Riordino del Gioco: Tra mille problemi si parla anche di questo

tanti probremi in italia e rispunta anche ipotesi di riordino del gioco azzardo

Anche se in realtà potrebbe apparire un paradosso, sembra che questo momento storico, senz’altro difficile per tutto il Pianeta quando globalmente i territori si stanno leccando le profonde ferite causate dallo tzunami Coronavirus e dove stanno cercando di far ripartire l’economia dei rispettivi Paesi, sia esattamente “l’attimo fuggente” più consono per far partire i lavori per il riordino del gioco e dei casino online slot.

Complice la presa di coscienza addirittura delle Regioni, che negli ultimi anni hanno emesso normative ed ordinanze a mezzo delle famigerate Leggi Regionali sul Gioco che si sono dimostrate un “capestro” pronto per decapitare tutte le attività ludiche, ma presa di coscienza che si è persino estesa alla politica che quasi si sente “libera” di parlare positivamente del gioco d’azzardo.

Argomento che fin dal pre-Coronavirus sembrava “infernale” e sul quale nessun politico voleva esprimersi per non “perdere possibili voti”. Oggi quindi persino la politica si sente “liberata” da quei discorsi obsoleti e populisti che legavano il mondo dei giochi allo stereotipo del “vecchio gioco d’azzardo” fumoso ed illegale, da sempre rappresentato dietro una cortina di “criminalità”.

Dunque, mentre si sta ricostruendo il nuovo Sistema Italia e l’economia potrebbe prendere il volo a mezzo del Recovery Plan e del sostegno dell’Europa, il riordino nazionale dell’intero settore del gioco e delle scommesse parrebbe forse una “bazzecola” che passerebbe addirittura inosservata e non giudicabile: cosa che sino alla entrata in carica del Governo del Premier Draghi sembrava utopia.

Il Premier pare essere riuscito anche in questo: restituire alla politica un “suo perché” (anche se francamente a volte non la si capisce) ed un suo potere decisionale senza che la stessa nutra un “retro-pensiero” di paura elettorale nell’esprimere un parere nei confronti del gioco d’azzardo: e questo è, senza ombra di dubbio, un gran bel passo in avanti.

Ecco perché “ci piace” davvero ravvedere nella pandemìa un punto positivo per il mondo ludico e ci scuseranno per questo ossimoro sopratutto coloro che durante il periodo emergenziale hanno subito perdite personali: pare proprio il momento della ricostruzione del Paese incluso il mondo dei giochi con quel riordino del gioco pubblico che si attende ormai veramente da anni.

Riforma del gioco d’azzardo di cui nessuno se ne è davvero mai voluto occupare, e forse per quei pensieri estrinsecati poc’anzi.

Oggi, in verità, qualcosa si sta muovendo dandoci ragione e premiando anche l’ottimismo che spinge chi scrive: in modo particolare dopo aver visto che il Consiglio dei Ministri si è palesemente opposto all’applicazione della Legge siciliana sul gioco avocando a sé il diritto di decidere per i cittadini e per la loro salute e per la sicurezza del territorio.

Da quella “manovra” si è percepito l’intendimento del Governo e del Parlamento di intervenire a favore delle “Riserve di Stato” e che avrebbe potuto davvero essere arrivata l’ora della riscossa del gioco e la messa in campo del suo riordino nazionale.

In effetti, qualcosa si è inserito addirittura nella Manovra ma si spera che non si tratterà solo di questi piccoli interventi, ma il gioco si potrebbe trovare forse “una sorpresa sotto l’albero”… anche se sembrerebbe pretendere troppo con l’insieme di cose che devono essere affrontate in questo momento laddove Mario Draghi risulta essere in così tante faccende affaccendato. Ma dove il riordino sembra davvero inevitabile ed anche doveroso.

Sopratutto se si tiene presente che l’attuale Governo è stato investito di “poteri speciali” dal Presidente della Repubblica per traghettare il Paese fuori dall’emergenza pandemica, economica ed occupazionale ed in questo insieme di “migliaia di cose da fare” forse il riordino ci potrebbe anche entrare senza destare attenzione.

Magari anche approfittando della ricostruzione economica e del cambiamento delle prese di posizione, a volte meramente ideologiche, che alcuna politica ostentava nei confronti del gioco d’azzardo e che oggi sembrano davvero cambiate: vedere il settore ludico e del poker online in modo “più leggero”, ed un mondo che si occupa di servizi come tanti altri settori.

Obbiettivamente, sia la politica che le stesse Amministrazioni Regionali sembrano aver perso quell’acredine che costituiva il sentimento principale nei confronti dell’industria del gioco ed entrambe hanno cominciato a ragionare sulla reale prospettiva del settore del gioco non considerandolo più rappresentante di un demone assolutamente immorale ed approfittatore.

Per quanto riguarda poi le Regioni, tantissime hanno fatto una sorta di “marcia indietro” in relazione alle proprie Leggi Regionali sul Gioco mettendo in atto proroghe sui divieti o sulle restrizioni proprio in attesa del riordino del gioco la cui messa a punto sembra “sentirsi nell’aria”.

Forse, in questo momento, il territorio è impiegato in battaglie più concrete come la disoccupazione che preoccupa non poco da nord a sud ed andare ad incentivare il “mondo dei disoccupati” prelevandoli dal settore ludico, che ha sempre provveduto ad occupare decine di migliaia di lavoratori, senz’altro non pare una scelta azzeccata.

Chiudere i locali di gioco e di slot machine a seguito delle nominate Leggi Regionali sarebbe un imperdonabile autogol considerando la gente che manifesta ogni giorno in piazza…

Però si deve anche avere l’onesta intellettuale di ricordare che se sta davvero avvenendo un cambiamento nei giochi, oltre ad essere conseguenza della pandemìa deve anche considerarsi il merito speciale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

ADM, che tramite il suo Direttore Generale Marcello Minenna sta “facendo un’opera notevole di divulgazione positiva” del settore ludico, portando avanti quanto il gioco pubblico rappresenti per i cittadini, che comunque lo ricercano e lo frequentano, ed anche per il territorio rappresentando la legalità ed i prodotti di Stato.

Infatti, con la sua presenza contrasta l’illegalità che nel gioco d’azzardo è diventata troppo frequente a causa del lunghissimo lockdown imposto alle sue attività commerciali: così ADM durante tutta la pandemìa “ha spinto con forza” per cercare di convincere la politica a tenere aperto il gioco pubblico, compreso il bingo online, per metterlo a disposizione dei giocatori che, invece e purtroppo, si sono orientati a giocare con quello illegale, estremamente pericoloso.

In più ADM ha sottolineato più volte quanto sia importante una “nuova” regolamentazione del settore più adeguata ai tempi e quanto sia indispensabile quindi il suo totale riordino.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 8 Dicembre 2021 ore 18:00
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