Ticket Redemption: Si discute sul divieto in Italia

divieto italiano alle ticket redemption fa discutere

Tanto si è fatto e tanto pure si è detto attorno al mondo del gioco d’azzardo pubblico e dei siti italiani di casino online: non esiste manifestazione od evento che attiene le imprese ludiche che non si sviscerino tutti i problemi che l’azzardo include e che fanno sempre discutere poiché a volte vanno a toccare la salute di taluni giocatori. Ecco che immediatamente si parla di gioco problematico, compulsivo, disturbo da gioco d’azzardo. Tutti, o quasi, pronti a demonizzare, e non solo a parole, questo settore che viene preso di mira dai media, dai politici di diverso colore, dalle istituzioni decentralizzate, visto che il Governo centrale a volte latita persino nell’esprimersi, ma che a volte lo fa in “modo oltre modo radicale” come con il Decreto Dignità ed il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse che lo stesso racchiude.

Ma tanti sanno che il gioco ha anche una parte di puro intrattenimento, ovvero quello che a livello internazionale si chiama il cosiddetto “amusement”, cioè del gioco senza vincita in danaro che comprende videogiochi Arcade, calcetto, flipper e, sopratutto, è composto anche dalle ticket redemption: quei giochi che da sempre popolano le sale giochi, i bowling ed i Fec disseminati sull’italico territorio, come in altre parti del Mondo. Quindi, accanto all’Italia del gioco d’azzardo, che fino a poco tempo fa veniva “additata” come esempio per la regolamentazione del proprio gioco pubblico, è sempre esistita l’altra faccia del gioco: quella non compulsiva e, certamente, non portatrice di derive, ma solo di puro intrattenimento frequentata in modo particolare da giovani e giovanissimi. Solo che nel nostro Paese questo segmento del gioco, purtroppo, non ha mai trovato una propria regolamentazione definitiva anche se “qualche Governo fa” si era stesa una bozza relativa ad una nuova normativa diretta proprio a questo comparto ma che, poi, non ha trovato la sua attuazione definitiva.

Il puro intrattenimento, quindi, viaggiava in una sorta di limbo amministrativo: seguiva in parte il gioco d’azzardo “dei grandi” ed a volte era costretto a seguirne le imposizioni legislative, costringendo le imprese di quel segmento ad essere sempre in balìa di incertezza limitandone gli investimenti e pure i programmi visto che il futuro in generale che riguarda il gioco non è quel “territorio” nel quale è semplice “far di conto” e prevedere qualsivoglia tipo di implicazione finanziaria od economica. Ovviamente bypassando e sorvolando su tutte quelle richieste di attenzione che gli operatori del comparto di puro intrattenimento continuano a sottoporre alle istituzioni con risultati presso chè nulli! Anzi, recentemente, la situazione è alquanto peggiorata in modo particolarenegli ultimi mesi con il dilagare delle battaglie anti-gioco che non ha avuto precedenti e che è andata ad intaccare anche “la vita imprenditoriale del mercato del gioco senza vincita in danaro”.

Ma siamo in Italia e tant’è: questa è la situazione del “nostro amusement”. Una situazione veramente critica anche se il puro intrattenimento significa e dovrebbe rappresentare l’unica alternativa al gioco d’azzardo ed una offerta che non porta controindicazioni particolarmente per quello che riguarda eventuali dipendenze o disturbi od ancora derive. In teoria, ma sempre e solo in teoria, i vari Governi avrebbero dovuto “spingere ed incentivare” questo comparto del gioco, anziché ostacolarlo, proprio per ottenerne una più ampia diffusione sull’italico territorio e per far partecipare ad esso i cittadini-giocatori di ogni età che così avrebbero potuto evitare di “rovinarsi” cadendo nel gioco problematico o patologico. Ma, come detto, siamo in Italia ed invece di vedere il puro intrattenimento che prende il posto del gioco d’azzardo, ci si trova a confrontarsi con una campagna denigratoria anche nei confronti di questo segmento, mirata anzitutto alle ticket redemption accusate di spingere i piccoli verso il gioco d’azzardo!

In altri articoli ci si è già occupati di questo sottolineando come, invece, il puro intrattenimento proprio in questo periodo dove il gioco d’azzardo “è sotto tiro”, potrebbe presentare una alternativa (ben diversa) per i giocatori: inoltre, ci si è occupati di questa assurda battaglia istituzionale portata avanti dalle Amministrazioni Locali in alcuni territori. Battaglie che sono arrivate addirittura e restrizioni e divieti (e qui ci si riferisce in modo particolare a quelli adottati in Emilia Romagna , Friuli, Veneto ed infine in Toscana) che stanno eliminando le ticket redemption da quei territori, rischiando che tutto questo si espanda e raggiunga anche altre Regioni della nostra Penisola, ma che sopratutto possa diventare addirittura disciplina nazionale.

La cosa più grave però è che nessuno si preoccupa di “entrare ad approfondire questa materia” od almeno di provare a capire di che cosa si sta parlando quando si parla d “amusement”. É ovvio che tutto questo scenario assurdo spaventi l’industria di questo comparto e, purtroppo, non solo a livello del nostro Paese: questo mercato, è basato principalmente sull’importazione di giochi e delle slot machine gratis, dominato dalle major dei videogame che esportano i propri prodotti in tutto il Pianeta senza incontrare particolari problematiche a livello normativo. In Italia oggi, invece, il mercato risulta assai compromesso dalle dinamiche politiche che sono state messe in atto anche se questo “filone dell’industria del puro intrattenimento” tiene botta, cerca di sopravvivere, oltretutto facendo in modo di “differenziarsi” dal “gioco d’azzardo” vero e proprio organizzando anche fiere ed eventi riservati solo agli operatori del proprio settore. Appunto per non essere associati “all’altro gioco”: ma certamente non è facile.

Ed oltre a non essere di facile gestione, questo segmento ha proprio il timore del dilagare delle restrizioni messe in campo ed il disagio è talmente grande che è riuscito a ricavarsi spazio anche nella Fiera Eag & Vae Expo di Londra che si svolgerà questa settimana al centro espositivo ExCel dove verrà proposto un dibattito proprio dedicato a questo tema dal titolo “The Italian Mistake”, l’errore italiano. Questa traduzione lascia ampiamente intendere quanto sia di rilevanza questo argomento anche per le imprese europee che operano in questo segmento e che cercano naturalmente di difenderlo a “spada tratta”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 31 Gennaio 2019 ore 12:00
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