Serve davvero che il gioco d’azzardo riparta velocemente

gioco azzardo legale italiano deve ripartire subito

I problemi ed i pensieri che assillano il Governo di nuova nomina non sono certamente pochi: e, senza dubbio, aver letto l’ultimo rapporto ISTAT relativo all’attualità ed alla proiezione dei numeri relativi ai lavoratori che si trovano senza un posto di lavoro non può aver lasciato la mente del neo-Premier tranquilla. L’occupazione è una delle problematiche più importanti sia per il Paese sia per gli stessi lavoratori, che va ad incombere come un macigno sull’economia e sulla serenità dei cittadini coinvolti. Tanta “carne al fuoco” in questo periodo per l’Esecutivo: deve affrontare diverse strategie, prima per la somministrazione dei vaccini e, poi, il piano di riapertura delle varie attività che deve avvenire al più presto. Infatti, è passato un anno dal marzo del 2020, e dai primi segnali dello tzunami Coronavirus, e le forze economiche delle imprese sono “a zero se non addirittura sotto-zero”: e nonostante il periodo gli Istituti Bancari certamente non aiutano.

Sopratutto, non hanno aiutato il mondo dei giochi ancor prima dell’emergenza sanitaria ed i rapporti sono peggiorati ulteriormente durante tutto questo lunghissimo e pesante anno pandemico nel quale si sono schierati “contro” le aziende che operano nel gioco d’azzardo. Hanno chiuso conti correnti, evitato richieste di finanziamento con annessi e connessi, mettendo in atto una forma di discriminazione assurda e proprio davanti ad un periodo storico senza precedenti. Tutto questo ha messo le aziende di gioco in condizione di non avere più “alcun appiglio” per fronteggiare una crisi economica mai vissuta dalla nascita del gioco d’azzardo pubblico, cosa che ha peggiorato ulteriormente la situazione dell’intero settore. Tale atteggiamento, unito alle restrizioni istituzionali, ha portato alla chiusura di tante imprese di gioco legale con il conseguente licenziamento dei dipendenti: e, sicuramente, ciò non è accaduto soltanto nel settore ludico, ma in tanti altri diversi comparti.

Ma, purtroppo il risultato è quello che riporta l’ISTAT: aumento dei licenziamenti che va ad incrementarsi mano a mano che il periodo di chiusura delle attività continua ad allungarsi. Però, oggi si comincia a parlare di una ripartenza almeno ai primi di maggio, ed il mondo dei giochi, compresi i casino italiani, spera di essere tra quelle attività “non essenziali” sorteggiate per riaprire i battenti considerato il numero di lavoratori che il settore ludico occupa e che tra diretti ed indiretti arriva a coinvolgere circa 150mila persone. É un settore che ha creato negli anni tantissimi posti di lavoro, tante nuove professioni, ha impiegato tanti giovani che con la tecnologia, elemento essenziale nello sviluppo del gioco, hanno tanta dimestichezza: tutte cose che potrebbero rassicurare tanta gente a riprendere il proprio lavoro con il quale hanno contribuito a sostenere altrettante famiglie. Di certo non si può dire che il gioco sia l’unico settore che deve riprendere, tutti dovrebbero avere questa possibilità.

Ma solo il gioco pubblico, però, può assicurare il ripristinarsi della legalità sul territorio e combattere quell’illegalità e quella criminalità che si è sviluppata in conseguenza della lunghissima chiusura del gioco terrestre e che ha approfittato proprio di questo “senza se e senza ma”. Il sentir parlare di ripartenza dell’economia e della riapertura delle attività, non può che far nascere la speranza che forse si stia uscendo da questa crisi pandemica che ha rovinosamente travolto tutto e tutti e che ha procurato tanti disagi e tanta sofferenza. La voglia di ripartire è tanta: alzare le saracinesche delle sale slot machine e ritornare ad abbracciare il nuovo popolo di giocatori, imprese che così potrebbero mantenere i propri dipendenti e contribuire alla loro serenità ed alle loro certezze di vita. Anche le manifestazioni di piazza hanno aperto alla speranza: i lavoratori di tutti i comparti del settore ludico uniti di fronte all’opinione pubblica e cittadini che hanno compreso “cosa muove il mondo dei giochi” e quali sono le qualità del settore e dei suoi lavoratori.

Finalmente, si è valutato non solo il prodotto finale, il gioco d’azzardo, comprese le scommesse sportive su internet, come si era soliti concepirlo quale elemento da stigmatizzare, ma è stato presentato il settore ludico come uno dei tanti settori facente parte dell’economia del Paese, composto da imprese sane, da lavoratori onesti e dalle loro famiglie: nulla di più. Ma settore che da anni viene sottoposto a restrizioni e normative che ne hanno ostacolato il cammino alle quali si è unita anche la pandemìa che ha costretto tutte le attività ludiche alla totale chiusura lasciando il territorio “scoperto dall’offerta legale di gioco” che viene ricercato, comunque, dai suoi aficionados. Ultimamente anche la politica che è sempre stata contraria al gioco pubblico gli ha teso la mano: proprio quel Movimento Cinque Stelle che per anni ha dichiarato “l’immoralità del gioco e la sua perversione nell’approfittarsi delle debolezze altrui”.

Quella stessa politica, stranamente, si è schierata a favore delle imprese del gioco per la situazione che si è andata a creare con gli Istituti bancari ed al loro “bieco ostracismo” dimostrato nei confronti del settore ludico. Identica posizione pro-gioco legale è stata manifestata anche dalla TV allorquando ha proposto il noto programma “Le Iene” con un intervento a contrasto del gioco illegale che ha preso il posto di quello lecito. L’intervento televisivo ha sottoposto una testimonianza significativa dimostrando la forma peggiore dell’illegalità nel gioco e la sua violenza nei confronti in questo caso di giornalisti. Ma anche quanto è assurda la situazione in cui oggi si trovano i lavoratori del gioco pubblico e del poker online: fermi al palo, chiusura lunghissima e quasi senza risorse, o comunque destinatari di importi insufficienti per non dire irrisori. Mentre il gioco illegale ha la possibilità di “allargarsi” non rispettando alcuna norma sanitaria per proteggere i giocatori dal rischio di contagio e non contribuendo ad “alcun versamento nelle casse dello Stato”. In tutto questo insieme, il mondo dei giochi riesce comunque a scorgere uno spiraglio per ritornare a vivere, per sostenere tutti i suoi lavoratori mantenendo il loro posto di lavoro ed anche per intravedere la possibilità del fatidico riordino nazionale di tutto il settore ludico. Utopia? Vedremo!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 26 Aprile 2021 ore 18:00
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