Gioco d’azzardo: La grande importanza delle sue risorse

gioco azzardo legale oltre ad essere sicuro e divertente anche risorsa per le casse dello stato

Con buona pace dei suoi detrattori, purtroppo sempre tuttora presenti nell’opinione pubblica, il mondo dei giochi e dei siti migliori di casino con slot sta “intrattenendo” la politica affinché si prendano decisioni importanti per tutto il settore ludico che si dibatte tra il difendere l’importanza delle “Riserve di Stato” per la tutela della legalità sul territorio, il contributo economico che potrebbe far arrivare (come ha fatto in tutti i suoi quasi vent’anni di vita) alle casse dell’Erario ed il riordino nazionale dell’intero settore. Unico strumento, come è stato più volte sottolineato, che potrebbe veder realizzare tutto questo ed, oltre tutto, senza “particolari sforzi” politici e di pensiero, considerato che potrebbe correre in aiuto di chi si assumerà l’onere di portare a termine questo benedetto riordino, l’Intesa raggiunta in Conferenza Unificata del 2017 che sempre più spesso viene “tirata in ballo” sia dalla stessa politica, che dalle associazioni di categoria, che dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e persino dai Giudici di diversi TAR.

E mai momento potrebbe risultare più propizio per affrontare questo benedetto riordino: infatti, la pandemìa ha messo il gioco d’azzardo legale a forte confronto con l’illegalità e le esigenze di cassa del Paese che, lentamente, si sta risollevando anche a mezzo dei progetti messi in campo dal Governo Draghi che si sta battendo per riuscire a concretizzare tutte le promesse, e sono davvero tante, che sono state fatte prima di tutto ai cittadini ed anche all’Europa. E non è che il cammino verso questo obbiettivo sia facile, anzi è veramente lastricato di complicazioni da destra e da sinistra: però, il Premier Draghi va avanti per la sua strada e cerca di non curarsi dei “vari tiri per la giacchetta” che sente anche in modo prepotente, ma che non lo fanno sicuramente demordere dai suoi scopi, di certo primari per il Paese. In mezzo a tutti i vari incombenti, il Governo centrale viene spinto anche verso la riforma del gioco che tra la “Questione Territoriale” e la sua “attuale bizzarra regolamentazione” ha necessità di un intervento totale ed a breve: sempre che si voglia continuare ad assicurare la tutela della legalità e la salute dei giocatori, oltre ovviamente le risorse per le casse statali.

Il mondo ludico, quindi, si trova sospinto in più direzioni e verso vari interessi che aspettano di essere tutelati poiché è compito dello Stato garantirli. Purtroppo anche il Governo Draghi, come gli Esecutivi più recenti, si trova ad affrontare queste problematiche del gioco, scommesse sullo sport comprese, che in precedenza non sono state affrontate e che pare invece l’attuale Esecutivo prenda in considerazione rendendosi conto che rinunciare alle risorse del gioco pubblico in un momento storico particolarmente difficile dove si sta ricostruendo un nuovo Sistema Italia sarebbe da folli: e di certo il Premier Draghi, in tutta la sua pragmaticità, folle non è! Ed in questo suo voler affrontare la “sistemazione” del gioco pubblico è senz’altro aiutato e “supportato” dalla Commissione di inchiesta sul gioco illegale che dovrebbe raccogliere idee, programmi, valutazioni da chi è protagonista nel settore per predisporre una specie di Linea Guida, propedeutica proprio al riordino nazionale dell’intero settore.

In pratica, la Commissione si è impegnata nell’ultimo periodo a raccogliere gli elementi necessari per poter arrivare ad una riforma definitiva degna di questo nome e che è attesa veramente da troppo tempo: ma, in modo particolare, una riforma che sia funzionale a delineare un perimetro attorno al settore di reale sostenibilità che è l’obbiettivo cui mira indiscutibilmente tutta l’industria del gioco, ma che dovrebbe accompagnare il settore per lungo tempo ed in modo stabile e non pieno di incertezze come negli ultimi anni. Sopratutto, il gioco pubblico deve mettere a disposizioni dei suoi “affezionati frequentatori” un mondo sicuro, tutelato, divertente: il tutto in leggerezza anche in questo periodo dove purtroppo aleggia ancora il pericolo di ulteriori chiusure delle attività commerciali anche se sino ad oggi e grazie forse anche al Green Pass, tutte le imprese dei diversi settori riescono ad essere funzionanti anche se non proprio soddisfatte negli incassi.

Serve anche sottolineare, obbiettivamente, che qualsiasi intervento riterrà di fare il Governo centrale non è da considerare ad esclusivo interesse dell’industria del gioco ma deve essere considerato una salvaguardia della tutela di valori scritti nella nostra Costituzione: diritto alla salute, al lavoro, alla libertà di impresa tra quelli più importanti e solo questo “richiamo” dovrebbe spingere l’attuarsi del riordino, ma anche tranquillizzare i detrattori del gioco pubblico che continuano a contrastare il gioco, poker online compreso, ritenendolo “immorale ed approfittatore”. Sono “complimenti” che non si discostano mai da un certo schieramento politico, anche se forse di recente si è leggermente ammorbidito, ma che sicuramente farà molta fatica a seguire un evolversi del riordino ludico, settore che non rientra proprio nelle sue corde. E forse neppure l’intervento della Commissione d’inchiesta potrà trasmettere fiducia ai refrattari del gioco seppur quest’ultima abbia dimostrato ampiamente ed in modo chiaro quanto sia utile intervenire sul mondo ludico proprio per il bene economico dell’intero Paese.

Infatti, purtroppo, c’è ancora chi oggi osteggia ogni interessamento e provvedimento possibile per il futuro del mondo dei giochi, ritenendo che il settore sia gestito da “personaggi” sempre legati alla malavita e che, in ogni caso, sia un settore che non dovrebbe esistere: ma forse sono poi gli stessi politici che quando il Governo centrale si trova in difficoltà per il proprio bilancio statale aumenta la tassazione sempre allo stesso settore (del gioco e del bingo online) perché sa che è l’unico insieme di imprese che non si è mai rifiutato di “obbedire” a queste imposizioni fiscali. E nonostante costoro di trovino di fronte ad un settore che riesce in qualunque modo a fronteggiare le “richieste” dello Stato, non si lasciano scappare l’occasione per denigrarne l’operato dimenticandosi anche che il settore del gioco ha rilevanza anche per quanto concerne l’occupazione, considerando il numero immenso di lavoratori che riesce ad impiegare. Insomma una guerra aperta che si trascina da anni e che a volte sembra proprio non avere mai fine.

Pubblicazione: 27 Dicembre 2021 ore 18:00

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