La continua tassazione al mondo del gioco d’azzardo

tasse in aumento sul gioco

L’unica cosa certa, considerate le varie tasse che sono state prima pensate, poi create e messe in campo dalla nostra politica, ma poi sulle quali è stata fatta una roboante marcia indietro, è l’aumento del Preu al mondo dei giochi e dei migliori casino! La percentuale alla quale è arrivato è del 24% con l’ultimo “aumentino” per recuperare altri 300 milioni, necessario per far quadrare i conti dopo “l’abolizione” imposta dal settore della plastica: d’altra parte, a chi ci si poteva rivolgere per “riempire questo ulteriore buco nei conti statali” se non al gioco pubblico? Non si capisce perché bisogna farsi delle domande quando ormai se ne conosce a priori la risposta! Si sa come le cose vanno a finire quando si parla di aumenti annuali delle tasse: sembra proprio il gioco quasi l’unico “prescelto” al quale attingere senza problemi. Certo, il gioco pubblico è una “Riserva di Stato”, come fa ad opporsi a questi “richiami” ed a queste richieste di aiuto? Ha sempre obbedito come un bravo soldatino: ma riuscirà a farlo anche quest’anno?

Qualche perplessità non vi è dubbio che sia presente, vista la situazione attuale del gioco e quanto sia dura la sua vita commerciale: quasi tutti ne sono a conoscenza, ma nelle “alte sfere” no ed evidentemente non sono neppure tenute nella considerazione come si dovrebbe fare. Ma questa è la politica Giallo-Rossa (ma come lo era anche quella precedente Giallo-Verde e quella ancora prima di Renzi) ed è inutile fare altre dissertazioni per difendere questo benedetto settore ludico: purtroppo, qualsiasi tipo di difesa del gioco lascia il tempo che trova. All’inizio di questa settimana si parlerà ancora di Manovra, come ormai si sta facendo da parecchie settimane, ma senz’altro di “marcia indietro” sul gioco d’azzardo non se ne parlerà: in ogni caso, l’ultimo aumento consentirà di rinviare la plastic tax, oltre quella sulle bibite zuccherate. Insomma, in pratica per quanto riguarda il settore del gioco si parla del Preu al 23,9% sino al 31.12.2020, per poi passare al 24% dal 1° gennaio 2021, salvo correzioni dell’ultimo minuto o movimenti richiesti dalla Ragioneria dello Stato (e ci mancherebbe altro).

Per chi segue il gioco d’azzardo “ci piace” segnalare che a seguito di queste pesanti misure sulla tassazione verrà applicata la riduzione del payout che scenderà al 65%. E non finisce sicuramente qui, perché anche i giocatori sono chiamati a contribuire a “sanare il bilancio dello Stato” e verranno tassate le vincite sulle Vlt sulle quali verrà trattenuto il 20% degli importi superiori ai 200 euro, mentre per quanto riguarda i “gratta e vinci”, Superenalotto, Win for Life Gold e SiVince, lotterie nazionali, Enalotto, Superstar si applicherà il 20% sulle vincite superiori ai 500 euro. Esistono già nella mente della nostra politica tasse con decorrenza dal 1° gennaio 2021 relative alle vincite superiori ai 25 euro vinte a Win for Life, SiVinceTutto SuperEnalotto ed ai Gratta&Vinci. Ciò significa che tra le varie misure previste, quelle che sono già state inserite nella Manovra 2020 e quelle che vi entreranno, il mondo del gioco contribuirà per oltre un miliardo di euro alla quadratura dei conti pubblici!

Chissà se esiste un altro settore che può dichiararsi altrettanto “di sostegno” per i conti dello Stato: almeno un primato il gioco pubblico è riuscito a raggiungerlo. Sicuramente non quello del rispetto come gli si dovrebbe: ma si vuole passare oltre e non fare polemiche che ormai rischiano di essere obsolete. Rispetto: parola che, senz’altro, non si applica mai all’industria del gioco pubblico e che, purtroppo, si riflette anche quando si deve constatare, sempre parlando della famigerata Manovra 2020, che nonostante le promesse anche recenti che si sono spese, del riordino nazionale del settore ludico proprio non se ne parla. Non si vedono neppure quei seppur piccoli riferimenti che avrebbero dovuto “transitare” a mezzo di uno speciale decreto che avrebbe potuto avere quasi la parvenza (seppur lontana) di un riordino nazionale. Le promesse, evidentemente si sprecano sempre, mentre gli aumenti sono tangibili, reali, immediati: quindi, cosa si possono aspettare gli operatori del gioco?

Sopratutto, quegli addetti ai lavori del settore ludico che si stanno adoperando per riuscire ad avere un gioco pubblico sostenibile, responsabile e consapevole e che non trovano, purtroppo, nello Stato centrale alcun supporto: anzi, devono assistere alla persistente sua latitanza ma anche alla conferma della sua “presenza forte” soltanto quando deve imporre aumenti. Cosa devono dire questi operatori? Ormai, si è arrivati ad un punto che le parole sicuramente non bastano più e non servono a nulla: bisognerebbe passare ai fatti concreti se si vogliono salvare imprese di gioco, ed i loro dipendenti. Ma quando neppure l’argomento della disoccupazione riesce a far leva nelle alte sfere della politica cosa di diverso e di più le potrebbe smuovere? Forse una totale ribellione del settore dei giochi: una astensione assoluta dalla raccolta, uno sciopero generale del gioco, un diniego “forte” di ottemperare agli aumenti che vengono imposti dall’Esecutivo Giallo-Rosso che non si degna neppure di avere un confronto con gli operatori, Riserve di Stato ed assoluti rappresentanti della legalità su tutto il territorio.

Se neppure questo solleva interesse, ma si pensa solo a far quadrare il bilancio statale, a studiare inopinate tasse in modo scriteriato ed a non rispettare le migliaia di piccole e medie imprese che saranno inevitabilmente costrette a chiudere i battenti, cosa può dire ancora il gioco pubblico? Di aver sbagliato nella propria scelta di rappresentare lo Stato nel business del gioco? Di aver pensato che lo Stato dovrebbe essere portatore di lavoro e non sicuramente quella struttura che ne elimina “la materia prima”: Stato che dovrebbe proteggere le imprese che portano risorse all’economia nazionale, Stato che non può continuare a perseguitare sempre un unico settore, dichiarando apertamente che sia “immorale” e che si approfitta delle debolezze altrui: ma dove vanno a finire gli introiti che questo immorale mondo del gioco d’azzardo produce e riversa nelle casse del tanto esoso italico Erario?

Dicembre 31, 2019: •
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