluppo redditizio per il futuro. Avere pensato ad una sinergia tra il gioco e l’intrattenimento gastronomico può far sviluppare qualcosa di particolarmente interessante anche per interrompere il tempo di gioco, offrendo una pausa “gustosa”!

Per il momento, questa nuova esperienza sta portando piccoli incassi, ma frequenti ed è proprio ciò che gli operatori si aspettavano: vedendo che l’utenza lentamente si abitua a “consumare” nelle sale da gioco hanno raggiunto l’obbiettivo di “coccolare” la propria clientela e di farla stare a proprio agio quandoi si sta rilassando e divertendo con il gioco: una piccola pausa con altrettanto piacere, come quello ludico. Almeno questa è l’intenzione degli addetti ai lavori che intendono variare l’esperienza nelle proprie sale da gioco offrendo qualcosa di alternativo all’utenza per “fidelizzarla” (termine veramente orrendo) ulteriormente. Così forse, spezzando il ritmo delle partite alle slot machine si aiuterà qualche utente a non insistere troppo se perde con il proprio gioco preferito e si riuscirà a compensarlo con il food & beverage, contributo rassicurante e gratificante. Ma ora “ci piace” anche rivelare l’esito di un’indagine accurata relativa a questa esperienza, effettuata poco prima dell’emergenza pandemica da parte di TradeLab.

Lo studio è stato svolto coinvolgendo 180 gestori di punti di gioco e circa duemila clienti intervistati “sul posto”: quindi, utenza appena uscita dall’esperienza acquisita nel punto vendita anche se questi locali che hanno potuto aderire alla proposta food & beverage ad oggi sono ancora pochi, sopratutto causa dell’organizzazione degli spazi che possono essere dedicati all’interno delle location di gioco. Considerato, quindi, che le “esperienze” sono poche a livello di numeri, proprio per questo l’idea presenta grandi margini di crescita: però, nei locali che già applicano questa novità si può dire che la percentuale del fatturato che si può “addebitare” al F&B arriva ad un 20%, mentre valutando la stessa esperienza applicata ai bar che hanno un’offerta di gioco il fatturato è del 43%. Ci sono anche esercizi privi di giochi perché i gestori hanno paura della concorrenza in zona e ritengono di non essere in grado di gestire la situazione od anche perché hanno timore che la propria clientela non gradisca il gioco d’azzardo.

Mentre, fortunatamente, esistono anche soggetti che hanno deciso di inserire nel proprio esercizio un’offerta di gioco e che pensano addirittura di incrementarla credendo in tale attività. Ovviamente, si vuole sottolineare che nei punti di gioco è fin troppo evidente che sia il gioco l’attrazione principale ed i consumi proposti di F&B sono un’opzione per il gestore: ma ciò che interessa considerare è come la clientela sia rimasta coinvolta in questa offerta che ha acquisito con piacere e curiosità e che interpretano, come detto inizialmente, come una pausa tra i loro momenti di gioco e di scommessa sugli sport. Ma è un’offerta ancora nuova e per ora ha un “responso” troppo marginale con spese ridotte per ogni singolo accesso: mentre valutandola a livello mensile dato che le visite effettuate per il gioco sono frequenti, le spese “gastronomiche” sono destinate inesorabilmente e piacevolmente ad aumentare, come anche l’abitudine di asportare il F&B dal locale di gioco alla propria abitazione che risulta essere un altro “affare” da tenere presente per il mondo dei giochi.

Dall’indagine di TradeLab, in ogni caso, si può dedurre che il settore ludico è destinato ad avere delle novità nella sua organizzazione. Le persone, dopo il lockdown e dopo l’emergenza che il virus ci ha fatto passare, hanno tanta voglia di novità che può trovare all’infuori della propria abitazione: ritornare nei punti di gioco anche se ancora con qualche timore dovuto alla persistente presenza del virus e delle sue pericolose varianti, diventa una riscoperta della libertà di movimento e di socializzazione (limitata) che in questo momento viene offerta ad un nuovo popolo di giocatori che ritorna nei punti di gioco terrestri dopo tanto tempo. Ma vi ritorna anche dopo l’esperienza che ha scelto di vivere: quella di confrontarsi con il gioco online e non bisogna dimenticare che tanti giocatori “terrestri” con il gioco online non trovano la stessa soddisfazione. Quindi, la riapertura delle attività in presenza e ritornare al gioco fisico per un certo tipo di giocatore è un obbiettivo piacevole che sta raggiungendo con soddisfazione.

Se poi tale obbiettivo è migliorato, cambiato ed offre anche una nuova esperienza, ben venga! D’altra parte, l’esperienza delle sale Sisal che applicano già da tempo il Food & Beverage presso i propri punti non può essere che di grande riferimento e di spinta per coloro che intendono applicare alla propria esperienza di gioco una alternativa diversa, gradevole ed unica per la propria utenza. Poi, è evidente che questo tipo di nuovo percorso deve comprendere connotati di reddito, sostenibilità ed anche la presentazione per il F&B di prodotti italiani: quindi diventa estremamente importante che il gioco ed il poker scelga con estrema attenzione le partnership a livello di una collaborazione continuativa cercando di curare anche la rendita di questi rapporti. Il mondo dei giochi, d’altronde, deve trovare il sistema per recuperare il tanto terreno (economico) perduto durante l’emergenza pandemica e questa potrebbe anche essere la strada giusta: e, poi, sfruttare l’occasione che l’utenza sembra particolarmente predisposta “a sperimentare” qualcosa di nuovo sembra proprio l’ideale, meglio non farsela scappare!

Data Pubblicazione: 21 Novembre 2021 ore 18:00

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