Gioco d’azzardo: Si spera in un’Italia a “Zona Bianca”

gioco azzardo spera in italia a zona bianca

La “colorazione” acquisita dai territori sembra essere lo scopo di vita per le attività commerciali in genere, per sperare in un’eventuale apertura delle attività, seppur condizionata da orari e da tutti i dispositivi ed i protocolli istituzionali: la settimana appena passata con il nuovo Dpcm e le nuove norme restrittive per il prossimo periodo che rivede aperture, chiusure, coprifuoco, rende questa nuova nostra vita “emergenziale” così complicata e piena di cambiamenti. Il fatto è che tutte le varianti che l’Esecutivo mette in campo non fanno altro che aumentare le incertezze e che tale sensazione, che ormai sta continuando ad imperversare nelle nostre nuove vite, sta diventando una “tragica consueta realtà” con la quale ci obbligano a confrontarci e che non ci rende affatto felici. Ma tant’è: ormai dovremmo essere abituati alle imposizioni dell’emergenza sanitaria anche perché, purtroppo, i dati della curva epidemiologica non ci segnalano che “siamo stati molto diligenti” nelle festività natalizie.

Quindi, siamo costretti a “pagare pegno” con ulteriori chiusure, altre restrizioni e con il prolungamento dello stato di emergenza, cosa che spaventa un poco tutti gli imprenditori. Sicuramente quest’ultimo, non è colpa di una sorta di “liberi tutti” che ancora si è fatto rivedere nelle vacanze natalizie, purtroppo è l’incedere della pandemìa che prende spunto sicuramente da qualche intemperanza da stigmatizzare, ma che si è visto anche in altre realtà territoriali dove è avvenuto lo stesso sviluppo dei contagi: ovunque, si stanno applicando lockdown persino in quei Paesi dove sembrava tutto andasse meglio. Ma continuare a “fasciarsi la testa” serve realmente a poco: quindi, “ci piace” passare oltre a guardare con speranza al nuovo obbiettivo “zona bianca” che sarebbe quello che consentirebbe di riaprire le attività senza tanti vincoli ed il miraggio al quale tutti gli imprenditori ambiscono e che andrebbe visto, si spera, non con una chimera irraggiungibile, ma come un obbiettivo reale in cui si deve assolutamente credere.

Una società con lo 0,5 di RT possibilmente raggiungibile, anche se ad oggi parecchio lontano come meta, poiché i territori del nostro Paese si stanno assestando ad un RT 1,2/1,5 oggettivamente lontano da quello 0,5 che ci consegnerebbe un po’ di libertà individuale e qualche operatività per le imprese. Nel frattempo, per il prossimo Dpcm purtroppo il mondo dei giochi, compreso quello dei casino on line italiani legali, si presume avere già il destino segnato con il continuare nella sua ermetica chiusura, ma non sarà solitario, sarà accompagnato presumibilmente dai cinema, teatri, palestre e musei mentre, in linea generale, sarebbero in arrivo ulteriori restrizioni per i bar che dovrebbero fermare l’asporto alle ore 18. Ma a prescindere da queste notizie, ciò che sta tenendo banco è indiscutibilmente questa fantomatica e si spera non inarrivabile “zona bianca” che si aggiunge alle precedenti colorazioni territoriali, ma che sarebbe un po’ il primo premio per quelle zone che si “comportano bene” relativamente al rispetto delle norme anti contagio e zone che così facendo “si darebbero” la possibilità di tornare a riaprire le varie attività.

É evidente che il mondo del gioco spera in questa “zona bianca” che appare l’unica strada per poter rialzare finalmente le saracinesche. Di certo, raggiungere l’indice RT a 0,5 non sarà agevole e comporterà forse ancora più sacrifici per tutti, ma se questo è l’obbiettivo per riaprire, tutti si devono concentrare per arrivarci. In effetti, con l’indice RT sotto lo 0,5 andrebbe a significare riapertura totale di tutte le attività senza limiti orari: ed è esattamente a questo che guarda con profonda speranza il mondo del gioco terrestre che già in occasione della riapertura dal primo lockdown, aveva messo in campo protocolli assai rigidi, ancor più restrittivi di quelli fissati dal CTS in modo da trasmettere sicurezza ai propri punti di gioco d’azzardo, ai dipendenti e naturalmente al nuovo popolo di giocatori che allora era ancor più “stranito” di oggi quando è quasi abituato a circolare seguendo le regole che sono state imposte nel frattempo. Quindi accesso ai giochi nella maggior sicurezza e tranquillità possibile.

Un fatto di cui l’Esecutivo sarà costretto, prima o poi, a prenderne nota anche perché è stato nuovamente ricordato al Governo centrale da alcune Associazioni di categoria con una missiva comune che ha fatto presente la crisi profonda di tutte le “Riserve di Stato”, missiva nella quale si chiedeva la riapertura delle attività ludiche, scommesse sportive comprese, ed anche un’immediata serie di interventi assolutamente necessari per far “stare in piedi” il settore, oggi pericolosamente barcollante. Si può dire, in ogni caso, che l’RT sotto lo 0,5 onestamente oggi pare veramente un miraggio, una chimera ma anche l’unica possibilità per poter riaprire le varie attività, e naturalmente non soltanto quelle dell’intrattenimento, considerato che il livello nazionale del contagio è risalito ad un RT sopra l’1 ed in alcuni territori viaggia in modo inequivocabile verso l’1,2 dopo le festività natalizie: cosa che lascia spazio anche, e purtroppo, ad una proroga dello stato di emergenza che avrebbe dovuto terminare il 31 gennaio e che pare invece richiedere uno spostamento almeno sino alla fine del prossimo mese di giugno.

Mentre tutti gli addetti ai lavori del gioco pubblico sperano di essere protagonisti nelle diverse “zone bianche” da nord a sud dello Stivale, mentre si fanno i conti di quante entrate si siano perse nei tantissimi giorni di chiusura, mentre si sta cercando di salvare tante piccole e medie imprese con i relativi lavoratori, mentre si riflette ancora una volta sul perché mai il Governo centrale continui ad attribuire al gioco pubblico, poker online italiano compreso, una valutazione di rischio medio/alto, il settore del gioco continua a cercare, sino ad oggi invano, un confronto con la politica. Quindi, non si è accontentato di aver presentato all’Esecutivo nel dettaglio la situazione di tutta la filiera, unito alle richieste di sostegno effettivo a livello economico, a mezzo delle sue associazioni di categoria, ma nei giorni scorsi è anche sceso in piazza a Roma per chiedere al Governo di tutelare davvero il gioco pubblico e di “non girare sempre la testa dall’altra parte” di fronte alle richieste delle sue attività commerciali e produttive.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Gennaio 2021 ore 12:20
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