WSOP: Al momento sono confermate

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The show must go on: anche a costo di sembrare sarcastici, oppure troppo polemici od ancor di più disfattisti si deve constatare che le WSOP, World Series of Poker, al momento sono ancora fissate per la fine di maggio e la decisione di spostarle, od addirittura di annullarle, “vaga ancora nell’aere”. Ufficialmente, gli organizzatori hanno preso buona nota (e come farne a meno, purtroppo) dello sviluppo velocissimo della pandemìa anche negli Stati Uniti e, quindi, da una parte continuano a sottolineare che il problema primario è quello di tutelare la salute dei protagonisti dell’evento, ma dall’altra continuano a prendere tempo, sperando di riuscire a far svolgere le otto settimane di show del poker che coinvolgono tantissime persone, ma sopratutto rilevanti interessi economici. La situazione dell’emergenza sanitaria non può non coinvolgere anche il mondo del poker perché, oltre tutto, la situazione che imperversa negli USA non è per nulla tranquilla, ma anzi lascia intravedere scenari non certo sicuri.

In ogni caso, la potenza del danaro è forte ed anche se apparentemente si vuole salvaguardare la salute di tutto ciò che circonda le WSOP si attenderà ulteriormente, e senz’altro sino all’ultimo momento possibile, prima di buttare all’aria un evento di gioco che coinvolge così tanti interessi economici e professionali. Nel frattempo, l’organizzazione starà alla finestra ad assistere a cosa succede nel mondo, e special modo negli States, per trarne più possibili informazioni utili per le decisioni da affrontare. É certo che spostare una manifestazione così impegnativa, che coinvolge tantissimi giocatori professionisti e che ha la durata di ben otto settimane e riuscire, poi, ad incastrarla tra gli impegni del Rio Convention Center, che ospita la kermesse, sembra essere cosa alquanto complicata. Può essere comprensibile, quindi, che si prenda tutto il tempo utile e si cerchi di percepire se l’evento si potrà svolgere in assoluta sicurezza.

E, sopratutto, se la 51esima edizione dei campionati del mondo di poker, ospitati dalla città di Las Vegas, potrà tenersi in corrispondenza di questa pandemìa così pericolosa da mietere tante vittime e che travolge non soltanto le persone di una certa età, ma è un virus non discriminante che colpisce tutti: ragazzi, giovani, uomini e donne di ogni età. Ma si deve anche tenere presente, prima di annullare l’evento, che le WSOP richiedono notevoli investimenti e ci sono lavoratori che rischiano di perdere i loro proventi. Da un lato, quindi, la salute e la sicurezza di tutti sono primarie ed ufficialmente prendono il primo posto nelle priorità, ma anche il fattore economico sta assumendo una certa importanza ed i danni, in caso di soppressione dell’evento, saranno ingenti come lo sono i danni che tutto il mondo dei giochi a livello globale sta subendo da questa emergenza. Senza dubbio si stanno valutando le cose con estrema attenzione e si aspetterà sino all’ultimo minuto per decidere proprio per non avere rimpianti e prendere una decisione troppo affrettata che non calcoli bene tutto.

Sopratutto, bisognerà vedere come stanno davvero le cose. La crisi che sta travolgendo gli USA sembra inarrestabile e la gestione sanitaria rischia di essere una vera bomba sociale: anche negli USA, quindi, attività chiuse con tutte le conseguenti disposizioni, voli bloccati e zero possibilità di muoversi con facilità sul territorio. I protagonisti delle WSOP, ovviamente, si spostano in aereo e se non esiste la possibilità di movimento tutto diventa più difficile, anzi quasi impossibile. La parte più difficile, senza ombra di dubbio, sarà il ricollocare le WSOP per il periodo che serve in altra data: sarà molto difficile trovare uno spazio così corposo presso il centro che ospita i campionati: dovrebbero disdire altre manifestazioni e questo è alquanto improbabile. Forse, proprio per questo motivo si aspetterà ancora e ciò dovrebbe tranquillizzare sul fatto che non si prenderanno decisioni affrettate o, peggio ancora, sconsiderate: si prenderà la giusta decisione al momento giusto e si userà il tempo che manca all’evento per utilizzare e metabolizzare al meglio le informazioni che arrivano quotidianamente sulla pandemìa per poi applicarle nel modo più efficace nelle riflessioni sul da farsi.

L’intendimento dell’organizzazione delle WSOP è quello di offrire un’edizione pari alle precedenti 50 edizioni, dove tutti possono partecipare con estrema tranquillità e se questo non sarà possibile ed attuabile, e se si prospetterà anche un solo rischio, le WSOP non si terranno: si seguiranno assolutamente le linee guida degli esperti sulla salute. Non si vuole lasciare nulla al caso, con questo Coronavirus non si scherza. Se si pensa invece ad uno spostamento, bisogna pensare che è altrettanto difficile fissare ulteriori date: con lo svolgimento della pandemìa non si possono fare precisi programmi o stabilire date alternative, c’è troppa incertezza da fronteggiare. Forse, anche per questo non si fanno annunci a vuoto: verrà fatto soltanto quando gli scenari saranno ben chiari e delineati. E poi c’è da considerare che una decisione relativa ad un annullamento o spostamento delle WSOP non ha carattere secondario, poiché dietro tale evento c’è un giro di quattrini più che notevole.

Il Coronavirus sta devastando tutto, ma particolarmente il gioco d’azzardo: vedere tutti i punti di gioco chiusi certo non può dare gioia perché significa che tantissimi lavoratori del settore sono a rischio. E poi esistono i players, giocatori professionisti, che vivono di poker ed anche i tantissimi lavoratori che girano attorno alle World Series come a tutti i casinò di Las Vegas. Un vero e proprio disastro. E questa manifestazione non è la sola ad essere in “predicato”: sono state veramente tanti gli eventi che nel gioco d’azzardo sono stati soppressi o spostati creando non poco scompiglio nel settore, considerando che questi eventi internazionali fanno da volano attorno al quale si sviluppano le novità di mercato che interessano i vari comparti del settore: sicuramente le WSOP sono un importante evento, ma non il solo sul quale soffermarsi, purtroppo. Il gioco, come tanti altri settori, si sta “leccando le ferite” e contando i danni con i quali si dovrà confrontare alla ripresa: la speranza di tutti è che ciò avvenga il prima possibile.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Aprile 2020 ore 16:00
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