Zone Bianche: Speranza per la riapertura del gioco d’azzardo

con zone bianche il gioco spera di riaprire

Obbiettivamente oggi, dopo otto mesi di chiusura delle attività di gioco e di nuovi casino, a questo mondo così delicato, difficile e forse anche scomodo, non rimane che sperare nelle “zone bianche” che possono costituire davvero un miraggio, con oasi incorporata, per tutta la filiera del gioco che soltanto in quella colorazione potrebbe veder cancellare le restrizioni da Coronavirus e finalmente riaprire i battenti senza attendere una nuova valutazione di rischio da parte dell’Esecutivo con l’applicazione di ancora più di 40 giorni di prigionia prima di rivedere di nuovo la luce. Ma questo potrà accadere davvero? Sembra proprio di sì: in Veneto il Governatore Luca Zaia è all’opera per poter riaprire casinò e giochi già dalla prima settimana di giugno, il che farebbe guadagnare davvero tanti giorni alle attività ludiche. Quindi, massima attenzione alla “zona bianca” condizione che potrebbe far cadere qualsiasi restrizione normativa a prescindere dalle mascherine e dal distanziamento sociale che continueranno ad imperversare ancora per un po’.

Non si è ancora certi se questo miraggio possa davvero concretizzarsi e se il raggiungimento della “zona bianca” sia il passaporto per i giochi per poter riaprire in anticipo rispetto alla ripartenza in “zona gialla” come dall’ultimo decreto dell’Esecutivo e colorazione raggiunta la settimana scorsa da tutto il nostro Stivale. Ma naturalmente il “gioco veneto” si vuole aggrappare alle assicurazioni espresse dal Governatore Zaia che ha dichiarato appunto che al momento dell’emanazione della “zona bianca” con la riapertura delle attività si sta considerando anche la riapertura delle attività di gioco con le sale scommesse e le sale da gioco, compreso naturalmente il Casinò di Venezia. Per questa tematica il Governatore Zaia si sta confrontando con il Governatore Toti della Regione Liguria, anch’esso nella medesima situazione che interesserebbe il Casinò di Sanremo. Le colorazione danno comunque adito ad interpretazioni anche se le “direttive” per i giochi potrebbero considerarsi un “via libera” da giugno in zona bianca, da luglio in zona gialla e l’agognato ritorno alla normalità dal prossimo settembre.

Purtroppo, a prescindere dai risultati positivi che la campagna vaccinale sembra stia raccogliendo, il Paese è ancora diviso tra coloro che vorrebbero ritornare nell’immediato alla normalità e coloro che, in modo più rigoroso, vorrebbero andare lentamente. Ciò in memoria del “liberi tutti” dell’anno scorso che ha fatto ripiombare la Nazione in emergenza e con conteggi dolorosi relativi alle vittime da considerarsi risultato della troppa leggerezza con la quale si è affrontata la libertà concessa in quel momento. Però, oggi, le vaccinazioni stanno proseguendo con speditezza e qualche risultato positivo lo stanno raggiungendo e sembrano veramente l’unico mezzo per far uscire il Paese da questo mare magnum di contagi e consentire così alle attività di riprendersi insieme all’italica economia. Quindi si potrebbe tirare una sorta di primo bilancio dopo quasi un mese dalle riaperture volute dal Premier Draghi in conseguenza del famosissimo “rischio calcolato”: bilancio che appare per il momento positivo e che consente lentamente di riaprire anche altre attività per poter dar loro la possibilità di ricominciare “a fatturare”.

Il “rischio (ben) calcolato” del Premier ha consentito di tenere l’indice di contagio sotto controllo con un numero di casi in discesa costante quasi che finalmente ci si stia avvicinando ad una sorta di “immunità naturale” sommata ovviamente alla copertura vaccinale che ha raggiunto le 500mila dosi al giorno: si dovrebbe bilanciare, così, il rischio collegato alle aperture che lentamente si stanno effettuando. Nel frattempo, ed in mezzo a “cotanta organizzazione”, il mondo dei giochi però è ancora fermo sino al 1° luglio, ma avendo almeno la possibilità di vedere questo “miraggio delle zone bianche” nelle quali probabilmente le attività ludiche potrebbero riaprire già dal mese di giugno. Si può dire che globalmente nel Paese può cominciare a prevalere un certo ottimismo e, secondo alcune proiezioni, in nessun territorio si dovrebbe superare la soglia critica del 40% di posti occupati in reparti dedicati al Covid e del 30% di riempimento delle terapie intensive. Grandi risultati che sembravano lontani dall’essere raggiunti.

Ed invece con un RT sotto la soglia costante di 1, con la vaccinazione che dovrebbe raggiungere più persone in meno tempo possibile, magari mettendo in moto alternative di somministrazione come appunto medici di base, farmacie, pediatri ed altri soggetti, si dovrebbe avere la possibilità di abbattere la possibilità di sbagliare le riaperture delle altre attività ancora oggi chiuse. L’obbiettivo di ritornare ad una normalità così potrebbe considerarsi un traguardo raggiungibile entro il prossimo mese di settembre. Ciò dovrebbe farci confidare in una specie di immunità naturale che, unita al raggiungimento della percentuale del 75% degli italiani raggiunti dal vaccino, potrebbe metterci quasi al sicuro da quelle esperienze tragiche patite durante il primo periodo della pandemìa, fronteggiando qualche colpo di coda del virus. Però, sempre mantenendo le regole base come mascherina, distanziamento e sanificazione delle mani: cose che andranno fatte rispettare anche con la collaborazione delle Regioni che dovranno gestire al meglio la campagna vaccinale, cosa che sino ad oggi non è stata fatta appieno.

Ma a prescindere da queste considerazione, i dati più rassicuranti e le speranze per il mondo del gioco, come detto all’inizio di queste righe, si potranno concretizzare con l’arrivo in “zona bianca” che potrebbe essere raggiunto da diverse Regioni. Il programma della colorazione potrebbe essere questo in base al calo dei contagi: zero zona arancione dalla scorsa settimana e tutti in zona gialla. Mentre si sta innescando (fortunatamente) un circolo davvero virtuoso che potrebbe accompagnare il Paese entro giugno in “zona bianca”: le prime Regioni che hanno già le carte in regola sono Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna seguite molto da vicino dal Veneto, Liguria, Umbria, bianche dal 7 giugno. Verso la metà di giugno la “zona bianca” dovrebbe esser raggiunta anche dalla Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio ed è da ricordare che in questa tanto agognata zona non vige il coprifuoco, ambito traguardo per territori, cittadini ed imprese che non vedono l’ora di ricominciare a gironzolare “senza limiti e confini”…


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 8 Giugno 2021 ore 13:30
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