Una politica unita per tutelare la legalità del gioco

Una politica unita per tutelare la legalità del gioco

Se per una volta, una soltanto, le forze politiche di colorazione diversa si unissero come un sol uomo per difendere la legalità sul territorio e di conseguenza il gioco pubblico ed i casino che la rappresenta, sarebbe davvero un gran risultato! La politica ha dimostrato recentemente di essere riuscita a “mettere insieme” teste e persone radicalmente opposte avendo lo scopo di far ripartire il Paese e la sua economia dando prova, seppur tra discussioni a volte accanite, di rinunciare a qualche propria idea per un’idea più importante, comune, indirizzata al bene della nostra Italia. Di questo, ma sottovoce, se ne deve dare anche atto perché si sa che la politica significa discutere, litigare, portare avanti soltanto le proprie idee: invece, il Premier Draghi ha insegnato che la sinergia tra idee può portare a risultati migliori, seppur con qualche mugugno. Ora, far ripartire l’economia è senza dubbio un obbiettivo di alto pregio e, quindi, risulta chiaro ed evidente che tutta la politica si sia impegnata… ma “ci piace” pensare che un’unione di intenti politici, forse, potrebbe sistemare anche il mondo dei giochi.

Si dovrebbe sempre tenere presente che le sue risorse potrebbero essere importanti per il Governo centrale per “aiutare maggiormente” coloro che ne hanno più necessità. Ed in tempo di pandemìa si è imparato che il danaro non è mai sufficiente e, di conseguenza, perché rinunciare alle tante risorse del gioco d’azzardo pubblico? D’altra parte, è successo assai spesso che i vari Esecutivi che si sono susseguiti, in verità con troppa frequenza, abbiano usufruito a piene mani delle risorse erariali del gioco pubblico: quindi, perché rinunciarvi proprio ora? Perché continuare ostinatamente a non aiutare il gioco a risolvere la problematica più importante che lo affligge? Mettere in cantiere il riordino nazionale dell’intero settore ludico dovrebbe essere un impegno che il Governo centrale dovrebbe sentire veramente di affrontare “senza se e senza ma”, considerando che il gioco pubblico rappresenta lo Stato e la legalità dei suoi prodotti: vorrà pure dire ancora qualcosa tutto questo!

Quindi, la politica dovrebbe senz’altro prendersi la responsabilità del riordino del gioco e dei casino online con bonus: così curerebbe sicuramente anche i propri interessi e non soltanto quelli del settore che recentemente non ha di certo difeso! E si dovrebbe anche preoccupare della tassazione che viene imposta alle attività ludiche, principalmente a quelle che trattano gli apparecchi di gioco, ma non solo. Anche la raccolta delle scommesse è stata penalizzata proprio nel corso della pandemìa che avrebbe dovuto essere un periodo dove balzelli di vario genere avrebbero dovuto essere assolutamente evitati, visto che il gioco terrestre era bloccato. L’introduzione della nuova tassa per finanziare lo sport con una percentuale dello 0,5 sulla raccolta già sembrava ingiusta all’inizio, figuriamoci poi averla applicata in emergenza quanto può esserne stato condiviso il provvedimento! Tutto l’insieme della tassazione dei giochi, purtroppo, porta il nostro italico gioco ad essere quello più tassato a livello europeo ed essere i “primi su questo particolare podio” non è sicuramente rassicurante e potrebbe provocare la chiusura di tante imprese che si occupano del gioco legale.

La politica, in blocco, si dovrebbe occupare oltre che del riordino, della distribuzione del gioco in modo equo su tutto lo Stivale, della tassazione così onerosa imposta alle sue imprese, anche del feroce ostracismo bancario che recentemente, e sempre durante la pandemìa che non ha di certo “addolcito i cuori” degli Istituti di Credito, si è presentata ai propri clienti che operano del mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse, chiudendo loro i conti correnti senza alcuna motivazione. E non in merito alla conduzione specifica dei rapporti, ma in forza di un tristemente noto “rapporto etico” apparentemente supportato dall’Europa che impedirebbe di intrattenere rapporti bancari con imprese a rischio per tutelare gli interessi degli stessi Istituti. E proprio durante il periodo peggiore che tutti i settori, e non solo il gioco, hanno passato e stanno ancora passando, cercando di mettere una pezza a tutto ciò che si è perso nell’ultimo anno: di certo il comportamento bancario è stato pessimo.

Ma anche quello del Governo non è stato da meno visto che non si è riusciti a ricucire una situazione difficile per le imprese coinvolte, e non si è intervenuti con più vigore nei confronti di ABI, facendo magari la voce grossa per un settore che ha sempre contribuito con le proprie risorse a sostenere i bilanci dello Stato. È stato fatto qualche incontro e nulla di più: mentre le attività si vedevano chiudere con sempre più frequenza i conti correnti senza i quali nessun concessionario può operare poiché, per contratto con lo Stato, ogni transazione di chi si occupa di gioco e di applicazioni casino online deve transitare a mezzo di un conto corrente. E pensare che le imprese toccate da questi comportamenti bancari non avevano il conto in rosso o non avevano onorato i propri impegni, stavano soltanto cercando di stare a galla per non chiudere le proprie imprese, cercando di fronteggiare una situazione difficilissima soltanto con le proprie risorse. Ed anche qui, il Governo centrale poteva e doveva fare di più.

Questi sono i tre nodi principali da sciogliere per il mondo dei giochi: e non si dica che il settore non ha fatto presente questa situazione emergenziale. Ha continuato a chiedere aiuto, supporto, risorse. Ma il silenzio di risposta risuona forte ed oltre a fare male facendo sentire il settore ludico non considerato, rischia veramente che si crei una problematica più che seria sia per l’occupazione che per l’illegalità. Meno punti di gioco legali e sicuri riapriranno i battenti, più sarà forte la presenza del gioco illegale che già ha riconquistato una parte di territorio lasciato scoperto troppo a lungo. Si spera che non si debba applicare un vecchio adagio: “Chiudere lo stabiello quando gli animali sono già scappati” perché sarebbe veramente un danno irrecuperabile. Sembra che la nostra politica per intervenire, ma compatta, debba essere quasi sempre essere messa alle corde altrimenti non interviene: ma in questo momento “all’angolo” sembra esserci il gioco legale e tutte le sue imprese ed il “gong” avrebbe già dovuto “essere suonato” e l’arbitro avrebbe già dovuto intervenire…

Data Pubblicazione: 20 Luglio 2021 ore 18:00

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