Ticket Redemption: Difficile lo sviluppo di una dipendenza

Pubblicazione: 22 Marzo 2023 ore 09:30

non demonizzare le ticket redemption

Indiscutibilmente, il comparto del puro intrattenimento non è la prima volta che subisce un attacco a causa delle ticket redemption: così proprio per mettere un punto fermo al concetto che le stesse possano, nel tempo, indurre il giocatore in erba ad entrare nelle spire della dipendenza da gioco lo stesso comparto aveva commissionato una ricerca accurata, anche con l’intervento di organi internazionali come Euromat, all’Università Roma 3 chiedendo di analizzare l’offerta del puro intrattenimento e le eventuali o possibili connessioni con il gioco d’azzardo o con qualsiasi altra deriva ludica possibile.

La risposta ed il risultato finale di tale studio erano stati quelli che non si poteva imputare alcun che alle ticket redemption ed in modo particolare alcun sviluppo di dipendenza da gioco. Proprio per tali risultati, quando la ricerca è diventata pubblica, si pensava che dalla mente della politica o da quella dei detrattori del gioco venisse cancellata, una volta per tutte, la paura che l’utilizzo di queste apparecchiature da parte dei più giovani potesse diventare una normalità “malata”.

Ma sopratutto che il minore, non avendo ancora sviluppato un’autonomia psichica, potesse cadere in un meccanismo mentale che lo potesse avvicinare inconsciamente ad una dipendenza patologica ed un avvicinamento al mondo del gioco d’azzardo.

Quindi, si può dire che l’industria dell’intrattenimento si sentiva e si sente apposto con la propria coscienza di imprenditore e si pensava con questa ricerca di sensibilizzare la politica su alcuni temi che la ricerca aveva evidenziato: ciò perché quando la politica si muove e legifera nei confronti del gioco ha sempre un approccio sbagliato ed approssimativo, cosa perennemente ricorrente nei confronti del gioco dei “grandi”, ma anche in quello dei “piccoli”, come appunto l’amusement.

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Percezioni politiche che ci sembrano errate

Evidentemente, però, le percezioni che la politica od il Regolatore hanno nei confronti del gioco in generale non sono delle migliori: purtroppo si ritiene che sia la causa di tutti i mali, o peggio ancora che “sia la piaga del secolo”: e da questo ancora oggi non ci si schioda, anche se è difficile accettarlo.

Ma aprendo e chiudendo definitivamente una parentesi sull’amusement e sulle ticket redemption ed anche passando oltre alla ricerca dell’Università di Roma 3, basterebbe davvero un minimo di buona volontà esplorativa sull’argomento per rendersi conto di che cosa si stia effettivamente parlando.

Le famose “operazioni a premi” che accompagnano da sempre le ticket redemption prevedono una ricompensa ai giocatori basata esclusivamente sulla partecipazione al gioco ma legata strettamente alla loro abilità: ergo, se sei abile al gioco più ticket ottieni e più “importante” sarà il premio pur rimanendo entro la sfera degli oggetti e non del danaro.

Tutto dipende dall’abilità del Giocatore

L’apparecchiatura certamente consente di vincere e questo non si può di certo negare: ma la vincita non è legata alla sorte, ma bensì all’abilità del giovane giocatore come succede ad esempio nei migliori siti italiani ADM di poker sportivo, così non si tratta d’azzardo ma di mera abilità. Se poi si vuole insistere sulla vincita, e soltanto su quella e sui premi, si finisce col paragonare all’azzardo anche ciò che un genitore regala al proprio figlio quando ottiene un buon voto a scuola.

Ed è esattamente per questo che ci si interroga se si voglia davvero ridurre anche un minimo premio in una patologia che avvicina al gioco d’azzardo: il nostro desiderio è quello che lo Stato intervenga anche su piccoli premi imponendo regole e restrizioni anche su pupazzetti e portachiavi ritenendoli uno strumento che può avvicinare all’azzardo?

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Sarebbe davvero il caso di riflettere su ciò che accade nei confronti di un comparto di gioco da sempre portatore sano di puro intrattenimento e che vuole essere trattato come un gioco sano che non ha alcuna contropartita in danaro: mai, nel modo più assoluto.

Gioco che viene indirizzato esclusivamente ad un’utenza giovanissima ed alle intere famiglie che nelle sale dell’amusement possono trovare giochi e ticket redemption che non hanno mai fatto male a nessuno: né da un punto di vista psicologico né tanto meno finanziario. Serve ricordare che questi “premi” si trovano esclusivamente nei FEC, Family Entertainment Center e sicuramente non nei bar, non nelle scuole e non nei luoghi in prossimità delle stesse.

Giochi per tutta la famiglia

Quell’esperienza di gioco che contiene quella seppur minima premialità è vissuta dai giovanissimi insieme ai propri genitori od a familiari con i quali passano del tempo in leggerezza e divertendosi: è ovvio che il compito di insegnare ai giovani cosa rappresenta il gioco, come “usarlo” e come adottare con lo stesso un comportamento comunque prudente e sano anche se ci si trova a confrontarsi con un semplice gioco sia dei genitori: serve insegnare ai giovanissimi un atteggiamento non eccessivo sia nei confronti del gioco che di qualsiasi altra cosa che se abusata, come lo zucchero, le bibite gassate, troppi panini possono comunque fare male anche se gradevoli…

Quindi, spetta alla famiglia suggerire il comportamento migliore nei confronti del divertimento ed all’eventuale vincita o premio che dir si voglia: quale miglior cosa che “gustare insieme ai genitori” un’esperienza ludica divertente ed appagante a mezzo di un gioco sano?

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Certe leggi e certe restrizioni suggeriscono di tenere lontano i ragazzi da qualunque forma di gioco, come se fosse il male assoluto: per poi fargli scoprire direttamente ed autonomamente il mondo dei giochi quando si troverà, più grandicello, bombardato da un mare di offerte online o da proposte illegali oppure border line poiché anche di questo è pieno il nostro panorama ludico.

Forse si deve guardare da altre parti

E perché chi “perde tempo” nel condannare le ticket redemption non si preoccupa di una cosa ben peggiore che sta arrivando sempre più spesso online ai nostri ragazzi? Si parla del trading online che sembra non avere più frontiere ed arriva ovunque: è anche questa senza dubbio una pratica che rappresenta una sorta di azzardo perché invita i consumatori a puntare i loro risparmi per provare a vincere dei ricavi.

Certo non è cosa che dovrebbe arrivare ai nostri ragazzi ma senz’altro più pericolosa delle ticket redemption e senza dubbio fonte di truffe piuttosto “impegnative”: lì ci sarebbe terreno da “bonificare” e non quello dei “premi” per i più piccoli.

 

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Vanessa Maggi è la nostra Giornalista di punta che coordina e scrive per la redazione di Casinoonlineaams.com. Spinta da una grande passione per il mondo dei giochi su internet, ricerca sempre notizie legate al mondo ludico per farti stare informato su tutto quel che riguarda questo mondo. La sua passione per questo lavoro è davvero invidiabile. La contraddistingue una grande tenacia nella ricerca della verità.