Esports: Il settore è pronto per il grande salto

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A tutt’oggi, bisogna dire che sugli eSports, e non quindi nel mondo delle migliori piattaforme legali di casino, gravita un poco di “nebbia”: infatti, ancora non si conoscono bene e coloro che ne scrivono a volte lo fanno dietro una sorta di “passaparola” e non quindi per conoscenza diretta: il che comporta, inevitabilmente, un po’ di confusione. Quello che, invece, sta emergendo con una certa frequenza è che questi già amati “videogiochi competitivi” stanno sempre più acchiappando l’interesse sia di normali e curiosi cittadini, che dei media, che infine delle associazioni sportive che vorrebbero cominciare ad esplorare a fondo questa novità ludica per studiare magari una regolamentazione destinata esclusivamente a questo nuovo comparto di giochi. Senz’altro, gli eSports con il loro nuovo affascinante e coinvolgente fenomeno, possono costituire una evoluzione del gioco che potrebbe riuscire a rappresentare il “vero” divertimento del futuro: diventa, quindi, necessario conoscerlo meglio per poter, poi, comunicare queste “conoscenze” a quella parte di opinione pubblica che non ne abbia ancora una contezza diretta.

Indispensabile, sia per i protagonisti che per chi riceve informazioni relative agli eSports, farli conoscere nel modo più corretto: dialogare in modo costruttivo con la gente su un nuovo sport che, senza dubbio, risulta trasversale molto più, probabilmente, di tanti altri sport meglio conosciuti. É chiaro che gli eSports sono frequentati e seguiti con particolare attenzione da un mondo estremamente giovane e, proprio per questo, da parte dei comunicatori va prestata ancora più avvedutezza per non trasmettere informazioni che possano trarre in inganno la parte più giovane dell’attuale società: magari, quella che accompagnata dai propri genitori già si reca oggi a vedere manifestazioni di questa disciplina ed ammira i player che stanno suscitando così tanta attenzione. Gli eSports, in effetti, sono una nuova disciplina e per ciò bisognerà trovare un equilibrio tra gli esperti di giornalismo, che riferiscono dei tornei o degli eventi, e gli esperti di comunicazione di questo nuovo settore in modo da aprire un dialogo corretto ed obbiettivo: cosa che farà felice, senza alcuna ombra di dubbio, il pubblico-amatore che segue questa nuova e tecnologica disciplina.

Risulta interessante anche essere a conoscenza che il Coni ha istituito un “Comitato esplorativo” sulla regolamentazione degli eSports: questo dovrebbe tradursi in un possibile, anzi quasi certo, futuro nel campo delle manifestazioni sportive. L’intervento del Coni discende da una richiesta del Cio che avrebbe suggerito allo stesso Coni di essere una sorta di “apripista” a livello internazionale, proprio per la regolamentazione di questi videogiochi competitivi. Sicuramente, non sarà una cosa semplice e, quindi, si richiederà un impegno importante ed a largo raggio: infatti, insieme ad altri preziosi incombenti, si dovrà studiare come istituire la classe arbitrale, e come sopratutto ben istruirla e come regolamentare i diritti televisivi che sono per tutti gli sport “croce e delizia”. Non mancheranno, ovviamente, incontri e scambi di idee con i principali protagonisti degli eSports per poter realizzare la gestione di un inserimento degli eSports alle Olimpiadi, cominciando dal riconoscimento ufficiale dei suoi player.

In ogni caso, anche se gli eSports rappresentano un “qualcosa” di relativamente nuovo, ognuno dei Paesi che a breve ospiteranno le Olimpiadi vorrebbe avere una specie di esclusiva in modo da essere il primo in classifica nel presentare ed introdurre gli eSports a livello ufficiale: da ricordare, infatti, Tokyo 2020, Parigi 2024 e Los Angeles 2028. Gli organizzatori di questi eventi straordinari sono agguerriti ed in lizza per questo primato. Può essere che, forse a breve, si verrà a conoscenza di qualche ulteriore “particolare segreto” sugli eSports e, quindi, si potrà scoprire qualcosa di più preciso. Pare indubbio il fatto che gli eSports creino fermento e curiosità: ciò da un lato è molto positivo e fa ben sperare a livello commerciale in relazione a sviluppi estremamente interessanti per un prossimo vicinissimo futuro del mondo del gioco. Quello che interessa, però, all’italico gioco del nostro Paese, poiché è evidente che i videogiochi lo siano un gioco seppur competitivo, è che il Comitato designato ad esplorare il mondo degli eSports, probabilmente, affronterà anche il tema della regolamentazione dei videogiochi competitivi proprio a livello italiano.

Questo comporterebbe, seppur usando una certa prudenza, la possibilità di costituire una nuova federazione che sia totalmente estranea ed autonoma dai soggetti che al momento sono attivi e presenti in questo segmento ed in capo a quest’ultima ricadrebbe l’onere di regolamentare tutto ciò che rappresentano gli eSports nel nostro Paese: ed anche questo è un impegno notevole, lungo e non di agevole fattezza, però indispensabile. E questo perché bisognerebbe tenere presente il momento delicato che il nostro gioco sta passando: avere una “luce in fondo al tunnel” rappresentata dagli eSports che potrebbero affiancare il gioco pubblico in questo momento difficoltoso, farebbe dimenticare almeno per un po’ tutte le ristrettezze che le attività commerciali ludiche sentono incombere ormai in modo persistente. Non è di certo una soluzione, ma soltanto un palliativo che, però, affiancando tutti gli altri comparti potrebbe accompagnare i giocatori in un mondo del gioco nuovo, competitivo quindi con quell’interesse che lo stesso riesce sicuramente ancora a smuovere.

Insomma, diciamo che si potrebbe finalmente percepire una boccata di aria fresca in un mondo del gioco vessato in ogni suo comparto: qui, per gli eSports, non sono ancora nate “controindicazioni governative”: non è arrivato dalle alte sfere il monito consueto che siano giochi “immorali”, che portano alla ludopatia, che rovinano le famiglie. Pertanto, per il momento ancora tutto tace e, quindi, perché non approfittare di tutto questo “silenzio statale” che appare veramente straordinario considerato che si parla di giochi, anzi di videogiochi? Forse l’Esecutivo Giallo-Rosso non è ancora al corrente di questa “esplorazione” cui è sottoposto il nuovo segmento e speriamo che non se ne esca con una nuova e creativa tassa sui videogiochi competitivi: altrimenti sarebbe veramente il colmo. Ma si sa che dalla nostra politica, sopratutto in questo ultimo biennio, ci si può veramente aspettare di tutto e, purtroppo, non solo nel mondo dei giochi come gli italici cittadini sicuramente sanno molto bene!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Dicembre 2019 ore 12:00
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