Tante parole sul riordino del gioco senza arrivare a niente

solo tante parole sul riordino del gioco azzardo italiano ma alla fine non si arriva mai a niente

Serve che si faccia davvero un serio intervento sull’amusement e non serve invece che se ne continui soltanto a parlare, forse esclusivamente complicando le cose, mettendo la ormai conosciuta “toppa più grande del buco” e comunque non mettendo il gioco senza vincita in danaro nella condizione di lavorare in modo sereno, trasparente e sicuro.

Questo comparto ha assoluta necessità, come del resto tutto il gioco, che il Governo centrale si esprima con un riordino del settore che tenga conto dei due segmenti importanti: quello con vincita in danaro ed il puro intrattenimento che non dovrebbero più avere regole che si intersecano e che a volte vengono applicate sul puro intrattenimento e che di fatto riguardano quello con vincita in danaro.

Decisamente differente per struttura di gioco, per obbiettivi ed anche per ritorni economici che, senza dubbio, sono sostanzialmente differenti e molto più produttivo economicamente il primo, anche se sottoposto a restrizioni di ogni tipo, forma e misura.

Ma perché ci si pongono queste riflessioni proprio in un periodo dove pare si abbia spazio soltanto per parlare proprio del puro intrattenimento? Non c’è giorno che non si parli di questo specifico comparto: ognuno sottopone idee attuabili o meno, chi studia strategie inapplicabili, chi le applica ugualmente rendendo purtroppo la vita degli addetti ai lavori dell’amusement ancora più “impasticciata” e complicata.

E tanto per non dare indicazioni precise si vuole parlare delle certificazioni dei comma 7, delle omologazioni e quant’altro sta facendo disperare un comparto che ha solo bisogno di riprendersi economicamente senza “perdere il periodo estivo” momento annuale che dovrebbe “brillare” per queste apparecchiature da intrattenimento che vanno per la maggiore in estate: compresi i parchi di divertimento, quelli acquatici, quelli di gioco itinerante.

Il portavoce degli stati generali dell’amusement nelle sue dichiarazioni sembra essere alquanto preoccupato in particolar modo per le ultime dichiarazioni di Alessio Villarosa.

Villarosa con la diffusione di un emendamento al Ddl Aiuti ora all’esame delle Commissioni della Camera dei Deputati, intende sottoporre sunteggiando, quanto segue: una proposta nella quale con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli da adottare entro il 15 novembre di ogni anno, vengono identificati gli apparecchi comma 7, meccanici ed elettromeccanici, ai quali non si applicherebbe l’obbligo di conseguire un nulla osta rilasciato per gli apparecchi da divertimento ed intrattenimento.

Un sistema che potrebbe essere tranquillamente gestito in modo indipendente e diretto proprio da ADM: cosa che, peraltro, non avrebbe necessità di ricorrere ad un cambio di legge che regolamenta i comma 7 e che avrebbe necessità di tempistica “allungata”.

Da questa proposta discende la perplessità del portavoce degli stati generali dell’amusement: attuando questo sistema proposto da Villarosa si ripropone lo stato di cose attuali, con il Ministero dell’Interno che pubblica periodicamente l’elenco delle attrazioni dello spettacolo viaggiante.

Situazione decisamente poco trasparente in quanto in molte descrizioni nell’elenco delle apparecchiature non esiste chiarezza e non danno modo di operare in attesa della successiva decisione che puntualmente analizza e descrive la nuova attrazione. Si suole dire di consuetudine che “piove sul bagnato”: non si risolverebbe nulla di quello che si aspettano oggi gli operatori del comparto che, invece, vorrebbero tempistiche senza ombra di dubbio più brevi e non ritardi su ritardi e complicazioni su complicazioni poiché il periodo “economicamente produttivo” per l’amusement è proprio questo, quello estivo e non si dovrebbe perdere neppure una settimana dopo il tanto che si è già perso a causa della pandemìa con tutto quello che ne è derivato per l’intero mondo dei giochi e dei siti di casino online slot.

Questa proposta potrebbe bloccare tutte le novità per un anno intero: e dove andrebbero a finire le aziende di puro intrattenimento che sono già barcollanti a causa, come già detto, delle perdite economiche subite in conseguenza della pandemìa? Quella di Villarosa sembra davvero una grande proposta?

Ma sopratutto si crede possa essere un effettivo e pratico passo in avanti per rendere la vita del segmento più scorrevole e meno angosciante, se servirà aspettare un anno per sapere se ha bisogno o meno di omologa una giostrina dondolante per bambini?

Anche a parere di chi scrive, sebbene quanto si può esprimere ovviamente conti davvero poco, sembra che non sia una proposta “serenamente vivibile” dal puro intrattenimento: sembra, invece, come si è scritto nelle prime righe di questo articolo, mettere un’altra “toppa” che però “non copre perfettamente il buco”: e, sopratutto, non si risolve e non si sveltisce un intervento che sarebbe semplice e forse risolvibile con l’autocertificazione.

Anche per le ticket redemption non è stata fatta ancora chiarezza: infatti, sta scadendo la tempistica per provvedere all’omologazione che le riguarda ed anche questo crea davvero tanta preoccupazione. Diversamente, un passo avanti, ed anche abbastanza lungo, è stato fatto con la circolare di ADM sulle Sale Lan e gli e-Sport per l’utilizzo dei comma 7 nei circoli sportivi sotto l’egida del CONI: così almeno qui è stata fatta chiarezza.

Peccato, però, che quando qualcosina viene fatto si tratta soltanto di interventi “singoli” per ogni problematica che si pone: invece, servirebbe una revisione totale delle norme dell’amusement come per il gioco con vincita in danaro che attende il suo riordino (che, però, ancora non fa capolino).

Di fatto si desume che si è molto lontani dall’uno e dall’altro intervento per sistemare i due comparti del gioco: quindi, è necessario anzi indispensabile continuare con i confronti, con il dialogo, il coordinamento per avviare un percorso anche se difficile ma che porti all’obbiettivo finale del mondo globale del gioco italico: la sua nuova regolamentazione.

In fondo lo vuole tutto il mondo del gioco e, senza dubbio, anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un Testo Unico come normativa, ma con disposizioni precise per i diversi comparti, senza sovrapposizione di norme, senza doppie interpretazioni, con estrema trasparenza per arrivare ad avere un gioco legale sicuro, più tutelato e divertente.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 2 Luglio 2022 ore 18:00
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